Articolo pubblicato il 17 Febbraio 2025 da Bruno Santini
Disponibile su Netflix, arriva in Italia in contemporanea col Giappone Sakamoto Days, Anime tratto dall’omonimo manga di Yuto Suzuki, una delle opere più amate ed apprezzate degli ultimi anni che, come di consueto, ottiene una sua trasposizione televisiva a cura di TMS Entertainment. L’opera è diretta da Masaki Watanabe e vede Taku Kishimoto alla sceneggiatura, Yō Moriyama come Character Designer e Yūki Hayashi alla colonna sonora, con la sigla di apertura – Hashire Sakamoto – cantata da Vaundy. Divisa in due parti, gli episodi della prima metà verranno rilasciati con cadenza settimanale ogni sabato a partire dall’11 gennaio, mentre la seconda metà arriverà su piccolo schermo solamente a luglio. A seguire, trama e recensione di Hard Boiled, quarto episodio di Sakamoto Days.
La trama di Sakamoto Days, anime tratto dal manga di Yuto Suzuki
Prima di passare all’analisi e recensione della puntata, è bene spendere due parole sulla trama di Sakamoto Days, anime tratto dall’omonimo manga di Yuto Suzuki. L’opera segue la storia di Taro Sakamoto, che un tempo era un leggendario sicario dalla forza smisurata e senza eguali, membro di spicco dell’Ordine, il gruppo più potente e spietato dell’Associazione degli Assassini. Dopo anni però, egli si innamora di una ragazza e decide di abbandonare il suo lavoro per sposarsi con lei e mettere su famiglia, gestendo insieme un konbini (Convenience Store) e mettendo su peso. La sua vita tranquilla ed il suo ritiro dalle scene verranno però turbati nel momento in cui viene posta una taglia sulla sua testa. Gli incontri con Shin prima – un sicario con il potere di leggere la mente – e Lu poi – erede di un’importante triade cinese – obbligheranno Sakamoto a dover ricorrere nuovamente alle sue abilità per proteggere la propria vita e quella delle persone a lui care.
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La recensione di Hard Boiled, quarto episodio di Sakamoto Days, anime Netflix diretto da Masaki Watanabe
C’era bisogno di una svolta e la svolta è arrivata. Dopo tre episodi sì interessanti, ma che si sono sostanzialmente concentrati sull’introdurre i personaggi principali della serie, ecco che con Hard Boiled l’anime di Sakamoto Days fa un salto in avanti e tira fuori i muscoli. Riprendendo esattamente da dove eravamo rimasti al termine di Benvenuti al Sugar Park!, sulla strada dei nostri protagonisti ci sono adesso due nuovi nemici, entrambi facenti parte dell’A.G.A. (Associazione Giapponese degli Assassini) ma uno di loro sembra avercela in modo particolare con Sakamoto.
Si tratta di Boiled, un sicario il cui passato è ancora avvolto prevalentemente dal mistero ma che, a quanto detto in questo nuovo episodio, ha imparato il mestiere proprio insieme a Sakamoto, con il quale si era andato a formare un rapporto quasi fraterno. La stima che provava nei suoi confronti è crollata quando ha scoperto del suo ritiro e di come ciò, conseguentemente, abbia portato alla fine del loro rapporto. Anche in Hard Boiled torna dunque la tematica dell’amicizia, con una narrazione ricca di combattimenti ma che mette al centro i rapporti umani e cosa si è disposti a fare pur di difendere i propri ideali.
Ciò che rende la puntata la migliore fino a questo momento è però la sua ricercatezza, a partire dal titolo che richiama ad un certo genere – cinematografico e non – di opere e che va a mescolarsi con i più classici elementi dell’animazione giapponese, regalandoci inoltre il primo vero cliffhanger della stagione, che pone molteplici interrogativi che, a rigor di logica, inizieranno ad essere svelati già dal prossimo episodio. Così tanti avvenimenti eppure, allo stesso tempo, così tanti elementi nascosti, misteri da svelare ed un protagonista, Sakamoto, di cui l’intento primario è chiaro – difendere la propria famiglia e vivere in pace il proprio ritiro – ma che appare ancora oggi come un enorme punto interrogativo. Nonostante siano passati solamente 4 episodi, ci sentiamo di poter già affermare che Sakamoto Days sta rispettando tutte le aspettative della vigilia e potrebbe tranquillamente attestarsi come il miglior anime dell’anno. Per ora diciamolo sottovoce, ma le prossime settimane potrebbero davvero confermare questa impressione.
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