Immaculate – La prescelta: sii il tuo Miracolo!

Immaculate – La prescelta è il nuovo film horror di Michael Mohan che vede protagonista Sydney Sweeney. Un titolo dalle molte sbavature ma dagli affascinanti pregi, che amalgama una critica socio-politica ad un variegato intrattenimento dell’orrore.
Recensione Immaculate film horror Sydney Sweeney

Articolo pubblicato il 12 Luglio 2024 da Vittorio Pigini

Distribuito nelle sale italiane dall’11 luglio, Immaculate – La prescelta è il nuovo film horror diretto dal regista statunitense Michael Mohan con protagonista Sydney Sweeney nelle vesti della scream queen. Un titolo con il resto del cast quasi tutto italiano, ambientato infatti principalmente a Roma, che pone al centro della narrazione l’oggettificazione del corpo femminile, specialmente in una gabbia come quella della fede dogmatica e delle istituzioni religiose.

La trama di Immaculate – La prescelta, il film horror con Sydney Sweeney

Su sceneggiatura di Andrew Lobel, il film di Michael Mohan vede protagonista la giovane novizia Cecilia, ragazza statunitense arrivata in un convento italiano per prendere i Voti. La conversione al Cristianesimo è infatti arrivata già in tenera età quando, in seguito ad un annegamento in un lago ghiacciato, è stata dichiarata morta per 7 minuti prima di riprendere i sensi.

Cecilia si è così convinta che Dio abbia qualcosa in serbo per lei, che deve esserci un motivo per quello che le è accaduto. L’esperienza da giovane suora, tuttavia, non è decisamente come l’aveva sperata: nonostante sia ancora vergine, Cecilia resta misteriosamente incinta, con l’intero convento sicuro che lei sia la nuova Immacolata Concezione.

La recensione di Immaculate: prendere i Voti di madre

Qualcuno dovrà sicuramente dare conto della realizzazione tanto di questo Immaculate – La prescelta quanto del primo film di Arkasha Stevenson Omen – L’origine del presagio dello stesso anno. I due titoli sono infatti estremamente confinanti sotto quasi tutti gli aspetti, tanto narrativi quanto estetici: giovane novizia americana arriva in un convento romano, stringe amicizia con un’altra giovane suora dal carattere vivace e rimane immischiata in una cospirazione clericale per la nuova venuta del “Salvatore”.

Tuttavia, a parte le sciagurate imprecisioni in sede di sceneggiatura del film con protagonista Nell Tiger Free (specialmente per quanto riguarda l’ambientazione temporale) il nuovo horror di Michael Mohan risulta decisamente più “libero” per narrare sostanzialmente una storia di libertà ed emancipazione. Mentre infatti L’origine del presagio resta intrappolato nei confini e nel “bisogno di intrattenimento” della saga cinematografica (Omen appunto), Immaculate è un titolo a sé stante che può permettersi di arrivare anche ai campi più autoriali e personali.

Completamente “oggetto” del film è infatti il personaggio di Sydney Sweeney, per una visione di appena 90′ che travalica la narrazione più prettamente gotica e da setta satanica/religiosa per parlare di inseminazione artificiale, aborto ed oggettificazione della donna che viene costantemente sottomessa, specialmente in una realtà opprimente come quella dei dogmi religiosi. Fin dal suo arrivo a Roma, infatti, il personaggio di Cecilia viene definito uno “spreco” per prendere i voti in un convento per via della sua abbagliante bellezza. Viene poi direttamente sfruttata appunto come oggetto, come mezzo, con il fine unico ed ultimo di partorire il “Salvatore”, senza ovviamente poter avere parola in capitolo.

Una sottomissione che si protrae in maniera sempre più esasperante fino alla conclusione, dove (Santa) Cecilia decide finalmente di spezzare quel “cordone” è gestire la sua vita, il suo corpo, prendendosi la libertà anche di uccidere per poter vivere. Un messaggio di ribellione femminista che ha come arma principale e vincente proprio la scelta metacinematografica di avere Sydney Sweeney come protagonista. Co-produttrice del suo primo film, l’attrice statunitense di Euphoria è consapevole di essere particolarmente nota ormai al grande pubblico specialmente per la sua bellezza mozzafiato e si erge, qui, a forte protagonista di un film horror dove viene ripetutamente coperta ed ingabbiata dalle circostanze, dando libero respiro alle sue doti attoriali anche di scream queen.

Ma Immaculate non è solo un film femminista, volto a liberare la condizione oppressa della donna specialmente nella possibilità di decidere del proprio corpo (la decisione di prendere i voti è difficile e punto di non ritorno come quello di voler essere o di non voler essere madre) e sferrando un colpo all’ipocrisia dogmatica che arriva anche a manipolare la rivoluzione scientifica, ma anche un film horror. Oltre ai ripetuti jump-scare, il film sviscera il cinema dell’orrore in molte direzioni: naturalmente il topos della setta segreta nell’ambientazione squisitamente gotica, ma anche lo slasher, lo splatter e soprattutto un richiamo al body-horror essenziale e non indifferente.

