Articolo pubblicato il 23 Settembre 2024 da Giovanni Urgnani
L’universo narrativo della saga dei Transformers si espande in versione animata con questo prequel che racconta la genesi della rivalità tra Autobot e Decepticon (qui trovate la recensione); un tassello che in teoria dovrebbe dare inizio ad una nuova trilogia, ma tutto dipenderà dal successo commerciale della pellicola diretta da Josh Cooley (Toy Story 4). Nel frattempo si può analizzare il contenuto del finale, che significato ha? Di seguito la sua spiegazione e tutte le varie informazioni a riguardo.
Transformers One, il finale del film d’animazione di Josh Cooley
ATTENZIONE!!!! SPOILER!!!!!
Dopo essere diventato totalmente Optimus Prime, Orion Pax sconfigge D-16/Megatron e ordina l’esilio per lui e i suoi nuovi seguaci, gli ex membri dell’Alta Guardia Cybertroniana; successivamente, grazie alla ricomparsa della matrice, sul pianeta torna a scorrere l’energia vitale e ad ogni abitante vengono restituiti i loro ingranaggi, Elita viene promossa al rango di Maggiore, mentre B-127 / Bumblebee assume il ruolo di braccio destro del nuovo leader. Un nuovo inizio per la comunità degli Autobot è giunto e la sequenza si conclude con voice over di Optimus, a cui rivolge un messaggio diretto ai nemici di sempre: i Quintessenziali; col monito di non tornare più su Cybertron.
Transformers One, la spiegazione del finale del prequel animato
La genesi della rivalità storica all’interno del franchise dei Transformers, gli storici giocattoli della Hasbro, funge da ottimo pretesto per riflettere ed argomentare la tematica della leadership: Orion Pax si è dimostrato degno di assumere la carica di nuova guida del suo popolo, poiché il suo progressismo è funzionale alla crescita collettiva, non è mosso dalla sete di potere o dal desiderio di rovesciare l’ordine costituito tramite l’uso della violenza. La società può funzionare solamente se ogni suo membro possiede la capacità di elaborare un proprio pensiero, sia in grado di scegliere la strada da seguire; per costruire un insieme forte e solido occorre salvaguardare l’individualità, poiché il “Noi” è autentico se tutti gli “Io” di cui è composto siano effettivamente liberi.