Dunque, chi è favorito agli Oscar 2025 tra Timothée Chalamet e Adrien Brody come miglior attore protagonista?

La stagione ai premi continua a essere difficilissima da intercettare, e la lotta a due tra Timothée Chalamet e Adrien Brody diventa sempre più importante: ma chi è il vero favorito agli Oscar 2025 a questo punto?

Articolo pubblicato il 24 Febbraio 2025 da Bruno Santini

Proprio quando sembrava essere tutto deciso per la vittoria di Adrien Brody agli Oscar 2025 come miglior attore protagonista, in virtù della sua interpretazione in The Brutalist, i SAG Awards 2025 hanno consegnato un risultato completamente differente. A essere premiato è stato Timothée Chalamet, che ha fatto rivivere Bob Dylan nel biopic A Complete Unknown di James Mangold e che da molti era considerato come la medaglia d’argento ideale, in attesa di consacrazione definitiva (che comunque ci sarebbe stata) agli Oscar in futuro, data anche la sua giovane età.

La lotta sembra essere a due, con un terzo incomodo come Ralph Fiennes che intanto non vince mai direttamente – per quanto Conclave abbia trionfato nella categoria di miglior cast ai SAG Awards 2025 – ma che comunque viene trattato da osservato speciale. Ma chi è, allo stato attuale dei fatti, il vero favorito agli Oscar 2025 tra Timothée Chalamet e Adrien Brody come miglior attore protagonista?

Adrien Brody e Timothée Chalamet: due campagne Oscar diametralmente opposte

Vincere agli Oscar significa, nella maggior parte dei casi, non soltanto essere qualitativamente riconoscibili per un’interpretazione ma anche in grado di portare avanti una campagna che sia convincente per l’Academy. Campagne che possono essere impostate sulle base di valutazioni personali, indirizzi specifici di marketing o volte ad intercettare una determinata frangia di pubblico votante, che è quello che decide anche relativamente all’assegnazione di una statuetta: agli Oscar, dove il pubblico si è consistentemente allargato negli ultimi anni inglobando anche una fetta europea molto importante, ciò che conta è sempre tutto il contorno che accompagna un qualsiasi addetto ai lavori. Anche Timothée Chalamet e Adrien Brody hanno messo in piedi una campagna Oscar per presentarsi al meglio in visto del premio come miglior attore protagonista, scegliendo un approccio completamente differente e mostrandosi in chiavi completamente antitetiche.

La campagna Oscar di Adrien Brody

Adrien Brody, che di certo non è l’ultimo arrivato a Hollywood, ha scelto un approccio molto più classico, fatto di interviste in cui ha parlato della complessità del suo ruolo, copertine di riviste e del racconto di una personalità che ha tentato di incarnare sullo schermo, considerando anche e soprattutto quelle enormi polemiche che hanno interessato The Brutalist per l’utilizzo dell’AI negli ultimi mesi. D’altro canto, Timothée Chalamet ha scelto un approccio tutt’altro che convenzionale, ma che del resto rispetta anche la sua personalità: alla seconda candidatura agli Oscar (dopo quella ottenuta per Chiamami col tuo nome) l’attore appare disinvolto, a tratti disinteressato – ma è tutto parte dell’immagine che si vuole restituire al pubblico votante – rispetto al senso stesso della cerimonia.

La campagna Oscar di Timothée Chalamet

Nel vestiario, nelle interviste ironiche, nei suoi “Forza Roma” con annessi riferimenti a Francesco Totti, addirittura nella sua partecipazione alla gara di sosia di Timothée Chalamet il giovanissimo attore si presenta esattamente come un giovanissimo attore. Fuori dagli schemi e anticonvenzionale, che sia reale o costruito, l’immagine di Chalamet potrebbe restituire il senso del nuovo che avanza, pur nello standard sempre consolidato e tanto amato negli Stati Uniti.

