Recensione: Silent Night – Il silenzio della vendetta, diretto da John Woo con Joel Kinnaman

Recensione - Silent Night

Articolo pubblicato il 6 Dicembre 2023 da Christian D'Avanzo

SCHEDA DEL FILM

Titolo del film: Silent Night – Il silenzio della vendetta
Genere: Azione, Drammatico
Anno: 2023
Durata: 104′
Regia: John Woo
Sceneggiatura: Robert Archer Lynn
Cast: Joel Kinnaman, Harold Torres, Scott Mescudi, Catalina Sandino Moreno
Fotografia: Sharone Meir
Montaggio: Zach Staenberg
Colonna Sonora: Marco Beltrami
Paese di produzione: Stati Uniti d’America

Un decennio intero, tanto ci è voluto per far sì che John Woo tornasse negli Stati Uniti per dirigere un film. Il maestro dell’action moderno porta in scena una pellicola dal ritmo incalzante, impreziosita da una scelta stilistica tanto particolare quanto efficace. Ecco la recensione di Silent Night – Il silenzio della vendetta, film del 2023 con Joel Kinnaman protagonista assoluto. 

La trama di Silent Night – Il silenzio della vendetta, diretto da John Woo

Brian Godlock (Joel Kinnaman) è un elettricista che vive candidamente la sua vita a Las Palomas insieme alla moglie Saya (Catalina Sandino Moreno) e al figlio di sette anni Taylor. Durante la vigilia di Natale del 2021, Brian e Taylor sono in giardino a giocare quando, improvvisamente, quest’ultimo viene colpito a morte da un proiettile vagante: i responsabili, due gang che si stavano battagliando con uno scontro a fuoco automobilistico, vengono intercettati da Brian dopo un breve inseguimento a piedi. L’uomo, accecato dalla rabbia, viene tuttavia ferito dal capo di una delle due bande, il truce Playa (Harold Torres), con un colpo di pistola alla gola. Nonostante sia sopravvissuto al proiettile, Brian perde le corde vocali rimanendo muto; vedendo l’immobilismo della polizia, il padre di Taylor decide di farsi giustizia da solo programmando un raid contro Playa e i suoi uomini per la vigilia di Natale del 2022.

Recensione - Silent Night

La recensione di Silent Night – Il silenzio della vendetta, John Woo back in action!

A dieci anni esatti dal suo ultimo film Hollywoodiano (Paycheck del 2003, con Ben Affleck), John Woo torna nel paese dello Zio Sam con il suo marchio di fabbrica per eccellenza: l’azione. Silent Night – Il silenzio della vendetta presenta tutti gli stereotipi del più classico dei revenge movie: un evento tragico che stravolge la vita del protagonista portandolo alla follia, con i cattivi che servono esclusivamente come carne da cannone per le bocche da fuoco dell’(anti)eroe del film. Eppure, al netto dei cliché, il nuovo film del settantasettenne cinese riesce ad essere un film particolare nel suo essere così elementare. Se il soggetto non brilla per originalità, a farla da padrone è decisamente la regia di un ispiratissimo John Woo: il regista pesca a piene mani dal suo vasto repertorio passato mettendo in atto un film d’azione violento ed assillante.

 

In tutto questo, la scelta di rendere il protagonista muto fa di Silent Night un film assolutamente peculiare nel suo genere. Invece di infarcire il film di dialoghi inutili, John Woo decide di favorire il linguaggio del corpo dei personaggi in scena, favorendo la fisicità del roccioso Joel Kinnaman (Suicide Squad, RoboCop, Altered Carbon) alle parole che, di certo, sarebbero state un’abbondanza di luoghi comuni sulla morte del figlio. Tacendo, invece, il protagonista Brian entra in contatto con il pubblico grazie alle sue lacrime, ai suoi grugniti e ai suoi sguardi persi nel vuoto: Kinnaman, da questo punto di vista, si carica sulle spalle tutto il peso di un’empatia necessaria per rendere la crociata di Brian credibile, seppur assurdamente brutale nella sua costruzione. La decisione di rendere il protagonista principale un uomo comune, senza il solito addestramento militare alle spalle, aiuta l’immedesimazione dello spettatore con il protagonista dell’opera: si soffre insieme a lui per la sua tragica perdita, ci si carica lo stesso fardello sulle spalle e si fa il tifo per Brian nel terzo atto del film, quello della risoluzione finale.

 

Nel terzo atto, difatti, John Woo torna ai fasti di Hard Boiled balzando indietro nel tempo di almeno trent’anni: inseguimenti roboanti, pallottole che fischiano, doppie pistole e slow-motion imperanti, John Woo ribadisce di essere il regista migliore per questo tipo d’azione, quella macabra, sanguinolenta e assolutamente fumettistica nel suo lugubre incidere. Il tutto in un film che è tendenzialmente muto come il suo protagonista, nella parte finale a parlare sono i corpi massacrati dai proiettili e le bocche da fuoco che esplodono: Woo si accomoda nella sua zona di confort e Silent Night entra nel vivo, diventando a tutti gli effetti uno dei migliori action movie degli ultimi dieci anni. Peccato per il finale fin troppo frettoloso, Silent Night finisce proprio quando doveva (e poteva) essere ancora più epico; il cineasta cinese decide di concludere il film affrettando il corso degli eventi e lasciando, purtroppo, un senso di amaro in bocca seppur il finale sia coerente con la mentalità del suo protagonista principale.

Recensione - Silent Night

Silent Night – Il silenzio della vendetta: John Woo e la legge del taglione

La vendetta è un piatto che va servito freddo, in questo caso Silent Night è un dessert gustoso e completamente ghiacciato: il nuovo film americano di John Woo dimostra ancora una volta che il maestro degli action movie moderni non ha perso il suo tocco magico. Grazie ad una costruzione del pathos e della tensione degna dei suoi migliori film hongkonghesi, Woo serve in tavola il più classico dei revenge movie che, dalle premesse, sembrerebbe anche piuttosto generico. Tuttavia l’autore di Face/Off aggiunge alcuni ingredienti per rendere il piatto ancora più gustoso: l’assenza totale di dialoghi, dovuta al mutismo del protagonista, permette al film di dare un quid per mettersi nei panni del protagonista e del suo dramma, nonostante il soggetto della pellicola che non spicchi per originalità. A dare il colpo di grazia (in senso buono) ci pensa Joel Kinnaman che, grazie alla sua fisicità e alle sue espressioni facciali, rende credibile l’atroce lotta del suo Brian per vendicare il figlio perduto. Il tutto coadiuvato dalla tecnica registica di un fuoriclasse assoluto, che preme l’acceleratore quando ce n’è bisogno senza però dimenticarsi del lato umano dei suoi personaggi, caratteristica fondamentale del cinema di Woo. Il montaggio eccellente di Zach Staenberg (premio Oscar nel 2000 per Matrix) impreziosisce la messa in scena di Silent Night – Il silenzio della vendetta tramutando, di fatto, il ritorno di John Woo negli Stati Uniti in un autentico trionfo.

Voto:
4/5
Andrea Barone
4/5
Andrea Boggione
0/5
Christian D'Avanzo
0/5
Emanuela Di Pinto
0/5
Matteo Farina
4/5
Gabriele Maccauro
0/5
Alessio Minorenti
0/5
Vittorio Pigini
0/5
Bruno Santini
0/5
Giovanni Urgnani
0/5
0,0
Rated 0,0 out of 5
0,0 su 5 stelle (basato su 0 recensioni)
Voto del redattore:
Data di rilascio:
Regia:
Cast:
Genere:

PRO