“Chucky” 1×07: la disperazione manipolata

Articolo pubblicato il 6 Aprile 2022 da wp_13928789

L’appuntamento della serie TV “Chucky” è di nuovo in atto mentre ci avviciniamo sempre di più alla conclusione. Nell’episodio precedente, la spietata bambola assassina ha compiuto un omicidio di troppo e per questo Jake ed i suoi amici hanno sempre più paura di continuare, mentre Oliver sta mettendo a dura prova la sua sanità mentale perché, senza farsi scoprire, Chucky sta cercando di alterare completamente i suoi rapporti familiari. Nel frattempo Andy e Kyle continuano il loro viaggio per recarsi nel luogo dei delitti, mentre Nica continua ad essere la prigioniera di Tiffany che segue senza problemi le istruzioni di Chucky. Ce la faranno i protagonisti a resistere?

Dal punto di vista tecnico, la puntata presenta degli interessanti movimenti di macchina che aumentano la tensione dando allo spettatore u senso di claustrofobia e di percezione del male, cosa accentuata anche da primi piani che vengono evidenziati da un ottimo montaggio alternato. La parte visiva più lodevole è l’utilizzo di una telecamera legata ad un oggetto utilizzato per compiere un azione violenta, attraverso cui c’è una gestione perfetta dei frame rallentati che enfatizzano il momento e danno una strana ma riuscita sensazione tra eccesso di pop mischiato con la tragedia. Sulla realizzazione di Chucky niente da dire: ormai è sempre convincente sia per cgi che come pupazzo.

Parlando invece della scrittura, per la prima volta c’è una gigantesca falla narrativa nella serie. L’episodio precedente era terminato in un modo così estremo da lasciar pensare in che modo i protagonisti sarebbero usciti legalmente da una situazione senza via d’uscita… e dall’inizio della puntata non c’è alcuna menzione di come mai nessuno abbia sospettato di tre ragazzi presente nel luogo del delitto di un poliziotto. Si parla di incidente, ma la cosa è trattata in maniera così superficiale da non essere chiara. Evidentemente il finale del sesto episodio era così estremo che Don Mancini si è trovato in difficoltà su come fare andare avanti la storia senza creare un’ulteriore complicazione e ciò ha creato un problema nella struttura. Inoltre è insoddisfacente la reazione di Devon: il rapporto tra lui e Jake è convincente, ma allo stesso tempo non si sente il peso reale di una situazione così brutta arrivatagli sulle spalle rispetto invece a ciò che hanno avuto Jake e Oliver. È vero che è sempre stato trattato come il personaggio più razionale tra gli adolescenti, ma in questo caso si è confuso irrazionalità con freddezza.

Se l’episodio inizia male soprattutto per l’enorme problema narrativo, migliora enormemente quando vediamo l’evoluzione del carattere di Oliver: viene data spazio a tutta la sua insicurezza e a tutta la sua rabbia. In questa puntata, Oliver riesce ad esprimere perfettamente quella rabbia giovanile nei confronti del mondo, abbandonato per colpa di una mancanza di comunicazione e per un abbandono totale alle situazioni che lui riesce a percepire solo nel peggiore dei modi, concentrandosi sulla negatività degli eventi senza controllarsi solamente per trovare un modo di esorcizzare e cancellare il suo male. Attraverso un intelligente costruzione gestita a piccole ma funzionali dosi, sono riusciti a rendere Oliver esattamente come Jake, con la differenza che Oliver rappresenta ormai una forma ancora più disperata di smarrimento, centrando perfettamente l’empatia.

Anche Jake è ben trattato, poiché l’episodio c’entra anche il senso di colpa estremo, dato dal fatto che più ci si allontana e meno c’è la possibilità di soffrire e di far soffrire gli altri, rendendo ancora più efficace la maligna influenza di Chucky che distrugge vite in tutti i sensi. Ed a tal proposito, in questo episodio la manipolazione del killer viene resa ai livelli massimi, rivelando definitivamente quanto egli sia un eccellente doppiogiochista aiutato da una Tiffany che si conferma essere una delle controparti femminili meglio riuscite di un’icona criminale della cultura pop, grazie ad un’alchimia perfetta. Inoltre si continua a mostrare l’insensibilità assoluta dell’avidità politica e ci sono anche dei divertenti omaggi a cult cinematografici, in particolare una battuta sulla carriera di Jennifer Tilly (che ricordiamo, oltre ad interpretare Tiffany interpreta anche se stessa).

In conclusione, seppur con una grossa falla narrativa, ancora una volta la serie continua a dimostrare una forte efficacia nella caratterizzazione dei personaggi, arrivando ad un punto sempre più forte di perversione maligna che porta la bambola assassina su un nuovo orizzonte per quanto riguarda il suo simbolismo. Senza fare spoiler, la puntata finisce con una rivelazione incredibile e terrificante: riusciranno a gestire un finale che si rivela sempre più intenso? Lo scopriremo con l’ottava ed ultima puntata!

Andrea Barone

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