Chi è Proximus Caesar, il villain in Il Regno del Pianeta delle Scimmie

Proximus Caesar è il nuovo villain presentato nel quarto film della saga reboot intitolato “Il regno del pianeta delle scimmie”. Chi è e qual è la sua storia?
Proximus Caesar: chi è il nuovo villain

Articolo pubblicato il 8 Maggio 2024 da Bruno Santini

A partire dall’ 8 maggio 2024 è stato distribuito al cinema il quarto capitolo della saga reboot, diretto da Wes Ball, intitolato Il regno del pianeta delle scimmie, con protagonisti: Owen Teague (It), Freya Allan, Peter Macon, Kevin Durand (Robin Hood, Noah) e William H. Macy (Fargo). La curiosità sul nuovo villain è sempre molto alta, di chi si tratta questa volta? Di seguito l’approfondimento sulla storia ed il personaggio di Proximus Caesar.

Chi è Proximus Caesar: la storia del villain in Il regno del pianeta delle scimmie

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A discapito di quello che si potrebbe pensare, Proximus Caesar fa la sua comparsa per la prima volta in un punto molto avanzato della pellicola, all’incirca tra la fine del secondo atto e l’inizio del terzo; indirettamente, lo spettatore conosce la sua esistenza tramite i suoi soldati, partiti alla ricerca di Mae, intenta a scappare da lui. Ma chi è veramente? Proximus Caesar è il monarca assoluto del gruppo di scimmie direttamente discendente da Cesare, infatti, quest’ultimo viene ricordato dal re stesso come capostipite, facendosi vanto di essere suo legittimo erede, se non addirittura la sua diretta incarnazione.

All’interno del lungometraggio, il personaggio non gode di un’effettiva caratterizzazione, ne tantomeno viene suggerito alcun background; egli funge semplicemente da mero pretesto, costruito in maniera alquanto semplice, se non addirittura banale, giocando sul dispotismo della figura di potere, pronto a fare qualsiasi cosa per mantenerlo, indifferente nei confronti della sorte e delle condizioni dei suoi sudditi. A conferma di ciò vi è il particolare della sua passione per la storia romana antica, insegnatagli da Trevathan, un essere umano al servizio del sovrano scimmia, molto allettante dal suo punto di vista, poiché scatta un senso di emulazione dell’imperialismo e della conquista che ha caratterizzato la suddetta civiltà.

Cosa lo lega ai protagonisti di questa storia? Per prima cosa Proximus Caesar è responsabile, come mandante, della distruzione ed il rapimento del villaggio di Noah, intenzionato a liberare il suo popolo, mentre per quanto riguarda Mae, il re è convinto che la sua presenza sia determinate per portare avanti il suo piano. Egli infatti, è ossessionato dall’aprire un enorme deposito lasciato lì dagli umani, poiché secondo lui, all’interno di esso sono conservati i segreti per permettere alle scimmie di raggiungere la definitiva evoluzione. In realtà dietro a questo concetto si nasconde il desiderio d’impossessarsi di tutte le armi da fuoco ed i mezzi corazzati, custoditi all’interno della struttura, per poi, una volta presi in mano, poter proseguire definitivamente con i suoi “gloriosi” propositi.

Se paragonato ai cattivi precedenti, intendendo la trilogia conclusasi nel 2017, Proximus Caesar impallidisce senza troppi mezzi termini; prendendo un personaggio come Koba ad esempio, si sa che il suo odio viscerale per le persone era dovuto al suo vecchio status di cavia da laboratorio, rispondendo, appena gli si è presentata l’occasione, all’odio con ulteriore odio, causando una guerra totale. Questo invece non è altro che il solito leader senza scrupoli, completamente egoista, intendo ad allargare la sua egemonia, estendendola il più possibile, non rischiando minimamente, nemmeno un accenno, chissà quale tridimensionalità.

Proximus Caesar: chi è il nuovo villain

Che fine fa Proximus Caesar nel film?

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Completamente adirato nei confronti di Noah per aver collaborato con Mae alla distruzione del deposito, Proximus Caesar è ormai ad un passo dall’uccidere il protagonista, dato che la lotta corpo a corpo è totalmente impari a favore del monarca. Ma ormai Noah ha completato il suo percorso di crescita, diventando la guida del clan, cosicché le aquile volano in suo soccorso, aggredendo l’avversario una per una, facendolo cadere dall’alta scogliera, nelle acque dell’oceano.

Una dipartita che lascia naturalmente un alone d’ambiguità: in primis perché il corpo senza vita non viene inquadrato, non sapendo con certezza se le ferite o la caduta siano state mortali; in secundis, il personaggio in questione non ha goduto di un minutaggio chissà quanto elevato, perciò nelle pellicole successive si potrebbe presentare l’occasione per dargli più profondità e sfaccettature, altrimenti si confermerebbe la macchia grigia che si è rivelata essere nel corso del lungometraggio. I dubbi restano comunque vivi, visto come non hanno voluto dare la certezza definitiva del suo destino, perciò è lecito aspettarsi qualche sorpresa; ci aspetta il ritorno di un re assetato di vendetta?