Da un “buon” titolo commerciale di questo tipo non mancano così i proverbiali “salti sulla sedia”, ma la differenza sostanziale sta tutta nel fatto che il genere non viene mai relegato esclusivamente a questo, dando spazio infatti anche a diversi momenti di sana tensione e raptus di violenza dove il sangue sicuramente non manca.

Recensione film horror Immaculate

La recensione di Immaculate: la sanguinante sofferenza nell’amore

Purtroppo però i fastidiosi jump-scare sono presenti e quasi costanti, riferendosi appunto a quelli superflui ed orientati unicamente a spezzare tempi morti, con il ritmo che può tuttavia beneficiarne nonostante conti 90′. Asciugare la visione da questo punto di vista non sarebbe però l’unica cosa in richiesta ad un titolo come Immaculate dal momento che, specialmente nel finale, il livello di sospensione dell’incredulità è a volte esasperante; questo senza considerare inoltre altre e diverse facilonerie in sede di sviluppo, su tutti la gestione del momento di ribellione della ragazza proprio nel procinto di partorire…non la migliore delle strategie.

I limiti del film di Mohan dunque ci sono e risultano anche particolarmente invadenti, ma occorre anche sottolineare i meriti che andrebbero a sopperire a quelle fastidiose carenze e ferite. Come detto i jump-scare sono sì presenti, ma appunto non si divorano il lato della tensione e dell’orrore che viene ben gestito dalla regista specialmente nelle sua lente e reiterate riprese, senza considerare un lavoro di livello nella gestione del sonoro tanto nella gestione della ricostruzione scenica quanto nella sacrale colonna sonora. Da questo punto di vista l’intrigante intro metterebbe già le cose in chiaro, con una sequenza che alterna claustrofobia e ritmo incalzante senza praticamente usare linee di dialogo, se non per le urla di aiuto che spezzano il silenzio.

Efficace la scelta di non crogiolarsi in sproloqui, con il regista che decide di affidarsi spesso e volentieri alle immagini, le quali restituiscono su schermo un’efficace visione gotica. La fotografia a lume di candela di Elisha Christian riesce infatti a ben giostrarsi nell’offuscato ed austero convento, passando dal barocco dorato e sanguinante ad una desaturazione in linea con la divisa della protagonista. Proprio quest’ultima risulterebbe però l’arma vincente di Immaculate, con Sydney Sweeney che torna nell’ambientazione da brivido dopo il buon Nocturno e The Voyeurs del 2021 dello stesso regista.

Il mondo moralmente corrotto e corruttibile riesce, infatti, a trasformare il personaggio dell’attrice di Tutti tranne te da dolce ed indifeso uccellino in gabbia ad insanguinata pluriomicida. Attrice dalla bellezza “divina” e che dà prova di essere mostro di bravura anche nel ruolo di scream queen, soprattutto nella scena che conclude il film, decisamente non banale e di forte impatto anche e soprattutto narrativo/allegorico che mette una “pietra” sopra alla faccenda.

Terminando la recensione di Immaculate – La prescelta non si vuole sicuramente passare sopra i diversi punti critici del film, che vertono specialmente sulla conduzione della sceneggiatura di Andrew Lobel, ma nemmeno si può lasciar passare i meriti ben presenti. Nonostante uno sviluppo “masticato” specialmente negli ultimi anni e che non presenta particolari spunti di novità, l’analisi di emancipazione femminile del racconto è efficace e va piacevolmente a segno, attraverso una visione che non nasconde l’orrore ma lo sviscera sotto diverse forme narrative e di intrattenimento.

A guidare l’Arca è però lei, una Sydney Sweeney che dà prova di non essere “solo” una sex-symbol ma di sapersi giostrare per talento tanto nel campo della commedia quanto in quella dell’horror. Una prova da scream queen che le permette di continuare l’ascesa al successo e di spiccare in un cast a matrice italiana con Benedetta Porcaroli, Dora Romano e Giorgio Colangeli (Castelrotto), oltre alla “quota spagnola” e dimenticabile di Álvaro Morte (La casa di carta).

1,0
Rated 1,0 out of 5
1,0 su 5 stelle (basato su 1 recensione)
Locandina film horror Immaculate - La prescelta
Immaculate - La prescelta
Immaculate – La prescelta

Immaculate è il nuovo film horror di Michael Mohan che vede protagonista Sydney Sweeney in una sofferente storia di emancipazione femminile.

Voto del redattore:

7.5 / 10

Data di rilascio:

11/07/2024

Regia:

Michael Mohan

Cast:

Sydney Sweeney, Álvaro Morte, Benedetta Porcaroli, Dora Romano, Giampiero Judica, Giorgio Colangeli

Genere:

Horror, thriller

PRO

Un discorso femminista di sofferente ribellione che va piacevolmente a segno.
L’orrore viene sviscerato in diverse forme, dai repentini jump-scare alla sana tensione, dal gotico alle esplosioni di sangue e violenza.
Sydney Sweeney primeggia da protagonista, sex-symbol e talento anche nell’horror
I proverbiali “salti sulla sedia” sono fastidiosamente troppi e spesso risultano decisamente di troppo.
Non poche facilonerie in sede di scrittura danno vita a sviluppi narrativi superficiali ed una sospensione dell’incredulità ai livelli di guardia.