Articolo pubblicato il 15 Luglio 2024 da Vittorio Pigini
Disponibile sulla piattaforma streaming di Amazon Prime Video dal 12 luglio 2024, Arcadian è il terzo film diretto dal regista statunitense Benjamin Brewer, il quale ritrova nel cast un passato collaboratore. Protagonista di questo horror fantascientifico è infatti Nicolas Cage, che torna a collaborare con il regista dopo il precedente I corrotti – The Trust del 2016.
La trama di Arcadian, il film horror fantascientifico con Nicolas Cage
Su sceneggiatura di Mike Nilon (Braven – Il coraggioso), Arcadian viene ambientato in un apocalittico futuro prossimo, dove l’uomo affronta un vero e proprio crollo della civiltà. Paul vive con i suoi due figli gemelli Joseph e Thomas in una remota fattoria, potendo affrontare le giornate che si susseguono solo alla luce del sole.
Durante la notte, infatti, misteriose creature fameliche fotosensibili sono solite aggirarsi nella zona in cerca di cibo, rendendo obbligatorio il rientro in casa al calar del sole. Un giorno, tuttavia, qualcosa va storto e Thomas si attarda nel bosco spingendo Paul ad intraprendere una missione di salvataggio con critiche conseguenze.
La recensione di Arcadian: la fine del mondo per la rinascita dell’uomo
Alcune persone sono convinte che Loro siano arrivate sulla Terra dopo il disastro naturale creato dall’uomo e che siano qui per estirpare il virus della razza umana dal pianeta.
Il mondo non è al collasso, è già collassato su sé stesso. Ciò non solo a causa della spregevole noncuranza delle condizioni del nostro pianeta, ma anche e soprattutto per la progressiva mancanza di umanità e di contatto con il prossimo. Non vi sarebbe modo migliore, dunque, di raccontare una storia di rivalsa antropologica se non quello che passa per la via del post-apocalittico.
Nel caso specifico, Arcadian sfrutta infatti il mezzo fantascientifico della lotta alla sopravvivenza per narrare di fatto una famigliare storia di fratelli, gemelli con caratteri diametralmente opposti, attraverso il collante della loro figura paterna. Questa si pone loro inizialmente come Salvatore, come guida anche spirituale, per poi ribaltare la situazione e cedere il passo al ruolo del membro della famiglia da curare e sostenere, per dare un aggiuntivo motivo di unione ad una circostanza che rischia di infrangersi da un momento all’altro.
Un passaggio di testimone generazionale che viene passo passo esplicitamente sviluppato dalla visione di un film che, non a caso, terminerebbe non solo con la salvezza dei 3 giovani protagonisti, ma soprattutto con la sconfitta (almeno momentaneamente) delle “tenebre” incarnate dalle feroci creature notturne. Fantascienza e dramma famigliare, dove però anche l’horror si mostra a più riprese non nascondendo ferocia, inquietudine ed incalzanti dinamiche da monster-movie.
Il mistero circa l’ascesa delle creature viene infatti lasciata di fatto sul fondo, facendo immedesimare lo spettatore con i personaggi in scena che non possono conoscere la reale entità delle stesse, nonché le rispettive abitudini di vita, provando di volta in volta a carpire più informazioni possibili tra esperimenti non riusciti od ostacolati.

La recensione di Arcadian: bello ma non ci vivrei
Dal punto di vista poi del character design, le Creature non nutrono sicuramente una spiccata originalità nella loro costruzione estetica, dai demogorgoni di Stranger Things ai mostri di A Quiet Place, fino a trovare elementi in comune anche con la saga di Tremors. Tuttavia, oltre comunque all’ottima realizzazione, godono di singolarità alquanto estranianti per delle caratteristiche che ne permettono di accrescere l’inquietudine, in aggiunta al sapersi rendere protagonista di sequenze dal buon impatto.
Al supporto della tensione e dell’orrore giunge il lavoro, su musiche e sonoro, realizzato da Kristin Gundred e Josh Martin, mentre il montaggio di Kristi Shimek traina con successo i 90 minuti di visione. A giostrarsi efficacemente nella messa in scena è anche il regista Benjamin Brewer, grazie a funzionali riprese a mano ravvicinate ai sentimenti dei personaggi in scena, soffermandosi anche volentieri su essi, oltre a qualche accattivante soggettiva.
Menzione d’onore anche ad un cast ben assortito dove, a splendere tra i crediti, è soprattutto la stella di Nicolas Cage che continua a voler dire la sua nelle produzioni indipendenti. Il premio Oscar californiano per Via da Las Vegas sta ormai da anni rivivendo una vera e propria rivalsa sul grande schermo proprio grazie a piccoli titoli divenuti particolarmente incisivi, come avvenuto ad esempio per Pig di Michael Sarnoski o Dream Scenario di Kristoffer Borgli. In attesa del Longlegs di Oz Perkin, tuttavia, il nome di Nick Cage è diventato particolarmente influente negli ultimi anni proprio nel campo dell’horror, registrando una progressiva collezione di film d’ottimo impatto tra critica e pubblico come Mandy di Panos Cosmatos, Il colore venuto dallo spazio di Richard Stanley e Prisoners of the Ghostland di Sion Sono.
L’eroico Cage (soprattutto nel finale del film) sarebbe di fatto il protagonista costretto a “cedere” appunto il passo al resto del giovane cast, nel quale ritroviamo Jaeden Martell (il Bill nell’It di Andy Muschietti e Knives Out), Maxwell Jenkins e Sadie Soverall (Saltburn). Dunque tutto perfetto in Arcadian? Non esattamente. Effettivamente non si possono muovere eccessive critiche al titolo diretto da Benjamin Brewer: la narrazione funziona, il cast è efficace, la costruzione visiva non lascia a desiderare ed il ritmo scorre senza troppi intoppi. Tutto ben quadrato e con tutti i crismi, ma il film non ha la forza per andare purtroppo oltre al livello di guardia della sufficienza, comunque piena.
A livello fantascientifico infatti manca innanzitutto una certa originalità del racconto, determinante in questi casi, riproponendo su schermo la solita minestra riscaldata della lotta per la sopravvivenza con annesse creature mostruose di per sé particolarmente familiari. Proprio la base orrorifica, seppur presente, non riesce poi a graffiare a fondo sia nel lato della tensione che dello splatter, mentre quella drammatica a conti fatti non risulta particolarmente emozionante. Arcadian si mostra così come titolo riempitivo, che non offre nulla di nuovo al genere di riferimento specialmente negli ultimi anni, ma regala 90′ che sicuramente non vanno buttate a priori.