Articolo pubblicato il 2 Novembre 2024 da Andrea Barone
La saga di Terrifier è probabilmente l’ultimo franchise horror cinematografico che non solo ha avuto successo, ma ha creato una nuova icona del genere. Infatti, a differenza di villain come Michael Myers e Chucky che sono recentemente tornati ripescando dalle saghe nate decenni fa, Art il Clown è un’icona inedita dello slasher, genere che ormai non sembrava più sfornare qualcosa che rimanesse impresso nel pubblico da molto tempo fatta eccezione dei già citati revival. Ad oggi il franchise di Terrifier si è già espanso in maniera consistente, dando vita a diversi capitoli, ma qual è il più valido tra questi? A seguire la classifica di tutti i film di Terrifier dal peggiore al migliore. Bisogna specificare che, a differenza di altre saghe, i film di Terrifier sono tutti diretti da Damien Leone.
4) Terrifier: L’Inizio (2013)
Si tratta della prima apparizione cinematografica di Art Il Clown, nonché dell’esordio di Damien Leone alla regia. L’opera, intitolata in originale All Hallow’s Eve, è una raccolta antologica di tre cortometraggi realizzati dal regista con un budget estremamente ridotto. La presenza di Art infatti inizialmente non è quella principale, ma gradualmente emerge in tutta la sua cattiveria lasciando momenti memorabili. Essendo il primo film di Leone ed avendo un budget inesistente, l’amatorialità si nota parecchio, ma anche l’abilità del regista di riuscire ad arrangiarsi inquietando comunque. Inoltre il modo in cui le storie apparentemente separate vengono incollate tra di esse è uno dei più efficaci nel panorama antologico. Si tratta dell’unico film in cui Art è interpretato dall’ottimo Mike Giannelli prima di essere sostituito dall’inarrivabile David Howard Thornton a seguito del ritiro dell’attore.

3) Terrifier (2016)
Dopo l’esperienza con il film precedente, il quale rimane un piccolo aperitivo di quello che diventerà la saga, Damien Leone accresce le abilità registiche in quello che ormai è un cult estremamente suggestivo. Le atmosfere cupe e sporche sono davvero spaventose, ma mai quanto il clown, interpretato dallo splendido Thornton, che stalkera le sue vittime con sguardi terrificanti. Pur non avendo riflessioni particolarmente profonde rispetto ad altri giganti dello slasher che concepiscono questi ultimi in parallelo con le sequenze di uccisione, la tensione è costante anche grazie alle trovate geniali di sceneggiatura che omaggiano cult del passato senza scopiazzarli mai, anzi, Damien Leone li usa come base per reinventarli ed adattarli ad un contesto sporco e tetro. Da lodare anche il finale, uno dei più spietati che un autore abbia inserito all’interno di uno slasher.

2) Terrifier 2 (2022)
Con un budget che è cresciuto dopo il successo del primo capitolo, Terrifier 2 presenta delle uccisioni molto più creative e violente, attraverso trucchi prostetici eccezionali che non hanno nulla da invidiare alle grandi produzioni. Al di là delle bellissime scene con Art il Clown che diventano sempre più disturbanti, non si può non amare il personaggio di Sienna Shaw, la quale è un’anima tormentata che combatte il proprio lutto affrontando Art come una vera guerriera (cosa accentuata anche dal suo bellissimo costume di Halloween, anch’esso divenuto iconico sia per il design che per la sua simbologia). All’approfondimento dei personaggi si contrappongono le bellissime sequenze oniriche che torturano lo spettatore anche a livello psicologico, soprattutto nell’inserimento della bambina, uno degli spiriti più terrificanti che siano mai stati interpretati da una minorenne.

1) Terrifier 3 (2024)
La classifica di tutti i film di Terrifier si conclude con il terzo splendido capitolo, segno di quanto la saga sia proseguita con un forte crescendo. Terrifier 3 è infatti una sfida contro Hollywood: Damien Leone approfitta di un budget degno di un film della Blumhouse per rimarcare quel cinema underground che finalmente diventa popolare. Le sequenze splatter distruggono i limiti di qualsiasi industria, distruggendo il cuore dello spettatore e riuscendo comunque ad inserire momenti di ironia senza che quest’ultima cozzi mai. Inoltre Damien Leone eleva la figura della final girl inserendo simbologie cristologiche che vengono unite ai tipici elementi della cultura pop, omaggiando quelle eroine che non hanno nulla da invidiare ai miti delle leggende e delle religioni, perché tutto è arte, persino l’orrore che Art si porta dietro e che usa per fare i suoi scherzi mortali.
