Articolo pubblicato il 6 Novembre 2024 da Giovanni Urgnani
Presentato in anteprima mondiale alla quarantanovesime edizione del Annecy International Animation Film Festival, distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 28 febbraio 2025, mentre in quelle italiane il 7 novembre 2024. Primo lungometraggio interamente animato per il franchise dei Looney Tunes, segnando l’esordio alla regia per Peter Browngardt. Ma qual è il risultato di Un’avventura spaziale – Un film dei Looney Tunes? Di seguito la trama ufficiale e la recensione del film prodotto da Warner Bros Animation.
La trama di Un’avventura spaziale – Un film dei Looney Tunes
Ispirato alla serie animata Looney Tunes Cartoons, composta da sei stagioni, andate in onda dal 2020, sulla piattaforma digitale HBO Max. In Italia è stato proiettato in anteprima all’evento Lucca Comics & Games, in data 1°novembre 2024. Ma di cosa parla Un’avventura spaziale – Un film dei Looney Tunes? Di seguito la trama ufficiale del film d’animazione diretto da Peter Browngardt:
“Porky Pig e Daffy Duck sono un po’ giù di morale dopo che un misterioso oggetto volante ha squarciato il tetto della loro casa. Senza fondi per le riparazioni, i due amici rischiano di perdere la loro casa d’infanzia! Fortunatamente incontrano Petunia Pig, che corre in loro aiuto procurandogli un lavoro nella locale fabbrica di gomme da masticare, dove lavora come scienziata dei sapori. Tutto sembra andare per il meglio, fino a quando Daffy nota qualcosa di strano: il nuovo gusto di chewing gum, venduto in tutto il mondo, è stato contaminato da una misteriosa melma appiccicosa verde fluo; non ci vuole molto prima che si rendano conto che la gomma è stata avvelenata da un malvagio alieno che progetta di far saltare in aria la Terra. Porky, Daffy e Petunia si ritrovano così in una corsa contro il tempo per fermare i piani apocalittici del misterioso invasore. Le abilità scientifiche di Petunia, l’ingegno di Porky e la folle determinazione di Daffy, gli permetteranno di salvare il mondo?“

La recensione di Un’avventura spaziale – Un film dei Looney Tunes
Il franchise dei Looney Tunes si è affacciato poche volte su grande schermo, e quando lo ha fatto, tre volte prima di questa, si è presentato al pubblico mischiando animazione e personaggi in live action: Space Jam (1996), Space Jam – New legends (2021), con intramezzo la parentesi Looney Tunes – Back in action (2003), diretto da Joe Dante, senza contare i vari documentari. Per la prima volta sbarca dunque al cinema un lungometraggio interamente animato, scegliendo come protagonista una coppia storica del brand come: Daffy Duck e Porky Pig, a cui si aggiungerà una deliziosa e sottovalutata (dai suoi colleghi nella storia) Petunia Pig, la cui passione nerd per la scienza la rende seriamente attraente, facendosi piacere per la sua intelligenza.
È chiaro che il target di riferimento principale è un pubblico di fascia d’età molto bassa, eppure se lo si osserva bene pare più rivolgersi ad una specifica generazione, quella che è cresciuta tra gli anni Ottanta e Novanta ed oggi è un potenziale genitore. Per questo motivo, la pellicola Un’avventura spaziale – Un film dei Looney Tunes è a tutti gli effetti un’operazione nostalgia: a cominciare dalla tecnica d’animazione, uno stile ormai retrò come il 2D, una fedeltà estetica in pieno omaggio alla storia di questo mondo, che si estende anche nel modo di fare e proporre intrattenimento, tipico di un prodotto simile, caratterizzato dal surreale e dalla messa in scena della violenza iperbolica, che facendo il giro contrario diventa divertente; un aspetto capace di funzionare fino a qualche decennio fa, da capire però se sui bambini di oggi possa ancora essere in grado di attecchire.
Nostalgico, il film lo è pure nella comicità, con tracce di doppi sensi qua e là, sessualizzando i personaggi umani femminili, in particolare nel character design, a tratti gratuitamente. In coerenza con la sua identità, la trama prende spunto dai maggiori stilemi della fantascienza e dell’horror, dissacrandoli uno per uno: dall’alieno invasore, alla caduta dell’asteroide, fino all’epidemia zombie, con tutti i cliché narrativi del caso messi alla berlina, per un’avventura un po’ in difficoltà nel raggiungere i novanta minuti standard di durata, confermandone l’anima televisiva, più abituata ad un minutaggio ridotto.
L’esordio cinematografico registico di Peter Browngardt è il mix di tutte le caratteristiche principali di un prodotto a marchio Looney Tunes: schizzato, esagerato, folle, schizofrenico e appunto, lunatico; con una morale di fondo sempre azzeccata e mai banale, seguendo la filosofia di un certo James Gunn, in cui sono proprio gli schizzati, i reietti, i folli, insomma i diversi, a salvare il mondo, altrimenti scoppiato da un bel pezzo.