Paul Schrader si schiera con ChatGPT: “Ha idee geniali in pochi secondi”

Da sempre schierato in dichiarazioni piuttosto polemiche e non sempre condivisibili, Paul Schrader ha parlato dei vantaggi dell’utilizzo di ChatGPT al cinema.
Paul Schrader a favore di ChatGPT al cinema, le sue dichiarazioni pro IA

Articolo pubblicato il 20 Gennaio 2025 da Bruno Santini

Il dibattito sull’intelligenza artificiale è diventato sempre più marcato negli ultimi mesi, soprattutto a seguito di tutte quelle polemiche che sono state messe in piedi da parte degli attori e degli sceneggiatori nel contesto degli scioperi che hanno animato gli Stati Uniti nel 2023. Tra le tante voci che si sono distinte, a proposito dell’opposizione all’intelligenza artificiale, c’è anche chi invece sembra appoggiarne l’utilizzo. Di recente, infatti, in quello che sembra essere un vero e proprio scontro ideologico (che ha coinvolto anche il film Here, accusato di favorire l’utilizzo dell’IA nel cinema), si è distinta la voce di Paul Schrader che – sul suo account Facebook – ha parlato di quanto possa essere positivo l’utilizzo di un sistema come ChatGPT.

Le dichiarazioni di Paul Schrader a favore di ChatGPT

Paul Schrader è da sempre molto attivo sui suoi social network, con post e pubblicazioni di vario genere che permettono non soltanto di aggiornare lo spettatore circa le sue ultime visioni, ma anche di condividere pensieri ed esperienze di diversa natura. Il regista di Oh, Canada (I tradimenti), con Richard Gere, Uma Thurman e Jacob Elordi, ha di recente fatto parlare di sé per la sua visione dei fatti a proposito di ChatGPT, per il quale sembra essere a favore.

Se, in molti casi, coloro che hanno parlato del sistema di intelligenza artificiale si sono scontrati con i suoi utilizzi e le sue componenti – soprattutto in termini di funzionalità e di possibilità di togliere lavoro a sceneggiatori, attori e autori – il regista ha invece affrontato la cosa attraverso un’altra prospettiva: perché non affidarsi ad esso, se è in grado di fornire un responso incredibilmente rapido a partire dalla propria richiesta? Queste le parole del regista:

«Sono strabiliatoHo chiesto a ChatGPT un’idea per un film di Paul Schrader, poi di Paul Thomas Anderson, Quentin Tarantino, Harmory Korine, Ingmar Bergman, Rossellini, Lang, Scorsese, Murnau, Capra, Ford, Spielberg, Lynch... Ogni idea che gli è venuta in pochi secondi era buona, originale e arricchita. Perché gli sceneggiatori dovrebbero starsene seduti per mesi in cerca di una buona idea quando un’AI può fornirne una in pochi secondi?».

Negli ultimi anni le dichiarazioni di Paul Schrader sono state spesso oggetto di polemica soprattutto per un contenuto provocatorio e non sempre condivisibile, come si può osservare in questo caso. C’è da dire che, in effetti, non è mai stato messo in discussione il sistema con cui un software di AI produce, né la sua velocità, quanto più il sistema che ne permetterebbe l’utilizzo a scapito di autori che possano inventare da 0 contenuti originali, cosa che un sistema di intelligenza artificiale (in questo caso basato sul rimescolare elementi di sceneggiatura pre-esistenti) non può fare.

Fonte: Facebook