Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla: come finisce e storia vera del film su Giovanni Paolo II

Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla è un film che racconta dell’umanità di Giovanni Paolo II: ma qual è la storia vera del film e come finisce?
Non avere paura - Un'amicizia con Papa Wojtyla: come finisce e storia vera del film su Giovanni Paolo II

Articolo pubblicato il 2 Aprile 2025 da Bruno Santini

Papa Giovanni Paolo II è stato uno dei simboli religiosi più importanti di sempre per la cristianità, nel nostro paese e non solo, tanto da essere celebrato in qualsiasi momento della sua vita, e anche a seguito della sua morte, con la beatificazione avvenuta per mano di Benedetto XVI e con la santificazione che c’è poi stata con Papa Francesco. Uno dei volti più importanti di sempre nella religione cristiana, Papa Wojtyla è stato oggetto di racconto più umano e terreno nel film Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla, diretto da Andrea Porporati e tratto dal film Era Santo era Uomo di Lino Zani. Ma come finisce e qual è la storia vera del film per la televisione?

Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla: come finisce e qual è la spiegazione del finale?

Conduttore televisivo, sciatore e scrittore italiano, Lino Zani è ancora oggi un volto importantissimo per quanto riguarda il rapporto con le vette in Italia, fin da quando ha organizzato alcune delle più importanti scalate in collaborazione con Mike Buongiorno, facendo parte anche dell’Alpirod per 10 anni. Il suo racconto è offerto anche all’interno del film Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla, che racconta di Lino Zani e della sua famiglia, la quale gestisce un rifugio sulle vette dell’Adamello: si tratta di un luogo molto umile e austero, in cui non trovano spazio soltanto sciatori e scalatori, ma anche persone dai modi molto spartani, che vivono della convivialità e della condivisione degli spazi.

Un giorno, il rifugio viene raggiunto a sorpresa da Papa Giovanni Paolo II, che ama le scalate e che decide di raggiungere proprio il rifugio di Lino Zani, il quale non sa come affrontare questa visita inaspettata soprattutto in termini di trattamento del Pontefice. La situazione diventa ancor più difficoltosa dal momento che, insieme al Papa, anche il Presidente della Repubblica Sandro Pertini visita questo luogo: ben presto, Lino Zani e la sua famiglia capiranno che non c’è bisogno di cambiare nulla della natura del luogo che è stato scelto da Wojtyla proprio per la sua umiltà, e che non deve snaturarsi in presenza di quello che, in fin dei conti, è soltanto un uomo.

La storia vera di Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla e i riferimenti al libro di Lino Zani

Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla è un film che permette di mostrare una prospettiva importantissima, soprattutto per quanto riguarda il racconto dell’umanità del Pontefice che viene colto non nel suo clima di santità religiosa, bensì attraverso l’emblema di quell’umiltà che lo rappresenta. Ma qual è la storia vera di Non avere paura – Un’amicizia con Papa Wojtyla? Il film racconta, pur se in maniera romanzata e con un pretesto che non si è verificato allo stesso modo nel corso della vita del Pontefice, il rapporto di amicizia tra Karol Wojtyla e Lino Zani, scrittore, presentatore televisivo e sciatore italiano.

Questa amicizia è stata raccontata nel libro Era Santo era Uomo, il quale – pubblicato nel 2011, periodo della beatificazione del Pontefice avvenuta per mano di Benedetto XVI – presenta tutta la genesi di una profonda amicizia segnata anche dalla cornice delle montagne e della neve. Lo stesso Lino Zani ha spiegato che il contesto dell’Adamello, dove era solito incontrarsi con il Papa, ha permesso a Wojtyla di rapportarsi anche più fedelmente al Terzo Segreto di Fatima. Questa la sinossi ufficiale del libro:

Che papa Wojtyla amasse la montagna e s’identificasse appieno con la pace di quel mondo è risaputo. Non molti invece sanno che c’è un testimone oculare del suo eccezionale rapporto con quella parte del creato. Quel testimone è Lino Zani, dapprima suo maestro di sci e guida alpina, poi a poco a poco negli anni suo compagno di “fughe” verso le cime, a consumare parentesi di vita attiva e contemplativa, solitaria e intensa, ma sempre incredibilmente intrisa di tutta la personalità e la santità di quell’uomo che ha scosso le coscienze del mondo. Racconti inediti che sono stati ostinatamente confinati in silenzio osservato per anni, che oggi, al cospetto di un avvenimento come la beatificazione del maggio 2011, Zani si sente di poter sciogliere, per condividere con il mondo intero il privilegio di aver accompagnato il papa nei suoi momenti di maggiore libertà. E poi un “segreto” del papa. Qualcosa che nessuno ha mai svelato, un aspetto inedito di come Giovanni Paolo II ha acquisito, proprio grazie a quelle vette, a quella montagna, piena e chiara consapevolezza del Terzo Segreto di Fatima.