Articolo pubblicato il 3 Novembre 2024 da Vittorio Pigini
Successivamente alla sua distribuzione in primavera negli States, Late night with the Devil approda in Italia il 29 ottobre 2024 sulla piattaforma streaming di Amazon Prime Video. Il film è la nuova regia dei fratelli Cairnes, i quali dirigono, scrivono e curano il montaggio di questo horror a tema possessioni demoniache ambientato negli anni ’70, che coincide interamente con lo spettacolo di uno show televisivo. Late night with the devil è infatti un found footage, che registra una serata speciale nella Notte di Halloween condotta dal protagonista, interpretato da David Dastmalchian. Ecco di seguito la recensione di Late night with the Devil.
La trama di Late night with the Devil, il film horror con David Dastmalchian
Su sceneggiatura dei fratelli Cameron e Colin Cairnes, Late night with the Devil è ambientato negli anni ’70 e vede come protagonista il conduttore televisivo Jack Delroy. Dopo un inizio di carriera impegnativo, il giovane ed ambizioso presentatore riesce ad arrivare al successo anche grazie a sua moglie Madeleine. Tuttavia, quando quest’ultima morirà a causa di un cancro, anche la carriera di Jack inizierà ad andare verso il declino, con il conduttore che le proverà tutte pur di risollevare il suo programma notturno Night Owls. Per la gara di ascolti della Notte di Halloween, infatti, Jack proverà il tutto per tutto, invitando al programma una ragazza sopravvissuta al suicidio di massa di una setta satanica e probabilmente posseduta dal Diavolo.
La recensione di Late night with the Devil: la demoniaca possessione dei media sulle masse
2022. Direttamente dall’Australia, i fratelli Danny e Michael Philippou si presentano sul palcoscenico cinematografico internazionale con la loro opera prima: Talk to me. Si tratta di un horror a tema possessione demoniaca che, effettivamente, tenderebbe ad allargare lo sguardo del genere cinematografico al tema della dipendenza dalle droghe pesanti e del disagio giovanile. 2024. Direttamente dall’Australia e dopo la realizzazione di due film indipendenti, i fratelli Cameron e Colin Cairnes si presentano di fatto sul palcoscenico cinematografico internazionale con Late night with the Devil. Si tratta di un horror a tema possessione demoniaca, che tenderebbe anche qui ad allargare lo sguardo del genere cinematografico al tema della dipendenza, ma stavolta verso il catartico conseguimento del successo.
Sempre affascinante ritrovare nel mondo del cinema tali riferimenti, accostamenti e punti di contatto, sebbene questi terminino di fatto qui pur sottolineando un’ottima riuscita in entrambi i casi. Late night with the Devil è dunque il terzo film scritto, diretto e montato dalla coppia di fratelli Cairnes e, proprio come enunciato già dal suo titolo, l’opera coinciderebbe in forma e sostanza con lo show di un programma televisivo e, più precisamente, rientrando nel campo cinematografico del c.d. found footage. Ci ritroviamo negli anni ’70, periodo storico particolarmente turbolento per gli U.S.A., alle prese con i fantasmi della Guerra del Vietnam, con un generale periodo di disordini e sfiducia sociale. In questo scenario, a suo modo apocalittico, la televisione introdotta in tutte le case fungerebbe da vero e proprio supporto emotivo, vedendo il mezzo come un’evasione dalla truculenta realtà.
Tuttavia, quello della televisione resta appunto in ogni caso un mezzo mediatico, potentissimo, che veicola storie e messaggi a seconda del suo utilizzatore. Gli anni ’70 sono infatti anche quelli della diffusione del c.d. satanic panic, ovvero una moderna caccia alle streghe nella quale i media contribuirono, particolarmente, a diffondere un clima di terrore in tutti i quartieri americani (circostanza socio-politica che coinvolge anche il film di Oz Perkins Longlegs, giusto per tornare al “gioco degli accostamenti”). In questa condizione sociale, mediatica ed emotiva irrompe il personaggio di Jack Delroy, il protagonista in punta di piedi di Late night with the Devil che si rivelerà essere semplicemente un cinico sciacallo.
Il mezzo televisivo è decisamente perfetto per improntare, attraverso la magia cinematografica, un tema orbitante la manipolazione delle masse, specie se queste risultino particolarmente suggestionabili soprattutto in riferimento al credo religioso. Tra sensitivi e prestigiatori è infatti proprio il personaggio di Jack a mostrarsi come il vero burattinaio, conducendo i giochi nel programma (soprattutto fuori di esso) per un egoistico tornaconto personale, quello del raggiungimento del successo.
