Articolo pubblicato il 17 Febbraio 2025 da Bruno Santini
Con la solita distribuzione settimanale, Sakamoto Days si rinnova con il suo sesto episodio inserito in streaming su Netflix a partire da sabato 15 febbraio 2025. Una nuova puntata in cui prosegue la narrazione del protagonista Taro Sakamoto, pur con una breve interruzione di quelle dinamiche sull’Ordine, e sugli altri gruppi, che erano stati osservati precedentemente nel corso degli altri episodi. Dal titolo Heisuke Mashimo, l’episodio presenta il personaggio omonimo: ma con quale risultato? Tentiamo di comprendere di più a proposito di trama e recensione della puntata 1×06 di Sakamoto Days.
La trama di Sakamoto Days 1×06, Heisuke Mashimo
Prima di procedere con la recensione del sesto episodio di Sakamoto Days, è molto importante sottolineare innanzitutto la sua trama, come sempre frenetica e ricca di elementi che divertono (ma fanno anche riflettere) lo spettatore. Taro Sakamoto, in compagnia di Shin Asakura, decidono di partecipare ad un torneo di paint-ball nel quartiere, per riuscire a racimolare denaro per migliorare il proprio negozio, soprattutto in termini di protezione dagli altri sicari (con vetri antiproiettili) e non solo. A proposito di questi ultimi, nel supermarket di Taro Sakamoto giungerà anche Heisuke Mashimo, apparentemente pregno di idiozia nel non riuscire a riconoscere il bersaglio che gli è di fronte: anche Mashimo parteciperà al torneo per tentare di migliorare la sua vita – dopo che è stato licenziato come sicario perché incapace nelle missioni -, formando una particolare squadra con Taro Sakamoto e Shin Asakura e, soprattutto, mostrando delle inaspettate abilità con il cecchino. Tuttavia, il rapporto tra i tre personaggi non è destinato ad essere così idilliaco come inizialmente mostrato.
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La recensione del sesto episodio di Sakamoto Days e la capacità della serie di reinventare costantemente
C’è un elemento, su tutti, che permette di conferire un’incredibile forza a Sakamoto Days, pur nell’impianto di un racconto che alla lunga potrebbe apparire pedissequo: la capacità di reinventare (e reinventarsi) costantemente. Quasi come se stessimo fruendo della concezione di un videogioco con level scaling, dove i nemici aumentano il proprio potere con noi, non riuscendo mai a sconfiggerli solo ed esclusivamente per la nostra potenza accumulata, anche Sakamoto Days propone una struttura in climax ascendente costante, che fa crescere il nostro protagonista così come tutti i suoi nemici. L’architettura della serie è, per ora, chiara: in futuro arriveranno i veri villain, ma per ora ogni realtà è perfettamente incorniciata nella matrice di un episodio, dove il nemico di turno viene sviscerato nella sua storia e nelle sue intenzioni, salvo poi avere una possibilità di redenzione. Il motto di non uccidere, che accompagna Taro Sakamoto fin dal momento in cui ha conosciuto l’amore, diventa allora l’espediente per non risolvere mai (definitivamente) dei singoli casi, lasciando che a seguito dell’exploit di un episodio ci sia sempre uno sviluppo successivo, una capacità di approfondire delle dinamiche altrove.
E ancora, quell’ambiguità tra essere buoni e malvagi, che molto spesso si ritrova nel senso di fame e nel bisogno di ottenere quei soldi che costituiscono la taglia su Taro Sakamoto, è certamente intelligentissima nel non delineare – tranne nel caso dei protagonisti – nessun confine netto tra buono e cattivo. Ecco che, effettuate le dovute premesse circa la recensione dell’episodio 1×06 di Sakamoto Days, si può osservare ancor più da vicino l’introduzione di un nuovo, e interessantissimo, personaggio: Heisuke Mashimo, che dà anche titolo all’episodio in questione. Con la sua solita ironia, che ha contraddistinto le puntate precedenti e che offre anche il destro all’anime nella sua concezione definitiva, Sakamoto Days porta in scena un personaggio costantemente polivalente, che viene inquadrato nella sua bonarietà /idiozia e subito dopo in un’estrema capacità in quell’unica attività (utilizzare il cecchino) che costituisce il leitmotiv della sua storia. Heisuke Mashimo è un personaggio incredibilmente mutevole, quasi vicino al racconto dei Pokémon dato il suo rapporto con l’uccello che lo guida e che, nel corso dello stesso episodio, porta lo spettatore a osservare divertito la sua storia, per poi indirizzarlo contro il nostro protagonista determinando un nuovo approccio da parte di chi guarda. Altresì interessante, nella messa in scena che porta a costruire continuamente i personaggi, è anche la scoperta di un nuovo potere di Shin Asakura, che può leggere i pensieri anche di chi si trova più distante, se ben confuso: pur mantenendo una linea di confine che non cede mai al controsenso e all’ossimoro, la serie dimostra di costruire il personaggio pezzo dopo pezzo, aggiungendo un dettaglio alla volta e non deludendo mai.
Il finale, in quel dolce-amaro dei 50 yen che vengono dati a Heisuke Mashimo per aver distrutto un intero quartiere (a seguito delle lodi di Taro Sakamoto), rappresenta l’animo della serie in pillole: un prodotto che non prende mai la scelta più semplice e che, anche nel presentare buoni e cattivi (soprattutto questi ultimi), ha sempre qualcosa da dire a proposito delle intenzioni, più che sulle effettive – ma comunque validissime – azioni. I prossimi episodi sono cruciali nell’introdurre il gruppo nemico di Taro Sakamoto e chissà che la serie non riesca, definitivamente, a dimostrarsi per il gioiello che sembra essere.
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