Recensione – Transformers: il risveglio, uno scialbo cine-giocattolo

Articolo pubblicato il 7 Giugno 2023 da Bruno Santini

Esce nelle sale di tutto il mondo il 9 giugno 2023 “Transformers: il risveglio”, film diretto da Steven Caple Jr. e con protagonisti Anthony Ramos Martinez e Dominique Fishback. L’opera è ambientata nello stesso universo narrativo di “Bumblebee” (2018) e dunque si discosta nettamente dall’universo cinematografico ideato e portato avanti dalla saga di Michael Bay, qui presente solo in veste di produttore. Il budget della pellicola si dovrebbe aggirare, secondo le fonti più accreditate, intorno ai 200 milioni di dollari. Di seguito trama e recensione di “Transformers: Il Risveglio.

La trama di Transformers: Il Risveglio

Di seguito la trama riportata sul sito ufficiale della pellicola: “Tornando all’azione e allo spettacolo che hanno fatto sognare per più di un decennio gli spettatori di tutto il mondo, “Transformers: Rise of the Beasts” catapulterà il pubblico in un’avventura giramondo ambientata negli anni 90 con protagonisti ancora una volta gli Autobot, questa volta in compagnia di una fazione completamente nuova di Transformers – i Maximals – uniti nella difesa della la terra minacciata da una razza aliena alla ricerca di un manufatto perduto.”

La recensione di Transformers: Il Risveglio

Oramai la tendenza produttiva hollywoodiana per quanto concerne lo sviluppo dei blockbuster è chiara: piuttosto che tentare di portare sul grande schermo storie innescate da idee fresche si preferisce continuare a puntare su progetti che in molti casi paiono esauste fin dal loro concepimento. “Transformers: il risveglio” sembra suo malgrado essere uno dei molti esempi recenti di tale situazione.

 

 

Come spesso accade in queste circostanze non tutto è da buttare, ma anzi con una certa sistematicità si ripete uno schema per il quale delle interessanti premesse si disperdono in un marasma di diffusa mediocrità. In questo caso l’inizio dell’opera accenna a delle tematiche che, seppur intriganti, finiscono per risultare piuttosto marginali nello svolgimento della storia. Per quanto infatti Steven Caple Jr. non possa essere considerato un autore affermato (e al più si possa ascrivere alla lunga lista dei mestieranti in attività), aveva dimostrato con il suo lavoro in “Creed 2” di sapere gestire sapientemente un materiale cinematografico piuttosto denso e, pur senza senza raggiungere le vette del primo capitolo, di saper portare a termine un lavoro più che dignitoso.

 

 

Questa sua attitudine sfortunatamente in “Transformers: Il Risveglio” sembra baluginare soltanto a tratti e nella parte introduttiva. La malattia del fratello del protagonista, il suo passato turbolento, la sua difficoltà nell’ottenere un lavoro stabile e la sua svolta verso il crimine fungono da ottimo cappello iniziale. Sembra tuttavia che per la successiva ora e trenta tutto questo venga accantonato e si finisce per ritrovarsi di fronte all’ennesima indigestione di effetti speciali e di scene di azione a raffica.

Il film infatti prende la rincorsa senza più fermarsi non possedendo tuttavia il fiato necessario per tagliare il traguardo. La storia dello scontro tra Autobot e simil-decepticon è la solita, a cambiare è l’estetica dei Transformers (molto più giocattolosi di quelli dei film diretti da Bay) e i buoni sentimenti di fondo che appaiono sicuramente più sentiti di quelli soffocati da quintalate di machismo della saga originale.


Purtroppo però lo spartito è sempre il solito e il comparto estetico-visivo è ben eseguito seppur piuttosto piatto. Ancor più che negli altri capitoli poi risalta la sensazione che questo sia un film sponsorizzato da una marca di giocattoli. Se infatti gli appigli di interesse per un pubblico adulto sono a voler essere gentili limitati per una platea di bambini o ragazzi le continue colluttazioni tra questi (molto plasticosi) robot possono risultare financo avvincenti. Insomma alla fine della giostra è proprio il caso di dire ci si ritrova con l’ennesimo enorme dispiegamento di mezzi e forze della imponente industria d’intrattenimento statunitense che si risolve in uno scialbo e piuttosto anonimo film commerciale.

Voto
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Andrea Barone
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