Articolo pubblicato il 1 Dicembre 2024 da Vittorio Pigini
Entrando nel pieno dell’inverno ed attendendo l’annuale ed immancabile appuntamento con le vacanze natalizie, arrivano i consigli mensili che chiudono l’anno 2024. Quello di dicembre è un mese notoriamente e generalmente ostile per il cinema dell’orrore, sebbene non siano mancati illustri esempi che, nel corso degli anni, hanno riscritto e rivisitato le vacanze natalizie sotto un’ottica sanguinolenta. In attesa dei grandi colpi di gennaio 2025, ecco di seguito i migliori film horror da vedere in streaming a dicembre 2024.
I migliori film horror da vedere in streaming a dicembre 2024
Per il panorama del cinema horror, ottobre 2024 è stato forse uno dei migliori degli ultimi anni, regalando sul grande schermo molti titoli di altissimo profilo, come Terrifier 3 e The Substance ma non solo. Naturale una leggera flessione nel mese seguente, con l’uscita di giusto qualche titolo, specialmente nel cinema italiano, più ravvicinabile tuttavia al thriller e al noir, come nei casi di Il Corpo o Una via fredda per l’Inferno di Fabrizio La Monica. La situazione non dovrebbe cambiare di molto nemmeno nell’ultimo mese dell’anno, in attesa dei primi grandi colpi del 2025 come Wolf Man e soprattutto l’attesissimo Nosferatu di Robert Eggers. Con gli amanti del cinema dell’orrore che si ritrovano così a corto di soluzioni, ecco che arrivano i consigli sui migliori film horror da recuperare in streaming a dicembre 2024.

Tetsuo: The Iron Man, di Shinya Tsukamoto – 1989 (Prime Video)
Opera prima scritta e diretta dal maestro nipponico Shinya Tsukamoto, Tetsuo: The Iron Man è indubbiamente uno dei grandi cult degli anni ’80. Vero e proprio manifesto del cyberpunk sul grande schermo, il film è una scheggia impazzita nel panorama fantascientifico, con ruggenti echi del fondamentale body-horror del maestro David Cronenberg che qui si fa ancora più “particellare”. Allucinato e frenetico, una delle opere più celebri di uno dei più importanti registi giapponesi contemporanei (all’80° Festival di Venezia il suo ultimo film Hokage) è una surreale visione allucinata ed allucinante, un proiettile che perfora lo sguardo.
La stregoneria attraverso i secoli, di Benjamin Christensen – 1922 (Plex)
Nel 1920, l’illustre regista danese Carl Theodor Dreyer realizza il film Pagine dal libro di Satana e, 2 anni più tardi, il collega e connazionale Benjamin Christensen torna ad immergersi nel cinema diabolico, sebbene seguendo e portando a termine con La stregoneria attraverso i secoli un’operazione cinematografica molto particolare. Avanzando con la spiegazione di testi antichi e con la visione di illustrazioni d’archivio, l’autore riesce a realizzare un film dalle spiccate tinte (simil)documentaristiche per mostrare l’iconografia diabolica, i sortilegi e come la stregoneria sia sempre esistita nei secoli. Un’operazione speciale quella di Haxan, per un horror all’avanguardia che terrorizzò il pubblico del tempo
The Well, di Federico Zampaglione – 2024 (Chili)
Da Haxan – La stregoneria attraverso i secoli si passa al The Well di 102 anni dopo, pur rimanendo sempre sullo stesso “campo da gioco”. Il quinto film scritto e diretto da Federico Zampaglione, con nel cast Claudia Gerini e la Lauren LaVera di Terrifier 2 e 3, porta sul grande schermo una visione violenta e sanguinolenta, cercando di tenere viva quella splendida tradizione di cinema horror italiano specialmente degli anni ’70-’80. Un film The Well che gode sicuramente di un ottimo utilizzo degli effetti speciali, in particolare quelli prostetici, oltre ad un affascinante gusto gotico nella ricostruzione foto-scenografica.
The End? L’inferno fuori, di Daniele Misischia – 2017 (RaiPlay)
Da un film horror italiano ad un altro, con il quarto film diretto da Daniele Misischia e prodotto dai Manetti Bros. Nella sua essenzialità, The End? l’inferno fuori irrompe nel cinema italiano con un film horror originale, necessario per l’industria e ricco di idee vincenti. Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2017, il film con protagonista Alessandro Roja (Romanzo criminale – La serie, Diabolik) è infatti uno zombie-movie quasi interamente girato all’interno di un ascensore mentre, fuori, avviene l’apocalisse.
