Articolo pubblicato il 4 Gennaio 2024 da Gabriele Maccauro
Nuovo appuntamento con l’approfondimento sulle piattaforme streaming, una rubrica che ha l’obiettivo di consigliare, non recensire, 5 film a prescindere dal loro genere, dalla loro durata o dall’anno di uscita con un nuovo articolo ogni settimana, ciascuno inerente ad una diversa piattaforma. Questa settimana è il turno di Disney Plus. Di seguito, ecco i 5 titoli di aprile 2023.
Soul – Pete Docter, Kemp Powers (2020)
Vincitore ai 93esimi Academy Awards di due Oscar, rispettivamente per il Miglior Film D’Animazione e per la Miglior Colonna Sonora, Soul è probabilmente l’ultimo grande film realizzato dai Pixar Animation Studios e, non a caso, alla regia c’è una delle figure più importanti della Pixar, Pete Docter, già autore di opere come Monsters & Co., Up ed Inside Out. Ciò che sorprende sempre è il modo in cui egli sia in grado di realizzare film perfetti sia per adulti che per bambini, riuscendo ad inserire nelle proprie opere elementi universali ed essendo in grado di far ridere, piangere e riflettere allo stesso tempo.
In questo caso specifico però, Pete Docter sembra spingersi oltre: nella prima parte del film, nonostante la grande qualità, lo spettatore sembra trovarsi davanti il solito ottimo film Pixar, ma col passare dei minuti l’opera si trasforma, diventa più cinica e va in controtendenza rispetto alle precedenti opere, perché è sì importante avere dei sogni nella vita, ma non sono tutto. Inutile poi parlare di tecnica, perché la Pixar è ormai arrivata a dei livelli clamorosi. Sfortunato a livello di distribuzione, vista la sua uscita in piena pandemia, Soul è un film da non perdere.

Biancaneve e i Sette Nani – David Hand (1937)
Se Soul è stato probabilmente l’ultimo grande film della Pixar, Biancaneve e i Sette Nani è invece il primo lungometraggio della Walt Disney Productions e distribuito dalla RKO Radio Pictures. Basato sull’omonima fiaba dei fratelli Grimm, i motivi per cui si tratti di uno dei capolavori più importanti nella storia del cinema d’animazione sono molteplici: innanzitutto si tratta del primo film realizzato in rodovetro – foglio trasparente sul quale il disegno dell’animatore viene stampato e poi dipinto, così per ogni fotogramma – ed il primo lungometraggio d’animazione prodotto negli Stati Uniti, oltre ad essere anche il primo realizzato completamente a colori.
Agli 11esimi Academy Awards, Walt Disney ricevette un premio Oscar Speciale per il lavoro d’innovazione e per l’importanza della pellicola e fu un successo assoluto al botteghino, visto che divenne il film sonoro di maggior successo di tutti i tempi e, calcolando l’inflazione, ancora oggi si trova nella top10 dei film col maggior incasso della storia del cinema americano. insomma, Biancaneve e i Sette Nani è un caposaldo del cinema d’animazione e non, un capolavoro troppo importante per non essere visto almeno una volta e le parole non basteranno mai per descriverne la grandezza, tenendo a mente che è stato realizzato nel 1937, ovvero 86 anni fa. Incredibile.

Le Verità Nascoste – Robert Zemeckis (2000)
Robert Zemeckis è certamente uno dei registi più importanti del cinema americano ed autore di film fondamentali nella storia del cinema come Ritorno al Futuro e Chi ha Incastrato Roger Rabbit. Ha probabilmente dato il meglio della sua carriera tra gli anni ’80 e gli anni ’90, ma è sempre rimasto un autore da seguire con interesse. Nel 2000 infatti, realizza Le Verità Nascoste che, a fronte di 90 milioni di dollari di budget, ne incassò 290 in tutto il mondo. Protagonisti del film sono due interpreti eccezionali, Harrison Ford e Michelle Pfeiffer, che qui si buttano a capofitto in un’opera di stampo Hitchcockiano in cui Zemeckis dimostra di sapere gestire perfettamente anche i tempi ed il ritmo di un thriller e la creazione della tensione stessa, nonostante nella sua carriera si sia dedicato a film di altro genere.
Qui invece gioca tra thriller, giallo e, perché no, horror, citando sì il maestro britannico ma senza esagerare, riuscendo a dare al film il proprio tocco autoriale. In questo senso, per lo spettatore che ha paura di avvicinarsi ad un regista come Hitchcock per via dei film in bianco e nero o per il loro essere, ai loro occhi, datati, Le Verità Nascoste potrebbe anche avere la valenza di entry point per il genere, da cui poi potersi spostare e scoprire le opere di Sir Alfred Hitchcock. Allo stesso tempo, se l’obiettivo è quello di approcciarsi a Robert Zemeckis, il consiglio è magari quello di partire dai film sopracitati ma, considerando l’unicità dell’opera all’interno della sua filmografia e soprattutto la sua presenza nel catalogo di Disney Plus, è comunque un film da recuperare assolutamente.

