Articolo pubblicato il 10 Novembre 2024 da Arianna Casaburi
Presentato alla 77esima edizione del Festival di Cannes nella selezione ufficiale della categoria Un Certain Regard e in Concorso Lungometraggi al Festival di Annecy, Flow – Un mondo da salvare è un film d’animazione del 2024 scritto e diretto da Gints Zilbalodis realizzato magnificamente con il solo programma Blender con tecnica computer 3D. Oltre alle particolarità di essere interamente girato ricreando le atmosfere e la narrazione come in un videogioco e presentandosi come una pellicola senza dialoghi, andando a creare un senso di realisticità coerentemente con i suoi unici protagonisti che sono animali, Flow spiazza soprattutto per la sua carica espressiva e il suo messaggio di fondo che permeano per tutta la visione e che esplode nel finale e nella sua scena post-credit. Seguono il finale e la spiegazione del finale di Flow – Un mondo dal salvare, il film d’animazione del 2024 di Gints Gilbalodis: come finisce e qual è il suo significato?
Flow: come finisce? Il finale del film d’animazione
Prima di passare alla spiegazione, occorre riportare il finale di Flow e dunque come finisce il film d’animazione di Gints Zilbalodis per cogliere successivamente il vero significato che si nasconde dietro a questa profonda pellicola, perfetta sia per un pubblico di bambini che di adulti. Nel finale di Flow, vediamo il gatto protagonista ricongiungersi insieme ai suoi compagni di viaggio e di avventura dopo averli salvati dall’imbarcazione che stava pericolosamente sospesa su un ramo di un albero in seguito all’inondazione che sembra ora essersi ritirata e aver lasciato spazio alla natura e al ritorno della terraferma. Tuttavia, la tranquillità sembra durare ben poco perché il gatto sente dapprima il rumore e poi scorge i cervi passare di corsa e scappare verso non si sa quale luogo. Successivamente vediamo il gatto abbandonare il resto dei suoi compagni e iniziare a correre affannosamente verso la roccia a forma di torre, finché non trova davanti a sé una balena che si è arenata sulla terraferma. Il gatto torna indietro dai suoi amici, per poi specchiarsi in una pozzanghera, e il suo riflesso dapprima da solo, diventa quello suo e dei suoi compagni di viaggio tutti insieme.
Flow: la spiegazione del finale
Dopo aver ripercorso come finisce e dunque cosa accade alla fine del film, possiamo ora riportare la spiegazione del finale di Flow e dunque comprenderne il significato. Innanzitutto, la scena del passaggio violento dei cervi che scappano furiosamente come vediamo già a inizio film è emblematica, poiché è ciò che fa accendere la miccia nella testa del gatto perché li associa a quando li aveva già visti prima della catastrofe, e grazie a questi prevede che sta per tornare una nuova inondazione. Non appena compreso ciò, il gatto inizia a correre in direzione della roccia a forma di torre che ha l’aria di essere un luogo mistico, in quanto si trova nei pressi di quello che sembra essere a tutti gli effetti un tempio tibetano.
Ricordandosi che uno dei suoi compagni di viaggio, l’uccello che sembra ricordare una sorta di ibrido tra una cicogna e un uccello del paradiso, dopo esservisi recato in cima viene risucchiato da una corrente luminosa e ascende verso il cielo per poi scomparire, e con la sua scomparsa mette fine all’inondazione e ristabilisce una sorta di equilibrio tramite il suo “sacrificio“, ora il gatto vorrebbe provare a fare lo stesso per prevenire la catastrofe. Tuttavia, il gatto viene bloccato dalla visione della balena arenata sulla terraferma che lo fa riflettere sulla decisione da prendere, poiché bloccare l’ennesima inondazione significherebbe impedire il ritorno dell’acqua e dunque causare indirettamente la morte della balena. A questo pensiero, il gatto reagisce specchiandosi in una pozzanghera, riproponendo la medesima scena che apre il film, ma stavolta in una chiave del tutto diversa e molto più simbolica, in quanto esprime la natura contemplativa e morale del gatto che guarda dentro di sé per capire cosa è meglio fare. Ma stavolta non è da solo, come segnalato dal fatto che ora il suo riflesso è accompagnato da quello dei suoi compagni che si specchiano insieme a lui nella pozzanghera, rassicurandolo che nonostante l’arrivo di una nuova inondazione avrà loro al suo fianco.

Flow: perché si chiama così? Il significato del titolo
Nonostante il sottotitolo scelto per la versione in italiano Flow – Un mondo da salvare, lo spettatore sopratutto dopo la visione del film d’animazione si potrebbe interrogare circa il significato del suo titolo. In un senso prettamente letterale la parola “flow” in inglese fa riferimento a una corrente d’acqua, che corrisponderebbe infatti alle inondazioni periodiche che colpiscono l’ambiente circostante in cui si muovono i personaggi animali protagonisti del film. In un’accezione più metaforica, invece, si potrebbe associare il termine a un flusso più spirituale così come quello mostrato che trascina con sé verso il cielo l’uccello nella scena che precede il finale del film.