Holy Motors: la spiegazione del finale del film di Leos Carax

Scritto e diretto da Leos Carax, Holy Motors è uno dei film più importanti del XXI secolo, ma ha lasciato tanti spettatori con più di un punto di domanda. Qual è dunque la spiegazione del suo finale?
La spiegazione del finale di Holy Motors, film da diretto da Leos Carax e presentato in anteprima al Festival di Cannes

Articolo pubblicato il 30 Aprile 2024 da Gabriele Maccauro

Presentato in anteprima in concorso alla 65esima edizione del Festival di Cannes, Holy Motors è un film scritto e diretto da Leos Carax ed interpretato da Denis Lavant del 2012. Apice della sua carriera, amata ed elogiata da pubblico e critica, l’opera ha però lasciato molti punti interrogativi negli spettatori di tutto il mondo. Per questo motivo, segue la risposta ad una domanda fondamentale, ovvero Qual è la spiegazione del finale di Holy Motors?

Il finale di Holy Motors, diretto da Leos Carax

Analizzare il cinema di Leos Carax è sempre stato piuttosto complesso, data l’importante stratificazione che le sue opere hanno sempre avuto, ma Holy Motors rappresenta non solo l’apice della carriera del regista francese, ma anche l’apice di questa complessità, data non tanto dalla trama generale quanto dal modo in cui essa viene riportata su schermo, dal modo in cui viene messa in scena. Trattandosi di un film che parla più per immagini che parole, può risultare complicato addentrarsi nella pellicola quanto nell’interpretazione della stessa.

Holy Motors racconta le vicende di Monsieur Oscar, personaggio eclettico che, di professione, passa da una personalità all’altra, fa sua l’identità di più persone: lo vedremo infatti nei panni di un uomo d’affari, di un mendicante, di un musicista, di un serial killer e persino di una strana creatura che vive nelle fogne della città. Un film i cui episodi vengono fondamentalmente collegati dallo stesso protagonista interpretato straordinariamente da Denis Lavant, che gira la città a bordo di una limousine. Ma come si conclude il film?

Come la sua stessa trama, anche narrare in che maniera si conclude il film è molto semplice, a risultare complicato è invece trovare un senso ed una spiegazione al tutto. Tecnicamente però, una volta aver portato a termine i lavori di giornata ed essersi imbattuto prima nella modella Kay M. (Eva Mendes) e poi in Eva Grace (Kylie Minogue), Monsieur Oscar conclude la sua giornata lavorativa, mentre la limousine viene riportata al deposito denominato proprio Holy Motors. Nell’ultima scena del film si può notare come esso sia pieno di limousine identiche che, incredibilmente, parlano tra di loro commentando la propria giornata.

La spiegazione del finale di Holy Motors ed il ruolo della limousine

Se la trama generale del film è piuttosto semplice da comprendere, a rendere Holy Motors un’opera di difficile lettura è lo stesso regista Leos Carax che, volontariamente, omette moltissimi dettagli riguardanti, per esempio, la vita di Monsieur Oscar, che rimane per l’intera durata del film nell’ombra, nascosta ed aperta alle più disparate interpretazioni. Non esiste infatti una lettura univoca ma, attraverso alcuni elementi e conoscendo il pensiero e la filmografia del regista francese, si può tentare di dare una risposta alla domanda fondamentale che ogni spettatore si sarà fatto: qual è la spiegazione del finale di Holy Motors?

Il film – che apparentemente non ha molto senso – parla infatti della natura dell’uomo e di come egli – Carax compreso ed in primis – sia un impostore, una pedina nello scacchiere della vita, di un piano più grande a cui tutti partecipano indossando una maschera, rappresentando qualcosa di lontano ed intangibile, tanto da perdere la propria identità e finire col vivere altre vite. Monsieur Oscar non è altro che la maschera dello stesso Leos Carax, un personaggio talmente indecifrabile (per volere del regista stesso), che ciò sembra essere l’unica cosa affermabile sul suo conto. La sua identità, il suo lavoro ed il mondo stesso in cui vive restano un mistero irrisolvibile che non tenta neanche di rendersi raggiungibile e comprensibile da parte dello spettatore.

Holy Motors è un film onirico, astratto e dunque, paradossalmente, l’aspetto di maggior interesse e che attira più domande da parte del pubblico finisce per non essere neanche più umano. Cosa rappresentano infatti le limousine? Perché, una volta riportate al deposito – che, non a caso, si chiama come il film stesso, Holy Motors – queste riescono a comunicare tra di loro? Che senso ha tutto ciò? La limousine non rappresenta un mero mezzo di trasporto per muoversi all’interno della città ma la vita stessa, il solo (non)luogo in cui Monsieur Oscar si sente a casa, vivo. La limousine è una sorta di rappresentazione del tempo e che resta ferma, immobile ed inesorabile mentre tutto e tutti intorno cambiano costantemente.

Holy Motors è un film surreale che parla della netta differenza che sussiste tra apparenza e realtà. Nonostante sia più semplice pensare che la propria esistenza sia unica e costante, Leos Carax ci suggerisce una nuova lettura, un nuovo punto di vista certamente metaforico ma radicato nel mondo vero e nella società di oggi, applicabile ad ogni cosa, mostrandoci come il passaggio da una fase all’altra della vita possa portarci a perdere il nostro stesso essere, dunque a mutare e cambiare in maniera radicale. Monsieur Oscar resta un personaggio nell’ombra, ma non è altro che il mezzo utilizzato da Carax per potersi affacciare sul mondo e riflettere sulla condizione umana, lasciando volontariamente l’opera aperta ad ogni tipo di lettura, in quanto ogni spettatore avrà di certo una visione diversa rispetto agli altri.