Soprattutto attraverso il finale del film, per certi versi un omaggio concettuale al capolavoro Rosemary’s Baby, si estrapola un conduttore televisivo inghiottito dalla cieca bramosia del successo, il quale sfrutta l’eccentricità e il dramma dei propri ospiti solo per vincere la personale gara di ascolti. L’avidità di questo “patto con il Diavolo” porta così Jack inevitabilmente all’autodistruzione, alla corruzione morale e all’isolamento violento dai suoi affetti, raggiungendo sì il risultato tanto bramato (il boom di share televisivo) ma a che prezzo?

La recensione di Late night with the Devil: un affascinante ed inquietante film tra realtà e finzione
L’operazione di manipolazione dei registi prestigiatori non si esaurisce, in Late night with the Devil, unicamente alla sfera di analisi e critica sociale, ma coinvolge pienamente anche lo spazio filmico. Come accennato, il film si consolida a tutti gli effetti nel campo cinematografico del c.d. found footage, ovvero quelle particolari opere che traggono la propria storia dal ritrovamento di un materiale audiovisivo registrato. È proprio un narratore, all’inizio del film, ad annunciare come la visione che ne consegue corrisponda alla speciale puntata andata in onda la Notte di Halloween del 1977.
Tale espediente, molto vicino alla realtà documentaristica, si presta infatti alla perfezione nel narrare storie di orrore sovrannaturale, dove realtà e finzione devono mescolarsi e rappresentando un collegamento funzionale anche e soprattutto con il tema del film. I registi ricostruiscono così l’effettiva esperienza di un programma televisivo anni ’70, sfruttano il formato del 4:3 per restringere coerentemente la visione, la fotografia sgranata, gli intermezzi pubblicitari che anticipano i fuori onda in bianco e nero. Tralasciando scomodi discorsi circa la distribuzione cinematografica, l’approdo del film in piattaforma streaming – per certi versi – potrebbe conferire una maggiore immedesimazione al piano strategico dei due registi, che infatti riescono a catapultare lo spettatore tra il pubblico del programma.
Una parentesi, particolarmente intrigante, si potrebbe aprire anche e soprattutto in merito al formato utilizzato durante il film. In Late night with the Devil, infatti, lo schermo (e di conseguenza lo sguardo dello spettatore cinematografico e televisivo) diviene fondamentale ed a rendersi tale non è infatti “solo” il formato 4:3 che restringe la visione. Quest’ultimo viene infatti sfruttato per restituire il vero materiale da found footage, lo show televisivo ma, a seconda dei casi, questo si trasforma e si evolve. Se si stia parlando della “vita vera“, il dietro le quinte e, soprattutto, in merito alle sequenze oniriche, il formato di visione cambia radicalmente. Questo forse per dimostrare come, effettivamente, il Demone abbia preso possesso del mezzo di comunicazione, enunciato già dalla scena introduttiva del film che, per formato e fotografia, potrebbe non essere ambientato negli anni ’70 ma nel presente.
Anche e soprattutto in merito a ciò, una volta ricostruita la “finta realtà” del programma televisivo, occorre tuttavia introdurre e gestire l’elemento paranormale all’interno della visione. L’orrore di Late night with the Devil riesce ad entrare in studio in modo improvviso, inaspettato ed è capace di estraniare al punto giusto la scena e i suoi spettatori, traghettando una visione di 90′ che scorre in modo impercettibile.
Attraverso rimandi specialmente a L’Esorcista e a Poltergeist, i buoni effetti speciali e l’intelligente costruzione della scena arrivano a comporre una visione dell’orrore che riesce a spaventare ed inquietare. Nel film, inoltre, si registra anche un certo tasso di amara ironia nelle corde di un night show televisivo, introdotta a piccole dosi anche e soprattutto dai suoi personaggi. Tutto il cast di Late night with the Devil risponde infatti degnamente alla chiamata, soprattutto per la giovane interprete della posseduta Lilly ma non solo.
Il film riesce soprattutto a mettere in primo piano le ottime capacità recitative di David Dastmalchian, esattamente come il suo personaggio “eterno secondo” anche nella reale carriera cinematografica. Dal volto spigoloso e caratteristico, Dastmalchian è stato infatti sul set di film come Il cavaliere oscuro, Prisoners, Blade Runner 2049, Dune, Oppenheimer e The Suicide Squad di James Gunn, ricoprendo tuttavia sempre ruoli secondari/terziari se non effettive comparse. Oltre ai suoi personaggi sul piccolo schermo, le caratteristiche ed il talento espressivo di Dastmalchian merita i primi riflettori del cinema (specialmente dell’orrore) e Late night with the Devil registra questo ulteriore pregio.