Articolo pubblicato il 15 Ottobre 2022 da Bruno Santini
Il finale di stagione de Gli Anelli del Potere chiude momentaneamente tutte le storylines nel miglior modo possibile. La conclusione di questa splendida prima stagione è il sunto perfetto di ciò che si è visto finora offrendo allo spettatore intense e sane emozioni per una messa in scena elegante, armonizzata dalla brillante scrittura dei dialoghi. Ecco la recensione dell’episodio 1×08, finale di stagione de Gli Anelli del Potere su Amazon Prime Video, diretto da Wayne Che Yip, già regista degli episodi dal 1×03 al 1×05.

Gli Anelli del Potere, la trama dell’episodio finale
Dopo lo scorso episodio era prevedibile aspettarsi una raccolta di tutte le informazioni seminate per l’arco narrativo di tutta la prima stagione. Meccanismo che avviene puntualmente attraverso una serie di rivelazioni che potrebbe far sobbalzare gli spettatori dal divano. Questo finale di stagione si apre con lo Straniero alle prese con le tre oscure creature, mentre gli amici Pelopiedi tentano di riportarlo alla ragione. Lo Straniero viene indicato dagli esseri magici come Sauron, il Signore Oscuro, eppure c’è qualcosa che non quadra. Parallelamente si viene indotti a credere che tale appellativo possa essere destinato ad Halbrand, fortemente intenzionato a suggerire agli Elfi come forgiare gli anelli del potere; nel farlo, utilizza le stesse parole che ha usato Adar dialogando con Galadriel nel confronto del sesto episodio. A Numènor il re è sul punto di morte, mentre le navi impegnate precedentemente in guerra nelle Terre del Sud rientrano a casa. Elendil rinsavisce facendosi forza dopo una presa di coscienza a seguito della conversazione con Mìriel.
Presto detto, arriva la conferma: Halbrand si rivela come Sauron dopo che Galadriel ha scoperto la sua falsa identità. Per buoni dieci minuti assistiamo ad uno scontro mentale tra i due, dato che Sauron entra nella mente dell’Elfa nel tentativo di corromperla. Ma così facendo viene evidenziata la differenza cruciale che romperà il loro rapporto: il Signore Oscuro non sa distinguere tra dominare e salvare. Galadriel lasciata lì nel fiume da Sauron intento a fuggire, chiede ad Elrond di fidarsi nuovamente forgiando solo tre anelli per mantenere l’equilibrio.
Chi è lo Straniero? Nori lo aiuta nella definitiva presa di coscienza, pur perdendo il trova-sentiero dei Pelopedi. Le azioni che ha sin da subito compiuto erano volte al bene, alla luce, e non al male e quindi all’oscurità. Non è Sauron disceso dalle stelle, bensì uno Stregone che le sinistre creature chiamato Istar (letteralmente Stregone). Con tutta probabilità si tratta di Gandalf data la citazione ad un dialogo de Il Signore degli Anelli: “Segui sempre il tuo naso”.

Recensione dell’episodio 1×08, finale di stagione de Gli Anelli del Potere su Amazon Prime Video
Per chi scrive era ormai cosa certa, arrivati verso la fine, dell’altissima qualità di questo prodotto audio-visivo a cui Amazon ha dato vita. Non c’è stato mai un chiaro calo tra un episodio e l’altro pur avendo dei difetti tra cui l’abbondanza del derivativo in certe scene. Ma non è un difetto tale da oscurare quanto invece di buono è stato fatto: un servizio di grande collaborazione tra il cast, i registi degli 8 episodi, gli effettisti, i truccatori e a seguire tutti i ruoli che hanno preso parte alla produzione; plauso ai titoli di testa di Howard Shore e la canzone presente nei titoli di coda a sancire affettuosamente la chiusura di un primo atto. Un lavoro corale che amplia il fantastico mondo creato dalla penna di Tolkien, passato dai suoi libri al cinema e poi sul piccolo schermo, senza snaturare e anzi, lo spirito è presente sia nella narrazione che nella messa in scena, un meraviglioso ibrido tra cinema e serialità. Il primo per l’estetica, la seconda per la scrittura abbondante − vecchio stampo − dei dialoghi mai stucchevoli per la sinergica connessione tra le due parti.
Tutte le tematiche presenti sin dall’inizio con il campo semantico generato, dai colori − volti a rappresentare luce e oscurità, bene e male − al rispetto da portare alla natura ed al confronto generazionale. Il ralenti finale esaspera giustamente il momento cruciale che porterà a ciò che già conosciamo grazie alla trilogia di Jackson, lasciando tutti momentaneamente chiuso ma allo stesso tempo aperto per il futuro che verrà. I momenti di grandezza non sono di certo racchiusi nel solo finale: il campo controcampo dei primissimi piani tra Galadriel e Sauron mentre quest’ultimo rivela la sua natura prendendo delle sembianze quasi mostruose, con le nuvole in movimenti ad oscurare il paesaggio. Oppure ancora tutti i momenti d’azione che riguardano lo Stregone e le creature maligne, con i mezzo i Pelopiedi; mai un effetto visivo fuori posto o un momento di confusione generato dal montaggio. Meravigliosamente limpido in tutto e per tutto nel suo insieme.
Il fuoco viene momentaneamente spento, le generazioni si comprendono a vicenda − i genitori di Nori la lasciano andare − e l’avventura è proprio dietro l’angolo, in attesa di esser vissuta in compagnia.