Il look disinvolto con cui Timothée Chalamet ha ritirato il suo SAG 2025

I premi vinti dai due attori e le chance di vittoria agli Oscar 2025

Se la scelta di un attore da premiare nel contesto degli Oscar 2025 fosse dettata da un semplice calcolo sommativo rispetto alla stagione appena trascorsa, allora probabilmente non avremmo nulla di cui discutere: per quanto sia stato nominato praticamente ovunque, Timothée Chalamet – prima dei SAG Awards 2025 – aveva portato a casa soltanto vittorie agli Astra Film Awards, Boston Society Film Critics, North Texas Film Critics Association e Vancouver Film Critics Circle. D’altro canto, Adrien Brody ha trionfato non soltanto nel contesto europeo (portando a casa anche un BAFTA), ma anche in tutte quelle manifestazioni di nicchia che spesso vengono osservate prima di guardare con forza agli Oscar.

Parliamo dei Golden Globe 2025 e dei Critics Choice Awards 2025, a cui si aggiungono tutte le altre manifestazioni che non hanno visto Chalamet vincitore; certo è che i SAG Awards 2025, dal momento che a votare sono praticamente gli stessi, dovrebbero essere molto determinanti in vista del risultato agli Oscar, e la vittoria di Chalamet – anche se avviene con una certa casualità rispetto agli esiti precedentemente menzionati – è più determinante di quanto si possa credere. A dirla tutta e se si volesse ridurre tutto ad un calcolo in percentuale, la situazione sarebbe di un ideale 51% a 49% per il giovanissimo attore di A Complete Unknown, che forse potrebbe mettere d’accordo anche più votanti per motivi extra-film.

Polemiche, discontinuità, AI e conservatorismo

È un anno decisamente molto particolare, per gli Oscar 2025, che si ritrovano di fronte alla possibilità di seguire una rotta che potrebbero impegnare per anni. Gli Oscar 2024 hanno probabilmente segnato un punto di rottura definitivo rispetto ad un determinato modo di fare che spesso abbiamo osservato nel corso della storia di questa manifestazione a premi: l’istinto di premiare Lily Gladstone creando un record (la prima nativa americana a vincere questo riconoscimento) è stato frenato dalla vittoria di Emma Stone, che a sua volta è molto meno banale di quanto si possa credere, considerando il film in cui ha recitato.

E ancora, Martin Scorsese è tornato – e per la seconda volta di fila – a casa con 0 vittorie vinte per Killers of the Flower Moon, mentre i due riconoscimenti dati a La Zona d’Interesse di Jonathan Glazer hanno certamente generato un precedente politico agli Academy Awards, considerato poi anche il discorso di ringraziamento del regista britannico.

La possibile scelta degli Oscar 2025 per il miglior attore protagonista

Come si supera un’annata del genere? Con due strade possibili: o abbracciando definitivamente il cambiamento e abbandonando l’idea di prodotti che siano necessariamente pensati per gli Oscar, o facendo un passo indietro e tentando di ristabilire delle fondamenta. Il tutto, considerando gli eventi che precedono questa manifestazione, sembra allora fermo in questa duplice possibilità: The Brutalist è, per ammissione degli stessi votanti, un film troppo lungo e che in molti non hanno portato a termine, di un regista praticamente sconosciuto fino a questa stagione a premi da parte dei votanti. D’altro canto, la polemica per l’intelligenza artificiale tiene banco e questo potrebbe non essere il momento storico in cui ci si apre al nuovo, tentando di contestualizzarlo a dovere: il conservatorismo, in un momento storico di questo genere per gli Stati Uniti, potrebbe allora essere la risposta.

Come sappiamo, in effetti, i biopic (indipendentemente dal loro essere qualitativamente eccelsi o scadenti) sono sempre una scelta “comoda”, in cui è difficile discutere delle interpretazioni e degli effettivi valori. In un clima di così tanto grande discontinuità, in cui le gilde sembrano rinnegarsi a vicenda e in cui la spaccatura tra Europa e Stati Uniti è quanto mai viva anche in fase di votazione, forse un solo nome tra i due attori restituisce un maggiore senso di tranquillità. E quel nome, almeno in questo momento, è quello di Timothée Chalamet.