Recensione – Dragon Ball Daima 1×14: Tabù

La recensione della quattordicesima puntata di Dragon Ball Daima, intitolata Tabù ed attualmente disponibile su Crunchyroll per poi essere rilasciata su Netflix la settimana successiva.
La recensione dell'episodio 14 di Dragon Ball Daima

Articolo pubblicato il 17 Febbraio 2025 da Bruno Santini

Dopo una partenza a rilento, con gli ultimi episodi Dragon Ball Daima sta cambiando ritmo, con alcuni avvenimenti e colpi di scena che sono già storia dell’universo creato da Akira Toriyama: dalle origini di Majin Bu alla creazione di nuovi villain come Arinsu, Majin Kuu e Majin Duu, passando poi per Super Majin Rymus e le origini del multiverso, Daima sta entrando sempre più nel vivo. Il suo quattordicesimo episodio, Tabù, prosegue la narrazione all’interno del Regno Demoniaco e spiana la strada verso una seconda ed ultima parte dell’Anime ricco di scontri memorabili. A seguire, trama e recensione di Tabù, il quattordicesimo episodio di Dragon Ball Daima.

La trama di Dragon Ball Daima 1×14

Il quattordicesimo episodio di Dragon Ball Daima, Tabù, è finalmente disponibile su Crunchyroll – come sempre, la puntata arriverà una settimana dopo anche su Netflix – e, nonostante un fisiologico rallentamento di narrazione ed eventi rispetto alle ultime settimane, ha soddisfatto le aspettative. La puntata, come anche la precedente Sorpresa, continua a seguire il viaggio dei nostri eroi, diretti verso il Primo Mondo Demoniaco dove, ad attenderli, non ci sarà Arinsu con i suoi sottoposti – ovvero Majin Kuu e Majin Duu – ma lo stesso Re Gomah che finalmente, dopo aver inutilmente spento il Warp ed aver visto Neva collaborare con Goku, Vegeta e gli altri del gruppo, decide di utilizzare un asso nella manica: viene così introdotta la Forza della Gendarmeria, un gruppo di mercenari che si ispira in tutto e per tutto alla Squadra Ginyu di Dragon Ball Z, il cui leader fu inoltre presente nello stesso Dragon Ball Super, seppur con un ruolo marginale.

Majin Kuu e Majin Duu in una scena di Tabù, episodio numero 14 di Dragon Ball Daima

La recensione di Tabù, episodio numero 14 di Dragon Ball Daima

Dopo settimane ricche di colpi di scena, rivelazioni e la trasformazione di Vegeta in Super Saiyan di terzo livello, con Sorpresa prima e Tabù poi, Dragon Ball Daima rallenta, riprende fiato e torna a realizzare degli episodi incentrati non tanto sui combattimenti quanto sull’esplorazione ed il concetto di viaggio. Con buona pace dei tanti detrattori, questi elementi sono sempre stati presenti in Dragon Ball ed hanno sempre avuto un ruolo di assoluto rilievo. Con la puntata numero 14, Daima non si limita però a spostare i nostri eroi dal punto A al punto B ed anzi, tenta di gettare le basi che portino poi Goku e compagni ad incontrare ed affrontare i nemici di questa nuova saga, Re Gomah da un lato ed Arinsu con Majin Kuu e Majin Duu dall’altro.

Questi ultimi però sono tutt’altro che alleati, dunque è interessante notare come, giunti ormai al quattordicesimo episodio, ancora non sia totalmente chiaro chi sia il vero villain della storia. Questo, legato a dei problemi di ritmo, rendono Tabù un episodio a tratti noioso, ma non per questo non meritevole di visione. Certo è che l’introduzione della Forza della Gendarmeria non è esattamente quello in cui speravamo, visto che è fin troppo una copia carbone della Squadra Ginyu al servizio di Freezer in Dragon Ball Z e che, francamente, non dà l’impressione di poter impensierire i protagonisti di questa storia, come d’altronde né i Tamagami né i due nuovi Majin. Il vero punto interrogativo è dunque quale sia la vera minaccia del racconto, ma non è detto che ciò non venga svelato a breve o, perlomeno, questo è ciò in cui speriamo.

Tra un Goku apparentemente k.o. ed un Vegeta in piena forma – ancora fa discutere la sua trasformazione in Super Saiyan di terzo livello – a prendersi la scena è invece Neva, il misterioso namecciano che ha creato le tre sfere del drago del Regno Demoniaco che ha aiutato gli eroi ad arrivare nel Primo Mondo Demoniaco nonostante il Warp fosse stato spento, ma che continua a non raccontarla giusta. C’è dunque ancora molta carne al fuoco ma, come ha saputo stupire dopo i primi lentissimi episodi, anche in questo caso non resta altro da fare se non attendere le nuove puntate per poter comprendere appieno cosa voglia essere davvero Dragon Ball Daima.


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