Articolo pubblicato il 5 Ottobre 2024 da Andrea Boggione
La seconda travolgente stagione de “Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere” è giunta al termina con un ultima ed ottava puntata ricca di emozioni e sorprese. La serie televisiva ideata da J. D. Payne e Patrick McKay, grazie alla collaborazione tra Amazon Studios e New Line Cinema, disponibile dal 3 ottobre interamente sulla piattaforma streaming Prime Video, si conferma uno dei prodotti migliori tra quelli televisivi rilasciati di recente, ritagliandosi uno spazio importante anche tra quelle più importanti e ricordate, nonostante una gran moltitudine di detrattori. Otto puntate che scorrono più che piacevolmente per poi concludersi con un finale di tutto rispetto e di un certo impatto. Di seguito la sinossi e la recensione del tanto atteso ultimo ed ottavo episodio della seconda stagione de Gli Anelli del Potere.
La trama del finale della seconda stagione de Gli Anelli del Potere
Quest’ultimo episodio si concentra sul creare una conclusione degna per ogni arco narrativo, riportando sul piccolo schermo le vicende di Númenor e Rhûn. Nella prima, dopo la proclamazione di Regina del Mare, Míriel (Cynthia Addai-Robinson) viene accusata di essere una traditrice da parte di Pharazon (Trystan Gravelle), dipingendola come alleate di Sauron. Il nuovo re ordina la cattura anche di tutti i suoi alleati, compreso Elendil (Lloyd Owen), il quale tenta di fuggire dalla città esplorando la parte ovest dell’isola. L’ex capitano ha tentato di convincere la regina, ma lei sia rifiuta e, dopo aver consegnato la spada Narsil, si fa catturare ed arrestare. Ora l’obiettivo di Pharazon è allargare i propri confini, motivo per il quale ha inviato Kemen (Leon Wadham), suo figlio, a Pelargir così da prendere sotto controllo la colonia e trasformala in una fortezza.
A Rhûn, invece, lo Straniero (Daniel Weyman), dopo aver deciso di rinunciare al proprio destino per salvare le sue amiche, lascia la valle e la casa di Tom Bombadil (Rory Kinnear) recandosi al villaggio dove si trovano le due Pelopiedi. La casa degli Sturoi, però, è stata conquistata ed occupata dai cavalieri agli ordini dell’Oscuro Stregone (Ciarán Hinds), il quale cerca invano di ingannare l’instar che non cede alle sue adulazione e in tutta risposta distrugge l’intero villaggio. La tribù degli Sturoi è ora costretta a trovarsi una nuova casa e sia Poppy sia Nori (Megan Richards e Markella Kavenagh) si uniranno a loro in questo nuovo viaggio, separandosi dallo Straniero che, invece, fa ritorno da Tom con un nuovo bastone ritrovato tra le rovine del villaggio. Una volta raggiunto il suo nuovo amico si rende conto che quella che ha affrontato era solo una prova per dimostrarsi degno, finendo per scoprire e comprendere il suo nome: Gandalf.
A Khazad-dûm la situazione si complica: Durin IV (Owain Arthur) affronta suo padre intento a scavare sempre più a fondo nella vecchia miniera. Il principe implora il re di togliersi l’anello, ma Durin III (Peter Mullan) non ci pensa nemmeno è riesce ad abbattere il muro rivelando un immenso giacimento di Mithril che si estende per tutto il ventre della montagna. Il problema è che in questo modo si rivela il Balrog che si celava nelle profondità delle miniere, ma resosi conto di tutti i suoi errori e di essere succube del suo anello, se lo sfila e lo lascia a suo figlio prima di lanciarsi verso la creatura sacrificandosi per far crollare la cava e salvare il suo popolo.
Nel frattempo nell’Eregion il Signore Oscuro (Charlie Vickers) alla ricerca dei Nove tortura il povero Celebrimbor (Charles Edwards), il quale non cede alla malvagità di Sauron che finisce per ucciderlo, ma non prima che il fabbro gli profetizzi che gli Anelli saranno la sua rovina. Poco dopo, gli Orchi raggiungono la forgia e finiscono per essere subito manipolati da Annatar, portandoli a tradire ed uccidere Adar (Sam Hazeldine), temporaneamente risanato per via del potere dell’anello, pronto a collaborare con Galadriel (Morfydd Clark) per sconfiggere il Signore Oscuro. La guerriera affronta il potente nemico che, dopo uno scontro, si appropria dei Nove, ma nel tentativo di salvare almeno il suo anello si lascia cadere da un dirupo e viene successivamente curata da Elrond e Gil-galad (Robert Aramayo e Benjamin Walker). I due erano inizialmente prigionieri degli orchi, ma alla fine i nani si sono presentati per davvero sul campo di battaglia costringendo gli Uruk ad una ritirata.

La recensione de Gli Anelli del Potere: “Ombra e Fiamma”
Quest’ultimo episodio rappresenta in tutto e per tutto cos’è “Gli Anelli del Potere” ovvero un’incredibile serie tv, dall’enorme potenza produttiva che ha tutte le caratteristiche per colpire ancora una volta i fan più accaniti del prodotto televisivo, alla superlativa messa in scena. Nonostante tanti, forse troppi, detrattori, la serie lungo i suoi otto episodi si concentra sul mostrare il destino di tutti i suoi personaggi: come ad esempio la morte di Celebrimbor che è di un certo impatto, un elfo sovrastato dal suo ego e rimasto cieco di fronte all’inganno. Il suo rapporto con Sauron è cessato con il peggior degli epiloghi, la fine di uno dei personaggi più riusciti e protagonista della storia sicuramente più interessante ed intrigante.
