Steppenwolf: viaggio al termine del cinismo distopico

La recensione di Steppenwolf, il film thriller del 2024 di Adilkhan Yerzhanov vincitore come Miglior lungometraggio al TOHorror Fantastic Film Festival a metà tra un western e un distopico: vale la pena la visione?
Recensione Steppenwolf 2024 film, Adilkhan Yerzhanov

Articolo pubblicato il 28 Ottobre 2024 da Arianna Casaburi

Presentato in anteprima italiana in Concorso alla 24esima edizione del TOHorror Fantastic Film Fest 2024 di Torino e vincitore come miglior lungometraggio, Steppenwolf è un film thriller-drammatico del kazako Adilkhan Yerzhanov. Eclettico e prolifico regista, al suo quindicesimo lungometraggio in soli dodici anni, nei suoi film si percepiscono sfumature cangianti del suo stile che spaziano tra la rappresentazione poetica della vita in tutta la sua cruda essenza, pur sempre dilettandosi in molteplici generi cinematografici. Seguono la trama e la recensione di Steppenwolf, il film del 2024 di Adilkhan Yerzhanov con protagonisti Berik Aitzhanov e Anna Starchenko.

La trama di Steppenwolf (2024), il film di Adilkhan Yerzhanov

Prima di passare alla recensione, occorre riportare di cosa parla e dunque la sinossi di Steppenwolf, il film di Adilkhan Yerzhanov che ha concorso nella sezione Big Screen Competition dell’International Film Festival di Rotterdam (IFFR) 2024, vincitore come Miglior Lungometraggio al TOHorror Fantastic Film Festival 2024. Di seguito si riporta la trama di Steppenwolf, quindicesimo lungometraggio del regista kazako Adilkhan Yerzhanov:

In un Kazakistan in preda al caos e ai disordini sociali, una donna autistica e un ex poliziotto vanno alla ricerca del figlio di lei, sparito durante uno scontro fra agenti e cittadini. Forse chi ha rapito il bambino è lo stesso fuorilegge che in passato ha ammazzato senza pietà la famiglia dell’uomo… Fra Sentieri Selvaggi e Mad Max, un road movie in cui l’eco della distopia risuona senza mai rendersi evidente e l’insolita coppia di protagonisti intesse un discorso che lambisce la filosofia morale, sulla necessità del bene e la persistenza del male. Violentissimo e struggente, un piccolo capolavoro capace di aprire inattesi squarci di luce nel buio della propria disillusione.

La recensione di Steppenwolf: il cinismo distopico di Adilkhan Yerzhanov

Steppenwolf non è di certo un film che mette a proprio agio o che trasmette stabilità ed equilibrio. Questo tratto perturbante già si costituisce fin dall’inizio, con la dichiarazione esplicita di realizzare una riscrittura in chiave postmoderna del genere western classico sfruttandone i topoi ma in questo caso volutamente ridotti all’osso, alla loro essenza cruda per accentuare la dimensione distopica e quasi post-apocalittica del film. Ecco che appaiono evidenti i riferimenti espliciti ad uno dei capisaldi del genere quale Sentieri selvaggi (The Searchers) di John Ford del 1956, basti pensare alle inquadrature in controluce di spalle sulla soglia delle abitazioni o al movente dell’azione del rapimento e del ritrovamento di bambini scomparsi.

La destabilizzazione nei confronti dello spettatore prosegue tramite inquadrature simboliche, come quella di apertura in cui si attua un interessante rovesciamento assiologico, ritraendo in primo piano quello che scopriremo essere un ex detective che ora si ritrova in un clima di guerre civili, costretto a lavorare al servizio di anarchici durante le procedure di torture per far confessare i prigionieri. L’uomo incappucciato fino alla bocca e ammanettato intento a fumare una sigaretta è il protagonista del film, lo steppenwolf del titolo, quel “lupo della steppa” del romanzo di Herman Hesse dell’epigrafe riportata a inizio film ridotto a condurre una vita solitaria all’insegna del cinismo e della violenza spietati, dopo aver perso la speranza nell’effettiva esistenza del bene o di poter compiere buone azioni quando la sua famiglia è stata sterminata volontariamente in un incendio.

In questa atmosfera distopica di perpetue insurrezioni civili e attacchi armati, il protagonista incontra una donna affetta da autismo a cui è stato rapito il figlio, con cui si trova deliberatamente a condividere la propria solitudine. Presi separatamente l’uno dall’altra, l’uomo e la donna sono due personaggi scritti entrambi con una profondità tale dal punto di vista del loro profilo psicologico da renderli tangibili, da percepirli realisticamente in carne e ossa e che dal loro incontro, all’apparenza estremamente ossimorici caratterialmente, nascondono in realtà esperienze similari e traumatiche del loro passato, da risultare alla fine complementari. Da questa sintesi antitetica, da questo incontro-scontro persistente, deriva un duo improbabile ma che funziona, sopravvive e si protegge mutualmente fin quando le circostanze lo ritengono possibile.

In questo modo, il cinismo spietato incarnato dall’uomo acquisisce ben presto una sfumatura di comicità pura e genuina ritrovandosi a dover gestire e stare dietro alle difficoltà della donna. Steppenwolf si presenta dunque come un film che costruisce la sua ragion d’essere sulla coesistenza di contrasti, sulla messa in discussione del confine labile tra bene e male, così come rappresentato esteticamente dalla meravigliosa fotografia che fa emergere al contrario le brutture, l’orrore dei crimini spietati commessi dal protagonista e non solo. Nel suo Steppenwolf, Adilkhan Yerzhanov realizza un’opera che conduce lo spettatore, insieme al suo protagonista, in un viaggio al termine del cinismo distopico, che lo porta a riflettere sul coinvolgimento e sulla responsabilità in quanto esseri umani di poter scegliere di essere buoni e di compiere del bene, anche quando tutto ciò che ci circonda grida vendetta, imbraccia armi per uccidere, sparge sangue e ci invita a diventare tutti quanti dei lupi solitari: homo homini lupus.

5,0
Rated 5,0 out of 5
5,0 su 5 stelle (basato su 1 recensione)
La locandina del film Steppenwolf (2024) di Adilkhan Yerzhanov
Steppenwolf
Steppenwolf

Steppenwolf racconta la storia di un cinico ex detective e di una donna a cui è stato rapito il figlio, e di come si mettono insieme alla ricerca di quest'ultimo.

Voto del redattore:

8.5 / 10

Data di rilascio:

25/10/2024

Regia:

Adilkhan Yerzhanov

Cast:

Anna Starchenko, Berik Aitzhanov, Azamat Nigmanov

Genere:

Thriller, drammatico

PRO

La riscrittura postmoderna in chiave western ridotta all’osso
I due personaggi principali e il loro rapporto
Il cinismo dilagante che si tramuta in comicità
La fotografia e il contrasto che crea con il contenuto
Nessuno