Articolo pubblicato il 29 Gennaio 2025 da Bruno Santini
A partire dal 29 gennaio 2025 ha fatto il suo esordio, sulla piattaforma di streaming di Disney Plus, la nuova serie animata che prende il titolo di Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere e che costituisce il primo prodotto Marvel della nuova stagione cinematografica e televisiva, in attesa del primo film (il quarto di Captain America) sul grande schermo. Ripescando uno dei personaggi più amati dal pubblico, Spider-Man, la serie si arricchisce di una serie di elementi che sono tipici della narrazione a fumetti, in un momento storico in cui le tecniche di animazione sono cambiate progressivamente, fino a diventare sempre più atipiche. Ma qual è il risultato dei primi due episodi, Amazing Fantasy e La fortuna dei Parker, che hanno fatto il loro esordio in streaming? Di seguito, la recensione delle puntate 1×01 e 1×02 della nuova serie animata.
Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere: di che cosa parlano gli episodi 1×01 e 1×02? La trama delle prime due puntate
Come nelle più classiche storie di origine, che interessano da sempre il personaggio di Spider-Man nella trattazione cinematografica e televisiva, anche Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere tratta il momento in cui Peter Parker diventa l’eroe mascherato che tenta di sventare il crimine e salvare la città, per quanto l’approccio sia differente rispetto a tutti gli altri prodotti che sono stati osservati sul grande schermo negli ultimi anni. Si racconta del giovane ragazzo e del suo legame con Zia May (con un Ben che è già scomparso) e, nel corso della trama delle prime due puntate della serie animate, si fa la conoscenza anche di altri personaggi per certi versi “inediti” nel corso del prodotto televisivo, come Nico Minoru, Pearl, Lincoln e diversi scienziati della Oscorp, dove Peter Parker effettua un tirocinio presso Norman Osborn, che però scopre della sua identità di Spider-Man.
A proposito dei poteri di Spider-Man, questi arrivano a seguito di un misterioso attacco alieno che porta un mostro a scontrarsi (dopo aver distrutto la Midtown) con Doctor Strange: così come avveniva anche in Spider-Man: Un nuovo universo, è un ragno alieno a donare i poteri a Peter Parker, che in un primo momento sviene prima di risvegliarsi con il suo nuovo incredibile potere, che si manifesta in modo piuttosto tradizionale. Naturalmente, i prossimi episodi permetteranno anche di scoprire di più a proposito dei nemici di Spider-Man, del suo rapporto con la città e tanto altro.

La recensione dei primi due episodi di Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere: omaggi, animazioni fluide e una narrazione piuttosto lineare
C’è sicuramente una nuova tendenza nel ripescare lo stile dell’animazione e della narrazione tipica delle serie animate dei decenni passati, in questi ultimi anni, che la Marvel (e non solo) ha saputo sfruttare perfettamente tanto con X-Men ’97 quanto con gli altri prodotti che hanno permesso di riavvicinare alcuni personaggi – e diverse narrazioni – allo spettatore, in un momento di grande transito per il Marvel Cinematic Universe che si avvicina sempre più al suo momento di ipotetico nuovo apogeo. D’altro canto, anche in casa DC era stato possibile confrontarsi con Batman Caped Crusader, che sfruttava le medesime dinamiche e che riportava sullo schermo una versione animata della celebre controparte di Bruce Wayne. Con Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere, che di fatto apre la nuova stagione dei cinecomic in casa Marvel, in un 2025 particolarmente ricco di titoli, è evidente l’ambizione da parte dei Marvel Studios, che portano sullo schermo non un prodotto che abbia l’obiettivo di innovare o di sperimentare nuove formule, bensì un “usato sicuro” che ripeschi in primo luogo uno dei personaggi più amati di sempre dallo spettatore, in secundis uno stile e una tipologia di narrazione piuttosto convenzionale (eppure efficace) che viene portata sullo schermo e che sa di avere a disposizione una vasta pletora di spettatori possibili.
Naturalmente, in un procedere così tanto lineare e piuttosto compassato, si intravede la funzione della modernità e della contemporaneità resa sullo schermo per mezzo di alcuni espedienti, in grado di portare lo Spider-Man (o meglio, una delle sue tante versioni possibili) ai nostri giorni: espressioni come “red flag” o dirette sui social, con tanto di invito a mettere like e a iscriversi, fanno il paio con quell’atteggiamento di mediazione per e con il piccolo schermo con cui la serie costantemente dialoga. Anzi, a dirla tutta, sembra proprio che Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere sia pensata per schermi quanto più possibile piccoli – anche più minuti rispetto a quello di una TV – in virtù della sua funzione di cornice, di split screen e di movimento ritmato che avviene con l’intercedere della formula del fumetto e delle sue caratteristiche strutturali. Certo è che le animazioni riprendono dalla stessa matrice di base la loro essenza, per cui nella loro messa in scena – al netto di una saturazione forse piuttosto accentuata e ridondante in molti punti – non possono che dirsi riuscite e piuttosto positive. È, allora, un prodotto frizzante e giovanile, che tenta di conquistare non soltanto i vecchi spettatori di Spider-Man ma anche, e forse questo è l’unico grande motivo di esistenza della serie, di creare un nuovo pubblico, avvicinando la più classica delle icone all’ancor più classica delle rappresentazioni supereroistiche.
Per il resto, nell’ottica di una recensione dei primi due episodi di Il vostro Spider-Man di quartiere, si osserva un modo di fare sicuramente molto lineare (ma non per questo erroneo, anzi) in termini di ironia, dialoghi tra i personaggi e scambi di battute, in un micro-universo che diventa così particolarmente dinamico e che sembra avere poco spazio per approfondire delle vicende relative ai singoli personaggi. Del resto, stiamo pur sempre parlando di una serie striminzita nel numero delle puntate, che vive della cornice dei suoi 30 minuti ad episodio e che, in questi, tenta di portare a compimento una storia sul supereroe mascherato: allo stesso tempo, si ravvede quel tentativo di rendere il prodotto animato un collante tra tutte le altre esperienze cinematografiche e televisive con quei reiterati easter-egg (dopo pochi minuti dall’inizio del primo episodio c’è un Doctor Strange sullo schermo) che ormai appartengono ad un modus operandi classico in casa Marvel. Insomma, al netto di una resa piuttosto semplicistica, i primi due episodi scorrono con un buon ritmo e portano a casa il risultato, in attesa di osservare cosa il prosieguo della narrazione riserberà allo spettatore.