Perché Polar Express è sottovalutato?

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Articolo pubblicato il 29 Dicembre 2022 da Andrea Barone

Ci sono numerosi film natalizi che sono diventati dei classici delle feste, eppure non ci sono molte persone che menzionano il film “Polar Express“, nonostante quest’ultimo abbia tutte le carte in regola per potere essere uno degli appuntamenti irrinunciabili del periodo. Dal momento che le festività non sono ancora passate e rimangono ancora alcuni giorni per scegliere delle opere piene di dolce spirito prima di capodanno, la domanda che si vuole porre è: perché il film di Robert Zemeckis è sottovalutato?

Polar Express è invecchiato male?

L’opera di Zemeckis è uno dei primissimi esperimenti in motion capture della storia del cinema ed il secondo film d’animazione ad utilizzarla se si conta anche “Final Fantasy” uscito nel 2001. La motion capture è una tecnologia che prevede le riprese di attori e attrici in carne ed ossa mentre questi ultimi indossano delle tute che permettono agli effetti visivi di conservare sullo schermo i loro movimenti facciali e corporei, in modo che i personaggi presenti nella scena risultino più naturali e realistici.

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Il film, che vede Tom Hanks assumere il ruolo di più personaggi, essendo del 2004 è inevitabilmente invecchiato presto (come capita a diversi esperimenti in cgi dell’epoca) ed i movimenti dei personaggi nelle espressioni facciali risultano legnosi rispetto alle perfezioni visive che conosciamo oggi. Ciò impedisce all’opera di apparire comunque visivamente elegante? Al di là dei contesti temporali che andrebbero fatti, sarebbe ingeneroso ignorare delle scene che ancora oggi risultano spettacolari, come il piano sequenza del biglietto che vola dal finestrino o la straordinaria parte delle montagne russe nella pista di ghiaccio.

I personaggi sono sicuramente invecchiati, ma, al di là dell’ottimo doppiaggio (sia originale che italiano), il modo in cui riescono ad integrarsi nell’animazione delle scenografie, unita all’incredibile regia di Zemeckis, riescono ad ottenere un impatto che può ancora lasciare a bocca aperta una famiglia che cerca una forte atmosfera magica.

Polar Express e la lotta della fede

Se il contesto visivo fa ancora oggi molto discutere, “Polar Express” risulta ancora tremendamente attuale per quanto riguarda la ricerca della propria fede. Il film è infatti una metafora della crescita, in cui si vede un bambino che, arrivato ad una certa età, non riesce più a credere nel Natale e nei sogni che prevedono le feste, come all’arrivo di Babbo Natale, tanto che persino durante il viaggio del Polar Express gli riesce difficile pensare che sta realmente andando al Polo Nord.

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L’intero viaggio dei bambini presenti nel film non è solo fisico, ma anche interiore, poiché si vede continuamente che ogni singola difficoltà generata dall’immensità dell’arrivo al Polo Nord è una sfida per mettere alla prova le proprie sicurezze spirituali, ma non una fede religiosa, quanto la capacità di riuscire sempre a vedere il buono nella vita, non smettere di sorridere e pensare sempre che oltre il proprio corpo c’è sempre qualcos’altro che permetta di immaginare cose straordinarie. Inevitabile è la crescita, ma ciò non vuol dire che quest’ultima debba fare entrare in noi il vuoto ed il cinismo, perché solo la possibilità di sognare permetterà alla civiltà di andare avanti, perché dove c’è sogno c’è speranza…. e tale speranza permette ancora oggi al film di Zemeckis di essere un’opera fondamentale da guardare nel periodo di Natale se si vuole percorrere un percorso formativo e appagante nell’animo.