Articolo pubblicato il 27 Febbraio 2024 da Giovanni Urgnani
Il secondo dopoguerra è forse uno dei periodi cinematografici più floridi per l’Italia, le sue dive sono sbarcate nel cinema internazionale che conta, trasformandosi in vere e proprie icone, vincendo anche prestigiosi premi, dai più solo sognati. Ma quali sono le migliori attrici della storia del cinema italiano? Di seguito tutti i nomi scelti, non in ordine di preferenza o chissà quale altra gerarchia.
Sophia Loren
All’anagrafe Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone, è di fatto il volto più noto e conosciuto all’estero del cinema ma anche della nazione stessa; vincitrice del premio Oscar nel 1962, nella categoria “Miglior attrice protagonista” per il film La ciociara (1960) diretto da Vittorio De Sica, con cui ha stretto nella sua carriera un sodalizio professionale importantissimo. L’attrice romana si è fatta apprezzare nei decenni per la sua straordinaria presenza scenica, un’eleganza fuori dal comune adattata a seconda dei ruoli a cui è stata chiamata ad interpretare; il resto si argomenta da sé grazie ad un curriculum che in poche/i riescono a vantare.

Monica Vitti
Pseudonimo di Maria Luisa Ceciarelli, ha legato la sua figura alla filmografia del Maestro Michelangelo Antonioni, in particolare alla cosiddetta “Trilogia dell’incomunicabilità”, composta da: L’avventura (1960); La notte (1961); L’eclisse (1962). Interprete perfetta per comunicare l’alienazione della società borghese post boom economico, veicolando tramite il suo volto il messaggio del regista, aldilà di tutte le questioni private. Nella sua prolifera carriera ha ottenuto un Orso d’argento per la “miglior interpretazione femminile” col film Flirt (1983), diretto da Roberto Russo, e una candidatura ai BAFTA nel 1960, esordendo anche dietro la macchina da presa con la pellicola Scandalo Segreto (1990).

Alida Valli
Nata Alida Maria Altenburger von Marckenstein und Frauenberg, in ambito internazionale ha saputo farsi strada, ottenendo una candidatura ai Golden Globe nella categoria “Miglior attrice in un film drammatico” per il lungometraggio L’uomo di carta (1963) diretto da Ismael Rodriguez. I fiori all’occhiello però sono senza dubbio le collaborazioni con Sir Alfred Hitchcock ne Il caso Paradine (1947) e Carol Reed in Il terzo uomo (1949); grandissima attrice anche di teatro, ha saputo rendersi iconica grazie al suo modo di saper stare credibilmente all’interno di un’inquadratura, o su un palcoscenico.

Claudia Cardinale
Il suo nome si lega a doppio filo con quello del grande Luchino Visconti, partecipando ad assoluti capolavori della cinematografia mondiale, collaborando con svariati maestri della regia; la sua arma vincente è l’espressività, un magnetismo più unico che raro, in grado di ammaliare gli spettatori, superando di gran lunga la semplice questione della bellezza fisica. Il coronamento di una lunga e prolifera filmografia viene sugellato dalla condegna del Leone e dell’Orso d’oro alla carriera, mentre il suo personaggio in C’era una volta il West (1968), diretto da Sergio Leone, rimarrà indimenticabile nella cultura popolare.

Anna Magnani
Nel suo soprannome “Nannarella” si manifesta il significato della figura che è stata per tutti gli italiani: una donna di successo che non ha mai perso la sua identità, facendo si che ognuna si potesse rispecchiare in lei. Per ogni personaggio è riuscita a trasmettere ed infondere la propria personalità, fondando uno stile tutto suo, un vero marchio di fabbrica, trasformando il suo nome in leggenda. Prima attrice non anglofona a vincere il premio Oscar nella categoria “Miglior attrice protagonista”, ottenuto nel 1956, per la pellicola La rosa tatuata(1955), diretto da Daniel Mann; tutto il resto, sia prima che dopo, è storia.

Lucia Bosè
Magari oggi il suo nome potrebbe risultare sconosciuto ai più, eppure ha lasciato il segno diventando una delle femme fatale italiane più ammalianti di sempre, grazie alla sua performance straordinaria in Cronaca di un amore (1950) diretto da Michelangelo Antonioni. Azzeccata nella parte della figura femminile affascinante e letale allo stesso tempo, senza però rimanere incastrata in questo ruolo, partecipando da protagonista all’ascesa del Neorealismo.

Gina Lollobrigida
Nell’immaginario nazionale rimarrà sempre la Fata Turchina nello sceneggiato Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini, uno dei più celebri adattamenti audiovisivi della celeberrima fiaba di Carlo Collodi. Un’altra icona portatrice del Made in Italy cinematografico oltreoceano e non solo, ottenendo una candidatura ai BAFTA nel 1995 per la “Miglior attrice protagonista” col film Pane, amore e fantasia (1953) di Luigi Comencini e un Hernietta Award insieme a Rock Hudson per la commedia Torna a settembre di Robert Mulligan; un genere che la consacrata tra le star più riconosciute di tutti i tempi.
