Articolo pubblicato il 19 Marzo 2025 da Giovanni Urgnani
In seguito alla bufera ed alla vera e propria rivoluzione in casa Dc Studios, ecco che oggi arriva nelle sale italiane uno degli ultimi titoli della precedente gestione capitanata da Walter Hamada: “Shazam! Furia degli Dei” riporta sul grande schermo l’eroe interpretato da Zachary Levi e la sua famiglia. David F. Sandberg confeziona un cinecomic che, proseguendo sulla falsariga del capitolo precedente, tenta di divertire ed intrattenere il pubblico, nonostante le già ben definite sorti di un progetto che pare abbandonato a se stesso. Di seguito la sinossi e l’analisi senza spoiler del sequel di “Shazam”.
La trama del cinecomic di David F. Sandberg
Billy Batson e la Shazam Family sono oramai attivi nei panni dei loro alter ego supereroistici, ma non sembra che abbiano fatto breccia nei cuori della popolazione di Philadelphia. Non riescono a lavorare assieme e finiscono per confrontarsi con le responsabilità dell’essere un gruppo di supereroi. Nel frattempo aleggia e si presenta una nuova pericolosa minaccia legata alle famigerate figlie di Atlante, pronte a brandire un arma di distruzione totale.

“Molto è cambiato in questi ultimi anni. Un mago mi ha dato dei superpoteri e poi tutti avevano i superpoteri.”
Cit. Shazam (Zachary Levy)
La recensione di “Shazam! Furia degli Dei”
Il secondo capitolo con protagonista Zachary Levi nei panni di Shazam è la dodicesima pellicola del Dc Extended Universe. Un progetto annunciato nel 2019, anche se la data d’uscita è stata spesso posticipata passando dal 1 Aprile 2022 ad oggi 16 Marzo 2023. Inoltre la pellicola ha subito diversi rimaneggiamenti tralasciando collegamenti con il capitolo precedente e trovandosi nella scomoda situazione di restituire nuovi input al pubblico. E’ chiaro fin da subito che il film ha incontrato, lungo il suo percorso, una serie di ostacoli. Questa volta Billy e la sua famiglia, in veste di supereroi, sono costretti ad affrontare una nuova temibile minaccia. Entrano in gioco una serie di responsabilità che un gruppo di ragazzini non sembra in grado di prendersi. Una scelta che porta il gruppo ad allontanarsi portando ognuno di loro alla ricerca di se stessi. Non aiuta il fatto che la stampa ed i social non prendano sul serio le loro buone intenzioni, criticandoli aspramente e sottolineando i loro incredibili errori. Una situazione che porta lo stesso Billy, il protagonista, a porsi una serie di quesiti sulle sue capacità, cominciando a percepire una certa riluttanza verso i suoi poteri.
Se il primo capitolo di “Shazam!” si muoveva tra la commedia ed il cinefumetto, questa volta il risultato è una sorta di grande parodia. Trovare un’equilibrio è senz’altro l’obiettivo primario del film, un bilanciamento che funziona per la prima ora: le battute rispettano i tempi, non sono mai recitate fuori luogo e non scendono mai nel trash. La seconda parte del film, invece, risulta ben più ripetitiva, nonostante i numerosi temi trattati. La famiglia, in questo caso, viene approfondita, ma tutto il resto che li circonda potrebbe anche non esistere e non farebbe la differenza. Anche se questo sequel risulta divertente, questo non toglie che un altro grande difetto è rappresentato dalle villain, le figlie di Atlante, interpretate da Helen Mirren e Lucy Liu. Spesso quando si analizza un cinecomic il punto più debole del progetto resta da sempre quello della creazione di un “cattivo o malvagio” degno di questo nome. Negli anni si sono susseguiti un gran numero di villain che all’interno del cinefumetto non hanno sfondato, poiché teoricamente non possono essere più forti del supereroe. Un caso che si ripete anche questa volta, nonostante due ottime interpreti che finiscono per rivestire i panni di personaggi poco incisivi e che passano erroneamente in secondo piano. Il resto cast funziona: Zachary Levi risulta nuovamente perfetto nel rivestire i panni dell’eroe, forse l’unico personaggio ad avere un minimo di sviluppo. Il resto della famiglia sembra un po’ lasciato al contorno del film, l’unico che pare essere approfondito un pelo di più resta Freddy (Jack Dylan Grazer). In più, se la colonna sonora risulta godibile, gli effetti speciali, o visivi, rappresentano, invece, un’ulteriore pecca di un prodotto che dovrebbe in teoria avere una CGI di un certo livello, ma che finisce per depotenziare visivamente il progetto. Il budget da circa 100 milioni di dollari si percepisce, in particolare modo durante le sequenze d’azione che appaiono macchinose ed a volte completamente fuori contesto.

“Ho passato millenni in cerca di un degno campione. Tu sai esattamente ciò che va fatto.”
Cit. Mago Shazam (Djimon Hounsou)
Un progetto abbandonato a se stesso
“Shazam! Furia degli Dei” riesce quindi a divertire grazie a questa sorta di limbo in cui è stato riposto questo progetto cinematografico. Nessuna certezza sul futuro del personaggio, nonostante le due scene post credit. Ovviamente i risultati al box office saranno fondamentali per delineare il destino di un personaggio che, a differenza di eroi come Batman e Superman, non ha spopolato così tanto tra i cuori degli appassionati. Un exploit al botteghino potrebbe spianare la strada ad un terzo capitolo, ma tutto rimane nelle mani di Gunn e Safran che hanno annunciato il progetto di un franchise che, ad oggi, non pare comprendere Shazam.
I motivi sono tanti, ma in questo clima d’incertezza la fa da padrone la riuscita di un film che nonostante diverta per gran parte della pellicola, finisce per risultare un prodotto dalla struttura instabile che non riesce ad osare, adagiandosi nella classica atmosfera da parodia che non si prende sul serio. Un deficit per un film che ha tutte le potenzialità per restituire al pubblico un cinefumetto che, oltre a strappare un sorriso allo spettatore, tenti di raccontare qualcosa in più. Sandberg ci prova, cerca fin da subito di analizzare ed approfondire la figura di Billy ed il suo rapporto con la famiglia. Il tema dell’abbandono lo perseguita e, nel tentativo di non restare nuovamente da solo, finisce per concentrasi di più sull’unione degli altri membri della Shazam Family piuttosto che concentrasi sui pericoli da sventare e le persone da aiutare. Insomma, tanti temi affrontati con un ritmo altalenante che in parte potrebbe accontentare un pubblico di famiglie, ma dall’altra potrebbe non essere abbastanza per degli spettatori più appassionati.