Articolo pubblicato il 19 Giugno 2024 da Arianna Casaburi
Presentato in anteprima e premiato con il Prix du Public alla 52esima edizione del Festival du Nouveau Cinéma, Junkyard Dog (Chien de la casse) è il film di debutto del regista Jean-Baptiste Durand del 2023. Il film è in concorso dal 19 gennaio al 19 febbraio 2024 nella sezione Heartbeats della 14esima edizione del primo festival online cinematografico dedicato agli autori francofoni di tutto il mondo, MyFrenchFilmFestival. Di seguito la trama e la recensione di Junkyard Dog di Jean-Baptiste Durand, distribuito su MUBI per la rassegna Dalla Francia con amore dal 19 gennaio 2024.
La trama di Junkyard Dog, il film in concorso al MyFrenchFilmFestival con Raphaël Quenard
Junkyard Dog è la storia dell’amicizia profonda tra due ragazzi, Damien “Dog” e Antoine “Mirales”, che dura ormai da quindici anni, dai tempi della scuola media. Nonostante le loro personalità antinomiche, Dog introverso, silenzioso e ingenuo, Mirales loquace, arrogante e curioso, i due giovani sono cresciuti nella realtà chiusa di un paesino del Sud della Francia con l’assoluta convinzione che niente e nessuno si sarebbe mai intromesso nel loro rapporto. L’incontro casuale di Dog con Elsa, una ragazza a cui offre un passaggio in macchina, sconvolgerà l’equilibrio del loro rapporto di dipendenza facendoli cadere in un vortice di offese, ripicche e cattiverie reciproche.

La recensione di Junkyard Dog: quel confine labile tra amicizia e amore
Come una sorta di Gli Spiriti dell’Isola alla francese, Junkyard Dog lascia intravedere già dalle scene iniziali la dinamica disfunzionale tra i due giovani protagonisti: Mirales si diverte a giocare con i sentimenti e le insicurezze del suo migliore amico Dog, insultandolo o manipolandolo perché sa benissimo che lui glielo lascerà fare incondizionatamente. La possessività di Mirales nei confronti di Dog esplode nel momento in cui si accende la miccia della gelosia al pensiero di poter esser rimpiazzato da una ragazza, così da perdere non solo l’amico di una vita, ma anche quello che lui considera un vero fratello.
Nella rappresentazione di questo rapporto di amicizia profonda ma conflittuale, di proverbiale odi et amo, i due personaggi riescono perfettamente nell’interpretare e trasmettere l’ineluttabilità dei loro sentimenti, dando un senso estremo di drammaticità. L’intepretazione di Raphaël Quenard nei panni di Mirales, il cui talento geniale è emerso già dal ruolo di Yannick nell’omonimo film di Quentin Dupieux, rivela ancora una volta la sua duttibilità di attore nel saper mettere tutta la sua persona e personalità a disposizione della parte che gli spetta, con un risultato sublimemente convincente.
I dialoghi e la successione di eventi che porta al climax finale dimostrano un processo di scrittura ben pensato, volto in primo luogo a dare profondità psicologica ai due personaggi principali e spessore alla trama. La colonna sonora originale, dodici brani composti da Delphine Malausséna per il violoncello e alcuni frammenti del brano rap “Chien de la casse” di Hugo Rossi, contribuisce infine a dare ancora più significato al tutto. Ciascun brano, infatti, porta un titolo che rappresenta una tappa fondamentale dell’evoluzione drammatica crescente dell’amicizia tra i due giovani, accompagnando così in modo complementare l’ostilità dei loro comportamenti con l’estrema delicatezza delle corde del violoncello, fino ad arrivare all’apice della tragedia, interpretata dall’elemento corale, che segna il lieto fine di una dolceamara tregua.