Halloween: la vera storia di Michael Myers

In Hallowen, franchise conosciuto ormai da chiunque, c’è uno degli assassini più famosi della storia dell’horror, ma qual è la vera storia di Michael Myers?
Chi è Michael Myers, la vera storia del killer di Halloween

Articolo pubblicato il 18 Maggio 2024 da Christian D’Avanzo

Michael Myers è l’assassino protagonista del film Halloween – La notte delle streghe, diretto da John Carpenter e distribuito nel 1978. Si tratta di uno dei primissimi slasher della storia del cinema, sottogenere che oggigiorno gode di un discretissimo successo in termini popolari, e non a caso ogni anno ci sono diversi titoli commerciali appartenenti proprio a questa branca dell’horror. Il successo del franchise di Halloween è certamente dettato anche e soprattutto dalla presenza di un suggestivo killer pluriomicida, e nella fattispecie Michael Myers è riuscito a terrorizzare gli spettatori di generazione in generazione: ma qual è la vera storia che ispirato Carpenter?

La vera storia di Michael Myers

Il creatore di Michael Myers, personaggio di finzione presente nel franchise di Halloween, è il regista John Carpenter, il quale inizialmente sembra scrivesse sceneggiature horror mentre studiava psicologia all’Università. C’è una vera e propria leggenda sull’invenzione e la successiva realizzazione di Michael Myers. Si dice che Carpenter durante il suo percorso di studi sia andato in visita presso un istituto psichiatrico del Kentucky dove ha incrociato lo sguardo di un bambino dodicenne, affermando poi di non aver mai visto in vita sua degli occhi così malvagi. Nel film Michael uccide sua madre e sua sorella da piccolo e viene effettivamente rinchiuso nel manicomio di Smith Grove, mostrando dunque un’angosciante precocità nell’uccidere a sangue freddo.

Carpenter non è mai riuscito a parlare con il giovane paziente in questione, eppure l’immagine di quello sguardo lo tormenta al punto tale da indurlo artisticamente a sfogarsi. Infatti, pare che il regista abbia avuto per diverso tempo degli incubi su di lui, per cui decide di parlare della sua idea a Irwin Yablans (produttore) credendo fermamente di poter così cambiare il cinema. Ma, per ovvi motivi, non poteva esserci un bambino a fare da protagonista nel film, e allora si è optato per un adulto dai comportamenti agghiaccianti, un essere ambiguamente irrazionale. Da qui Carpenter trasforma il volto di quel ragazzino in una maschera spaventosa, facendo in modo che il pubblico si chiedesse di più sul misterioso killer: non era solo un pluriomicida, ma l’essenza stessa del Male. Infatti, nei film in cui compare, Michael dimostra di avere una forza brutale e una resistenza senza paragoni, pertanto si tramuta in un’entità soprannaturale.

Il nome e la maschera

Se si è guardato il film Halloween – La notte delle streghe in lingua originale, ci si sarà resi conti del fatto che più volte Michael Myers viene indicato come “the shape”, ossia la forma. Il motivo appare in realtà ben evidenziato durante il corso del lungometraggio, ed è dovuto prevalentemente alla maschera bianca e al modo con cui l’assassino si muove nell’ombra, dalla quale emerge a suo piacimento. Proprio per queste ragioni Michael sembra più un misterioso essere soprannaturale che una persona umana, per cui si tende a pensare che dietro la maschera non ci sia il volto di un uomo ma una “forma” inquietante.

Per quanto riguarda il nome, lo stesso John Carpenter ha chiarito che ci ha tenuto a chiamarlo Michael Myers per omaggiare il produttore ed ex diretto della Miracle Films che ha distribuito Distretto 13 – Le brigate della morte nel 1976. La maschera è stata scelta apposta per ricordare il viso pallido di un morto dopo che è stato sepolto, ecco perché è bianca e consumata. A tal proposito, il fatto curioso è che le fattezze della maschera di Michael Myers sono quelle dell’attore William Shatner, il capitano Kirk della serie classica di Star Trek. Il calco della sua faccia è stato realizzato in precedenza per un altro film, ma alla fine viene riciclato proprio in Halloween – La notte delle streghe e diventa così la maschera più famosa della storia del cinema horror.

Le caratteristiche

Michael Myers non parla, si avverte soltanto il suo profondo respiro mentre si aggira nell’ambiente circostante come una presenza silenziosa e disturbante. John Carpenter aveva il desiderio di renderlo simile ad uno zombie attratto dalla morte e dall’istinto di uccidere, quindi un essere non cosciente e per niente umano. Le parole lo avrebbero invece reso più simile ad un uomo, quando l’intento era per l’appunto un altro. In alcuni capitoli della saga Myers viene mosso invece dalla voglia di uccidere per sterminare la sua famiglia e l’ultima superstite, ossia la sorella ormai cresciuta, interpretata da Jamie Lee Curtis e da altre attrici nei film successivi all’Halloween del 1978.

Laura Strode è infatti costretta a fuggire per la sua intera esistenza e teme perennemente di venire attaccata all’improvviso da Michael Myers, quindi è la vittima di una relazione calamitosa dove uno dei due deve per forza eliminare l’altro per sopravvivere. Michael resta comunque un grande mistero, come desiderato da Carpenter, poiché non esiste una vera e propria classificazione per lui: potrebbe essere un uomo dalle caratteristiche uniche, un individuo geneticamente diverso, un mostro, un fantasma o persino l’incarnazione del Male. Pericoloso e imprevedibile, Myers è uno dei più grandi villain del cinema horror.