Face/Off – John Woo (1997)
Un assoluto cult degli anni ’90, Face/Off non è il debutto americano di John Woo ma il film che lo consacra in tutto il mondo, vista presenza di due attori che, nel 1997, erano ancora sulla cresta dell’onda come John Travolta e Nicolas Cage ed un incasso globale di 245 milioni di dollari, su un budget di circa 80 milioni di dollari. Un successo enorme per il regista di Hong Kong che, grazie ad esso, andrà poi a dirigere il secondo capitolo di Mission Impossible. Un autore che ha letteralmente riscritto le regole dell’action movie con film fondamentali come A Better Tomorrow, The Killer o Hard Boiled e che, con Face/Off, riesce dunque a conquistare anche il pubblico americano ed occidentale. Eppure, la storia di Face/Off non è sempre stata così semplice: la sceneggiatura, scritta da Mike Werb e Michael Colleary, non voleva comprarla nessuno e fu scritta e riscritta più volte fino a quando non si fece avanti John Woo che, prese in mano le redini del progetto, lo ha fatto funzionare. Progetto in cui però, inizialmente, non sembrava credere nessuno.
John Woo porta negli Stati Uniti le coreografie tipiche di un altro tipo di cinema a lui caro, come quello di Hong Kong, ma le applica alle scene d’azione, alle sparatorie che, fino a quel momento, negli USA erano più muscolari che altro. Woo spettacolarizza il tutto, lo rende adrenalinico e tiene sempre alta la tensione, andando letteralmente a segnare il futuro del genere per i registi e film successivi. Non è solo spettacolo però, perché vi è comunque una riflessione sul Doppelganger, quasi sulla metamorfosi, che non sarà il fulcro del film, ma è un elemento presente ed interessante da sottolineare. Insomma, un film importantissimo che, possibilmente, porterà gli spettatori a riscoprire le opere precedenti di un regista fondamentale come John Woo, perlomeno le opere sopracitate più famose. Vista la sua presenza nel catalogo di Disney Plus, è un film da non perdere per nulla al mondo.

Starship Troopers – Paul Verhoeven (1997)
Liberamente tratto dal romanzo Fanteria dello Spazio di Robert A. Heinlein del 1959, Starship Troopers non è stato un grande successo al botteghino visto che, a fronte di ben 100 milioni di dollari di budget, ne ha incassati solamente 121, ma si è poi trasformato col tempo in un cult assoluto che ha dato poi vita a diversi sequel ed opere derivative, su tutte lo Starship Troopers 2 diretto dal genio Phil Tippett. Paul Verhoeven prende il romanzo di Heinlein e lo trasforma, privandolo della sua gran serietà e realizzandone quasi una parodia. L’ironia che pervade il film e le sue esagerazioni non sono però bastate per giustificare le accuse di fascismo che la critica mosse nei suoi confronti, da cui Verhoeven rimase totalmente esterrefatto.
Nonostante la sua componente parossistica, Starship Troopers non è infatti un film così semplice da comprendere, visto che l’opera stessa si contraddice da sola più volte e passa, come si suol dire, di palo in frasca in continuazione. Ciò rende l’opera quasi respingente, addirittura senza senso, eppure quello è il suo vero segreto, perché viene realizzata in questo modo un’opera fuori dagli schemi, folle ma allo stesso tempo calcolata, studiata da un regista come Paul Verhoeven che, di certo, non è uno sprovveduto. Col tempo, per fortuna, il film è stato abbastanza rivalutato ed è oggi considerato un cult degli anni ’90 ed uno dei migliori film di Verhoeven, quindi l’auspicio è quello che, grazie alla sua presenza nel catalogo di Disney Plus, più persone possibili possano recuperarlo.