Sono tanti anche tutti quei personaggi fondamentali di altre macro-trame, il ritorno di Rhûn e Númenor oppure del giovane Isildur, abbandonato a sé stesso durante le scorse volte, risultano ora più importanti e di nuovo al centro del racconto. Due story-line su cui bisogna lavorarci ancora molto e che, probabilmente, avrebbero avuto bisogno di più spazio o di qualche idea più originale, mentre d’altro canto il pubblico fin da subito si aspettava la creazione del più che conosciuto Unico Anello. Nella sua frenesia ed il volere raccontare troppo, la nuova ed ultima puntata risulta comunque lineare dosando perfettamente il ritmo. Anche qui risultano importanti alcuni momenti estremamente iconici, come ad esempio il sacrificio di Durin III nello scontro con il temibile Balrug, questa grande creatura che minaccia il popolo dei nani e non solo.
All’interno della serie, in particolare in questa seconda stagione, c’è veramente di tutto, sono diverse le tematiche affrontate, dal perdono al riscatto, le differenze sociali e politiche e molto altro ancora. Lo stesso Sauron affronta un percorso tortuoso, che tenta di modellare a suo piacimento, e per raggiungere il proprio obiettivo deve attendere, aspettare che il noto fabbro riesca a forgiare questi anelli per poter perseguire il sogno di costruire un nuovo mondo. “Gli Anelli del Potere” racconta anche del progresso, quel percorso interiore che spesso irrompe nella vita di ogni singolo individuo, dal più arguto al più svitato, mostrandoci la creazioni di quegli anelli che danno anche il titolo all’intera opera. Un racconto fatto soprattutto di ossessioni, di quella primordiale voglia di Galadriel di ritrovare Sauron e sconfiggerlo, al volere da parte dello Straniero rinunciare a tutto pur di salvare i propri amici. Tra novità e attori che già facevano parte della prima stagione, si crea la giusta amalgama e parecchio feeling tra i diversi personaggi, senza dimenticare, come sottolineato spesso anche durante le precedenti analisi, un lato tecnico mostruoso, compresa una colonna sonora da brividi, che non ha nulla da invidiare ai grandi blockbuster realizzati principalmente in digitale.
Tante sono le scelte e gli stravolgimenti di fronte lungo quest’ultima puntata di uno show che riesce a mantenere dall’inizio alla fine una sua identità, senza scadere nel trash o perdendosi tra le sterili critiche di quella fetta di pubblico che ne parla male a priori. La realtà, però, è ben altra perché “Gli Anelli del Potere” è un viaggio che affronta anche lo stesso pubblico al fianco dei propri eroi, tra le difficoltà e prove di coraggio che spingono i protagonisti al limite. Non sono mancati lungo questa stagione giochi di potere, strategie, colpi di scena, alcuni anche dall’indubbia moralità e umanità. Questa nuova stagione rappresenta il secondo tassello di un progetto che si preannuncia molto più grande, una serie che dovrebbe avere, rinnovi permettendo, almeno altre 5 stagioni.

Un meraviglioso finale di stagione
“Ombra e Fiamma” è la classica ciliegina sulla torta, quel tocco in più che tende a dare la forma finale ad un prodotto dalla differenti sfaccettature, ma di pregevole fattura. Una serie che riesce a confezionare una splendida ultima puntata, almeno per quanto riguarda la sola seconda stagione, grazie al più volte citato incredibile e straordinario lato tecnico che, anche lungo questa puntata, non si smentisce, una messa in scena che gioca anche con un piccolo piano sequenza, oltre a delle inquadrature che potrebbero già adesso definirsi iconiche, nonostante qualche difetto qua e la, che gli autori hanno tentato di smorzare sempre di più nel proseguire degli episodi.
Alla fine ogni singolo personaggio si trova di fronte ad una scelta, a vivere il proprio destino in una Terra di Mezzo sempre più in grave pericolo, soprattutto dopo che Sauron è riuscito ad impossessarsi dei Nove. Adar è morto ed i suoi figli si sono lasciati ingannare dal Signore Oscuro, così da aumentare la sua forza con un grande esercito. Galadriel è sopravvissuta, mentre Elrond e Gil-galad guidano i superstiti in una foresta, proprio il posto dove poi sorgerà successivamente Gran Burrone. I nani pare siano salvi, almeno per il momento, grazie ad un grande sacrificio, mentre a Númenor si scatena il panico e finalmente questa story-line si collega a quella di Theo e Isildur (Tyroe Muhafidin e Maxim Baldry), due personaggi che volente o nolente subiscono una sorta di involuzione e spariscono per gran parte del progetto, Lo Straniero, invece, ha finalmente trovato il suo nome e, come da pronostico, si rivela essere proprio Gandalf, il quale dopo aver passato la sua prova si separa dalle sue amiche ed è pronto ad affrontare un nuovo viaggio, proprio come il pubblico, almeno quella fetta rimasta entusiasta. Ora non resta che attendere ed aspettare qualche anno per godersi una terza stagione con la speranza che si rivela al livello delle precedenti.