Articolo pubblicato il 10 Luglio 2024 da Andrea Boggione
Gru è tornato, in compagnia dei suoi fidati Minions e della sua amorevole famiglia, nel sesto film del famoso franchise d’animazione “Cattivissimo Me”, il più redditizio ad oggi della storia del cinema grazie ai suoi 4,6 miliardi d’incasso, ed il quarto capitolo dell’omonima saga creata dalla Illumination e prodotta dalla Universal Pictures. Dopo l’incredibile successo al botteghino prima di “Cattivissimo Me 3” (2017) e poi di “Minions 2 – Come Gru Diventa Cattivissimo” (2022), dal 21 agosto debutta sul grande schermo il tanto atteso “Cattivissimo Me 4”, film già disponibile dai primi di luglio negli Stati Uniti e che verrà presentato in anteprima in Italia il 7 agosto. Di seguito la trama e la recensione della pellicola animata che segna il ritorno di Gru e dei Minions.
La trama del nuovo film Illumination “Cattivissimo Me 4”
Gru (Steve Carell, in italiano Max Giusti) e la sua dolce metà Lucy Wilde (Kristen Wiig, in italiano Carolina Benvenga), dopo diverse peripezie e aver salvato il mondo più di una volta, hanno messo su famiglia ed oltre alle tre figlie adottive, Margo, Edith e Agnes (Miranda Cosgrove, Dana Gaier e Madison Polan), ecco che fa capolino un nuovo bambino: Gru Jr. (Tara Strong). A destabilizzare gli equilibri familiari ci pensa, però, il perfido Maxime Le Mal (doppiato da Will Ferrell, in italiano da Stefano Accorsi) che nutre da tempo una profondo astio nei confronti di Gru ed è pronto a vendicarsi, costringendo la famiglia a scappare, nascondersi e ricevere nuove identità.

La recensione di Cattivissimo Me 4 di Chris Renaud
“Cattivissimo Me 4”, oltre a riportare Gru al cinema, segna anche il ritorno dietro la macchina da presa di Chris Renaud, già co-regista dei primi capitoli della saga cinematografica e produttore esecutivo del secondo film sui Minions. L’animatore statunitense, nativo di Baltimora, firma il quarto capitolo e sesto titolo dell’omonimo franchise nato nel 2010, un sequel che risulta, però, fin da subito disfunzionale. Questa nuova avventura con protagonista il personaggio di Gru è priva di quell’originalità che, ancora oggi contraddistingue il pregevole e sorprendente primo capitolo.
Tra una sequela di gag ripetitive, poco divertenti ed un’animazione che non tenta nemmeno di regalare al suo pubblico qualcosa di nuovo o quantomeno una leggera evoluzione, caratteristica che viene a mancare anche nella costruzione della storia e dei suoi protagonisti, il film racconta una storia che nasce da un mero pretesto per dar vita all’ennesima impresa di Gru, ora agente della Lega Anti-Cattivi. Un personaggio che tenta allo stesso tempo di liberarsi del solito super cattivo di turno e di essere anche un buon padre per il piccolo Gru Jr. Situazioni e tematiche già viste e riviste, già trattate in maniera molto simile anche nei precedenti capitoli del franchise.
Non basta farcire l’intero film di citazioni cinematografiche che strizzano l’occhio al popolare cine-fumetto, oramai molto in voga e fonte d’ispirazione per i blockbusters odierni, le innumerevoli gag e situazioni “comiche” con protagonisti i numerosi Minions, tanto amati soprattutto dal pubblico più piccolo. La comicità è sii molto presente e funge da motore portante dell’intera opera, basandosi principalmente su sequenze infantili che sicuramente divertiranno i più giovani, ma che finiranno per annoiare terribilmente i più grandi, tra genitori, semplici appassionati o spettatori occasionali che sperano solamente di godersi un bel film d’animazione.
Se le particolari creature di colore giallo, oramai popolarissime e divenute iconiche, essendo meno al centro dell’attenzione risultano più funzionali, è il resto del racconto a risultare banale e la prova di una reale quanto imbarazzante mancanza d’idee. Il piglio geniale nella sua semplicità del più volte citato primo capitolo, uscito nelle sale nel 2010, resta una lontana utopia perché, di fronte ad un’ora e mezza di minestra già riscaldata più e più volte, non si può che rimanere di stucco per via dell’ennesimo titolo e progetto d’animazione dal grandissimo potenziale sprecato.
Tralasciando un nuovo super-cattivo dalla banale caratterizzazione, una story-line che più di una volta intraprende strade dispersive, come le varie sequenze con protagonisti i Super Minions o l’ambizioso quanto fugace personaggio di Poppy (Joey King), ed un finale completamente lasciato al caso ed al susseguirsi della stessa medesima dinamica dei capitoli precedenti, quello che resta è un operazione dai soli ed unici fini commerciali. “Cattivissimo Me 4” conta già un grandissimo risultato al botteghino che, sicuramente, si gonfierà ancora con il rilascio nei prossimi mesi in giro per il mondo, ma è davvero possibile continuare a sfornare successi al box office tralasciando la qualità del prodotto audiovisivo? Una domanda da un milione di dollari, anche se di miliardi si dovrebbe parlare visto gli incassi del franchise, e la risposta non può che essere un deludente sì.

Il ritorno di Gru e dei Minions
Insomma, “Cattivissimo Me 4” finisce per ripercorre lo stesso identico percorso tracciato dagli altri sequel del franchise, un progetto cinematografico privo di originalità e delle innovative trovate anche a livello di marketing, di quel buonumore e delle diverse risate che hanno dato vita ad una profonda schiera di fan, pronta comunque a riempire le sale per questo nuovo capitolo. Squadra che vince non si cambia, questo è da tempo il motto della Illumination che, in collaborazione con la Universal Pictures, confeziona un prodotto cinematografico difettoso sotto diversi punti di vista: mancanza di ritmo, un susseguirsi di momenti divertenti ai limiti del ridicolo e la scelta di inserire fin troppa carne al fuoco seguendo, come oramai da abitudine, la sempre più sottile soglia dell’attenzione del pubblico.
In un’annata che ha proposto sul grande schermo film come “Il Ragazzo e l’Airone” o “Inside Out 2”, a dimostrazione che l’animazione è viva più che mai, senza cercare chissà che paragoni, stona terribilmente un progetto così povero ed inefficace che, come sottolineato più volte batterà sicuramente cassa, ma che al di fuori del mercato cinematografico finirà per risultare insignificante e futile. Un peccato visto il colpo di genio che ha saputo portare in scena nelle sale all’epoca “Cattivissimo Me” nella sua delicata semplicità e aria di novità, restando all’interno di un mercato decisamente popolare, ma dando vita a personaggi divenuti fin da subito iconici e tutt’oggi tra i più popolari della settima arte e del mondo del web.