When Evil Lurks, di Demián Rugna – 2023 (Mediaset Infinity)
Come precedentemente accennato, il 2024 è stato un grande anno per il genere horror uscito sulle nostre sale, con il nuovo film del regista argentino Demian Rugna che si candiderebbe addirittura al migliore dell’anno. When evil lurks porta su schermo una visione dalla dirompente violenza e spietatezza visiva e narrativa, con l’alta fattura tecnica nella regia di Rugna che assesta sequenze scioccanti e dirige l’emozionante prova dei protagonisti in scena.

Santa Sangre, di Alejandro Jodorowsky – 1989 (Tim Vision)
Rimanendo nella magica terra del Sudamerica, se il film del regista argentino Demián Rugna porta con sé un’esperienza deflagrante, quella restituita dal collega cileno Alejandro Jodorowsky dal suo quinto film è immancabilmente surreale e viscerale. Si tratta ovviamente di Santa Sangre, scritto dal regista di La montagna sacra assieme agli autori italiani Roberto Leoni e Claudio Argento, per un incubo spiazzante e psichedelico traghettato attraverso la poesia espressiva che ha reso celebre uno dei maestri del cinema surrealista.
La metà oscura, di George A. Romero – 1993 (Prime Video)
La metà oscura (in originale The Dark Half) è il 12° film di uno dei maestri del genere horror George A. Romero, che qui adatta l’omonimo romanzo di Stephen King per un racconto dell’orrore investigativo che indaga sulla doppia anima che vive in ognuno di noi, riservatezza ed apparenza, arte ed artista. Nonostante gli immancabili ostacoli in sede produttiva, si tratta di un brillante horror soprannaturale a tinte gialle investigative, che regge bene la tensione e viene reso ancor più profondo dalla sceneggiatura dello stesso Romero. Il regista mette in scena il film con abile mano tecnica, mentre il claustrofobico e tintinnante sonoro accompagna un bel cast nel quale spicca la prova camaleontica di Timothy Hutton.
Allucinazione perversa, di Adrian Lyne – 1990 (Mubi)
Oltre 30 anni prima del suo ultimo film Acque profonde con Ben Affleck ed Ana de Armas, e 7 anni dopo il cult Flashdance, il regista britannico Adrian Lyne realizza quello che potrebbe essere il suo miglior film. Trattasi di Allucinazione perversa, in originale Jacob’s Ladder, con protagonista il grande attore statunitense Tim Robbins (premio Oscar al Miglior attore non protagonista per Mystic River di Clint Eastwood, oltre ad altri ruoli in film come Le ali della libertà e La guerra dei mondi). Sceneggiato da Bruce Joel Rubin (premio Oscar per Ghost – Fantasma), il film è un thriller ed horror psicologico che affronta il dramma disumano e disumanizzante dei reduci dalla Guerra del Vietnam, attraverso un registro narrativo che invoca passaggi biblici e riflessioni poetiche dal pregevole impatto.
Black Christmas (Un Natale rosso sangue), di Bob Clark – 1974 (Prime Video)
L’anno è il 1974, fondamentale per la storia del cinema horror che registra l’ingresso sulle pagine dei manuali di 2 titoli a loro modo epocali, come Non aprite quella porta di Tobe Hooper e Black Christmas di Bob Clark. Sebbene meno d’impatto mediatico rispetto all’altro, proprio quest’ultimo viene considerato da molti il vero precursore del sottogenere slasher, o almeno quello che prima di altri ha impostato le sue regole cinematografiche. Al di là dell’importanza storica del film di Bob Clark, come enunciato dal suo titolo Un Natale rosso sangue l’opera è un vero must da vedere e rivedere soprattutto in occasione delle festività del 25 dicembre.
Il gabinetto del dottor Caligari, di Robert Wiene – 1920 (Just Watch)
Se il quarto film prodotto e diretto da Bob Clark è un grande must soprattutto per le festività natalizie, Il gabinetto del dottor Caligari resta una visione obbligatoria per ogni amante della Settima Arte e non solo. Si potrebbe aggiungere davvero molto a quello che viene considerato il vero grande simbolo del cinema espressionista, con le parole che non riuscirebbero ad andare di pari passo ad una visione così travolgente e magniloquente sotto tutti i punti di vista. Il film di Robert Wiene è sicuramente uno dei migliori dell’età del cinema muto, nonché della storia del cinema in generale, contribuendo a “fare scuola” ancora oggi dopo oltre 100 anni di distanza.
