Recensione: Animali fantastici – I crimini di Grindelwald, con Johnny Depp e Jude Law

Il secondo capitolo dello spin-off prequel di Harry Potter si nutre di un cast prestigioso per continuare l’avventura, sempre guidata dall’onnipresente David Yates. La direzione presa si è rivelata quella giusta?
La recensione di Animali fantastici - I crimini di Grindelwald, con Johnny Depp

Articolo pubblicato il 25 Dicembre 2023 da Giovanni Urgnani

Distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi e britanniche il 16 novembre 2018 mentre in quelle italiane il 15 novembre dello stesso anno. Scritto da J.K. Rowling, diretto da David Yates, prodotto da David Heyman e Steve Kloves, con colonna sonora composta da James Newton Howard. Il cast comprende: Johnny Depp, Eddie Redmayne, Katherine Waterston, Zoe Kravitz, Ezra Miller, Alison Sudol, Dan Fogler, Callum Turner, Carmen Ejogo, Claudia Kim, William Nadylam, Poppy Corby-Tuech, Brontis Jodorowsky e Jude Law.

La trama di Animali fantastici – I crimini di Grindelwald, diretto da David Yates

Di seguito la trama ufficiale di Animali fantastici – I crimini di Grindelwald, diretto da David Yates:

 

Alcuni mesi dopo gli eventi che hanno scosso la città di New York, una schiera di fedeli seguaci si stringe intorno al famigerato mago oscuro Gellert Grindelwald, evaso di prigione con l’intento di sollevare i propri simili contro le spregevoli creature babbane. Rientrato in patria, il giovane Newt Scamander, il magizoologo incontra una vecchia conoscenza della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts: Albus Silente, che lo arruola tra le fila dei buoni, indaffarati a preservare il segreto del mondo magico. La riabilitata auror Tina e la spigliata sorella Queenie non sono le uniche ad accompagnare Newt nella magica Parigi: sprovvisto di bacchetta ma carico di buone intenzioni, torna a completare il quartetto l’unico No-Mag della squadra, il divertente fornaio Jacob Kowalski. Nuovi personaggi e colpi di scena intervengono a movimentare la seconda avventura nell’universo magico, a cominciare dallo sfortunato Credence, il cui destino sconosciuto verrà finalmente svelato.

 

 

La recensione di Animali fantastici - I crimini di Grindelwald, con Jude Law

 

 

La recensione di Animali fantastici – I crimini di Grindelwald, con Johnny Depp e Jude Law

Sulla scia della pellicola precedente, tra i (pochi) pregi rimane la caratterizzazione del protagonista, che in questo caso è anche l’antagonista, non solo di questo “capitolo” ma anche di quella che avrebbe dovuto essere una pentalogia prequel, naufragata sia per errori strategici che per vicende extra cinematografiche. Come tutti i leader impegnati a raccogliere consensi in momenti di crisi: Grindelwald accorre ai classici metodi populisti, presentandosi come l’alternativa perfetta ad un sistema ormai fragile e inadeguato, imprigionato nella sua rigidità ed intransigenza. Sbandierando il drappo del cambiamento, egli riesce a far vibrare le corde emotive ed ideologiche di tantissime persone, senza obbligare con la violenza nessuno, convincendo i suoi interlocutori che la sua strada sia quella giusta da seguire, dimostrandosi estremamente pericoloso anche con la bocca, non solo con la bacchetta.

 

 

Un uomo intelligente, calcolatore, uno scacchista che sa soppesare in maniera precisa quando deve agire e quando deve aspettare, non lasciando nulla al caso, senza eccedere in dimostrazioni di malvagità eclatante proprio per raggiungere l’obiettivo di presentarsi al mondo come portatore di pace. L’interpretazione di Johnny Depp si dimostra misurata e composta, incarnando efficacemente il carisma del personaggio, dosando i movimenti del corpo e l’espressione del viso, utilizzando un tono di voce pacato, pungente e capace di sedurre. Infine, un passo avanti va riscontrato nel reparto tecnico: la messa in scena e gli effetti visivi permettono al lungometraggio di presentarsi adeguatamente, mettendo a frutto la cifra spesa per l’operazione: dalla resa grafica delle creature alle due sequenze di inizio e fine (l’evasione dal MACUSA e lo scontro al cimitero di Pere-Lachaise).

 

 

La recensione di Animali fantastici - I crimini di Grindelwald, con Eddie Redmayne

 

 

I difetti di Animali fantastici – I crimini di Grindelwald, con Eddie Redmayne

Tutto il resto è un insieme di imprecisioni, forzature e annacquamenti figli di una sceneggiatura manchevole ed imprecisa nello sviluppare appieno le vicende introdotte. I personaggi su schermo sono insensatamente troppi: principalmente a causa di un fan service fine a se stesso, diventando addirittura dannoso, come dimostrano gli screentime di Nagini e Nicolas Flamel o la breve comparsa di Hogwarts; nonostante possa essere simpatico e fonte di ilarità, il personaggio di Jacob aveva già esaurito la sua funzione alla fine del primo capitolo, risultando a più riprese una zavorra da trascinarsi per tutta la durata; la sottotrama di Corvus Lestrange, non è altro che uno stratagemma al solo scopo di riempire un contenuto, dato che la macro trama è stata dilatata a cinque film, introducendo un nuovo personaggio senza di fatto alcuna utilità.

 

 

Non è sviluppato adeguatamente il rapporto tra le sorelle Goldstein, la regia gestisce male il momento topico del passaggio di Queenie alla barricata di Grindelwald, senza alcun controcampo sul viso di Tina, di cui sentiamo una flebile voce in lontananza; la comunità magica francese ne esce fortemente penalizzata, poiché non è affatto credibile come il mago più ricercato al mondo si muova sul suolo parigino senza che le istituzioni del luogo si mobilitino per catturarlo, coi servizi segreti magici britannici e statunitensi liberi di muoversi senza organizzare la ben che minima cooperazione insieme ai colleghi auror transalpini. Quantità e apparenza vincono su qualità e sostanza, la strategia prevale sulla praticità, cosicché il vuoto si afferma sulla concretezza.

Voto:
2.5/5
Andrea Barone
2/5
Andrea Boggione
2/5
Christian D'Avanzo
2/5
Paola Perri
2/5
Vittorio Pigini
2/5
0,0
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