Spermageddon è quello che Inside Out 2 avrebbe dovuto mostrare?

Spermageddon potrebbe essere visto come una versione incensurata di quello che avrebbe dovuto mostrare Inside Out 2. Questo folle e demenziale esperimento è riuscito oppure no?
La recensione del film d'animazione Spermageddon (2024)

Articolo pubblicato il 25 Ottobre 2024 da Christian D’Avanzo

Spermageddon è un film d’animazione norvegese del 2024 diretto da Tommy Wirkola e Rasmus A. Sivertsen. Questo titolo è stato proiettato in anteprima in Italia in occasione della 24esima edizione del TOHorror Fantastic Film Fest, più specificamente come terzo lungometraggio della sezione Freakshow nella serata del 24 ottobre. Giocando sull’immaginario di Inside Out 2 e su quanto avrebbe dovuto mostrare l’ultimo film Disney Pixar, Spermageddon si pone come una sua versione demenziale e incensurata: ma qual è la storia e come è stata sviluppata? La trama e la recensione del lungometraggio d’animazione norvegese.

Spermageddon: la trama del film d’animazione

Come anticipato, il film d’animazione norvegese presentato al TOHorror Fantastic Film Fest 2024 ha un concept a dir poco particolare, alquanto bizzarro. Per entrare nei particolari, si propone di seguito la trama di Spermageddon, così come riportata sul sito ufficiale del TOHorror:

C’è fermento tra gli spermatozoi di Jens. Il ragazzo, accantonati i videogiochi e Star Wars, sta per fare sesso per la prima volta. Simon il Seme e i suoi compagni intraprenderanno un viaggio tumultuoso per arrivare al traguardo: l’Ovulo. Sul loro cammino, uno sleale spermatozoo che vuole primeggiare, un batterio escherichia coli, la temibile barriera del preservativo, lo spermicida…

La recensione del film d'animazione Spermageddon (2024)

La recensione di Spermageddon, ovvero come elaborare nel peggiore dei modi un concept potenzialmente esilarante

Spermageddon è un film d’animazione che presenta un concept bizzarro e, almeno teoricamente, divertente. Come avviene nel cugino alla lontana Inside Out 2, il lungometraggio parte con la presentazione del mondo interno al protagonista umano Jens, un nerd alle primissime armi in ambito sessuale, ragion per cui tutti i suoi spermatozoi sono occupati alla preparazione. Il momento da loro più atteso è l’espulsione a culmine della masturbazione o del rapporto, e infatti sono tutti sull’attenti poiché percepiscono il sovraccarico sensoriale del ragazzo: c’è chi studia la teoria presso una “universitetta”, c’è chi vorrebbe invece restare nei genitali di Jens per paura di morire (Simon il Seme) e chi tenta di progettare piani, seppur non propriamente legali (il villain). L’incipit scorre via veloce tra continui giochi di parole, come quelli appena citati, un’esilarante comparsa del titolo e l’introduzione – anche musicale – dei vari personaggi, le cui storie prenderanno tre diramazioni parallele ma simultaneamente incrociate.

I problemi emergono nell’immediato, poiché dopo la prima fase esplicativa il ritmo cala in maniera drastica a causa dell’assenza di idee valide. Se nel cugino Pixar l’avventura delle emozioni è creativa, coinvolgente e tratteggiata da espedienti narrativi ben congegnati, per giunta con un umorismo slapstick, autoironico e surreale, in Spermageddon manca tutto ciò: l’esclusivo umorismo linguistico, composto da doppi sensi, diventa ridondante e non fa altro che generare una noia inaspettata, date le premesse. Inoltre, le tre linee narrative a cui si faceva riferimento poc’anzi risultano mal amalgamate, e di conseguenza quello che si vede esternamente si riflette banalmente all’interno del corpo. Il villain sembra una copia poco simpatica di Tony Stark, con una tuta potentissima ma che presenta un inspiegabile punto debole (non basta la demenzialità a giustificare), mentre la storyline tra Simon e Sborotea non riesce mai a catturare l’interesse dello spettatore, terminando in un forzatissimo “ti amo”. Appare confuso persino l’inserimento degli inserti musicali, visto che ci sono soltanto tre brani (anche orecchiabili), sorge spontaneo chiedersi se i registi volevano rendere questa commedia animata un musical oppure no.

Spermageddon finisce con il semplificare – e si ribadisce che il fattore demenziale non giustificato affatto tale problematica – i tabù legati al sesso, inglobando il percorso dei due protagonisti in un finale che sa di becero moralismo sotto forma di un goffo invito. E, francamente, quanto è superficiale la rappresentazione dei ragazzi all’interno di questo prodotto? Ormai sembra che l’unico modo per apparire contemporanei è dato dal rendere i personaggi dei nerd amanti dei film, delle serie tv e dei videogiochi, mentre i loro genitori erano dei tipi cool e “analogici” in un tempo troppo remoto per essere compreso. Dunque, una visione del genere è quantomeno riduttiva e sbrigativa, e nemmeno legarla al tema dell’inibizione sessuale serve a contestualizzarla in maniera funzionale.

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Recensione e locandina film animazione Spermageddon (2024)
Spermageddon
Spermageddon

Spermageddon è un tentativo di sfatare i tabù del sesso, nella fattispecie della prima volta nell'età adolescenziale: l'avventura parallela vissuta dai protagonisti, tra parentesi, è accompagnata da inserti musicali.

Voto del redattore:

4 / 10

Data di rilascio:
Regia:

Tommy Wirkola, Rasmus A. Sivertsen

Cast:
Genere:

Commedia, musical

PRO

Il concept
L’incipit
La comicità finisce con l’essere ridondante
Le tre linee narrative sono mal amalgamate
Gli espedienti risultano fin troppo banali
Voleva essere anche un musical oppure no?