Baby Reindeer: la spiegazione del finale della serie Netflix

È la serie TV del momento, anche e soprattutto per la sua capacità di non essere mai banale: ma qual è la spiegazione del finale di Baby Reindeer, su Netflix?
Baby Reindeer: la spiegazione del finale della serie Netflix

Articolo pubblicato il 21 Aprile 2024 da Bruno Santini

Baby Reindeer è sicuramente la serie del momento e sta facendo parlare tantissimo di sé, in virtù di una serie di motivi e considerando – soprattutto – la lucidità con cui Richard Gadd affronta la sua storia vera all’interno del prodotto Netflix. Naturalmente, il finale ha fatto particolarmente discutere soprattutto per quanto riguarda il trattamento di Martha, la stalker che viene descritta nella serie: ma qual è la spiegazione del finale della serie Netflix Baby Reindeer?

Di che cosa parla l’ultimo episodio di Baby Reindeer?

Nel tentare di definire quale sia la spiegazione del finale di Baby Reindeer, è importante parlare innanzitutto dell’ultimo episodio della serie in questione. Dopo aver creduto di risolvere tutti i suoi problemi semplicemente esternando il suo passato, Donny si rende conto che non è così, specie quando viene raggiunto da Martha, che ha trovato il suo numero e che inizia a tempestarlo di telefonate e messaggi lasciati in rubrica; Donny, che intanto ha ottenuto successo con il suo lavoro da comico, inizia a mettere in pausa tutto per seguire quell’ossessione: classificare tutti i messaggi in base a mood, contenuto e richieste, fino a generare un caso completo sulla sua stessa vita e sullo stalking di Martha.

Quando la sua ex ragazza tenta di salvare la sua vita che ormai è piena di messaggi di Martha e di resoconti sul suo rapporto con la stalker, Donny sembra avere ancora un elemento di cui occuparsi: il confronto con lo sceneggiatore che l’aveva molestato, cui cede – dopo avergli fatto visita – accettando un contratto di lavoro per un nuovo prodotto reboot. Alla fine della serie Donny si reca, visibilmente scosso, in un locale dove ordina un drink a base di vodka e cola; non ha soldi e, allora, il ragazzo che lavora nel locale decide di offrirglielo.

La spiegazione del finale di Baby Reindeer

Nell’osservare il finale di Baby Reindeer, gran parte dei commenti accumulatisi ha tentato di porre l’accento su una scelta molto pericolosa, da parte di Richard Gadd, che ha concluso la sua personale storia in modo tutt’altro che felice e riuscito: si tratta di una giustificazione della stalker? Di un atteggiamento quasi comprensivo dell’uomo che compatisce la donna che gli ha causato due anni di puro terrore? Oppure, ancor peggio: a Donny manca davvero Martha? Sono tutti interrogativi senz’altro validi ma che, però, non colgono realmente il punto della serie e del suo finale, di cui si vuole fornire una spiegazione. Un finale a cui si può giungere semplicemente parafrasando le parole che il comico pronuncia quando decide di lasciarsi andare con gli spettatori e di esternare tutto il suo passato: potrebbe sembrare un momento di svolta positiva nella serie, che in effetti sembra quasi voler imbeccare quella strada “facile”, ma così non è.

Baby Reindeer non vuole essere una serie che si chiude in maniera positiva e lieta, né un prodotto con classico lieto fine, poiché lo stalking di Martha non costituisce neanche realmente il punto dell’analisi che Richard Gadd vuole ottenere attraverso il suo alter-ego Donny. La serie, piuttosto, sembra voler ricostruire gran parte dei pilastri di quella depressione costante, di quel senso di frustrazione e di quella sindrome esistenziale dell’abbandono che la persona vive, e vivrà, nel corso della sua intera vita. Una realtà che si presenta certamente per alcuni elementi traumatici – e di certo lo stupro reiterato ne è il maggiore – e in cui, in fondo, le radici di tale disastro emotivo affondano in un rapporto genitoriale e in una crescita difficile dello stesso Donny; anche il padre, infatti e come si scopre, è stato reiteratamente molestato durante l’infanzia e ciò gli provoca dei traumi che si riflettono nella totale assenza di riferimento nei confronti di suo figlio, che teme la figura paterna e sembra quasi esserne respinto.

In un clima di così tanto grande trauma, la presenza di una figura come Martha – o come quella dello sceneggiatore, che a suo modo “adula” quell’uomo abbandonato – compensa quel vuoto esistenziale di Donny. Quando la stalker sarà definitivamente arrestata, semplicemente perché il comico non può fare a meno di procedere in questo modo, la sua intera esistenza sembra ripiombare in quel senso di abbandono, colmato com’è dai soli audio che permettono di tenere la donna ancora in contatto; quando Donny scopre che anche Martha (che l’ha sempre chiamato “piccola renna” poiché il peluche di una renna è stato il suo unico compagno in un’infanzia difficile) vive allo stesso modo, crolla definitivamente, non potendo far altro che donare un sorriso all’unica persona che – in quel momento – sembra dargli una minima attenzione: il barista, che gli offre un drink, di fatto rovesciando quel medesimo rapporto che per la prima volta si era osservato con Martha.