Articolo pubblicato il 3 Aprile 2025 da Matteo Pelli
Purtroppo non si tratta di un pesce d’aprile di pessimo gusto: dopo una lunga lotta contro un cancro alla gola, Val Kilmer ci ha lasciati all’età di 65 anni. Sebbene negli anni ’80 riuscì a ritagliarsi dei ruoli di rilievo in un paio di successi commerciali, è negli anni ’90 che Kilmer raggiunse l’apice della sua carriera grazie a delle interpretazioni di alto livello al soldo di registi di grande caratura internazionale. Noto per il suo carattere particolare, la carriera di Val Kilmer subì una brusca frenata a partire dagli anni 2000 andando lentamente a calare fino a scomparire del tutto dalle scene per colpa della malattia, diagnosticata nel 2015. A causa di una tracheotomia, subita per arginare il cancro alla gola, Kilmer perse quasi del tutto l’uso della voce e dovette ritirarsi dalle scene. Fu solamente nel 2022 che l’attore tornò in pista per un breve, ma significativo, ruolo in Top Gun: Maverick nuovamente al fianco di Tom Cruise. Val Kilmer è stato un attore amato per il suo carisma e per la sua notevole presenza scenica, di seguito celebreremo la carriera di un’autentica icona degli anni ’80/’90 elencando i suoi 10 ruoli migliori.
10) Nick Rivers (Top Secret!)
Un esordio tutto da ridere per Kilmer, diretto dal trio composto dai fratelli Zucker e da Jim Abrahams, noti perlopiù per aver creato la trilogia di Una pallottola spuntata e L’aereo più pazzo del mondo. Nick Rivers è un cantante surf rock che, in piena Guerra Fredda, viene inviato per errore in un festival musicale nella Germania dell’Est. Kilmer, qui al suo debutto, viene buttato nel calderone di una commedia parodistica e surreale: tra sparatorie, canzoni e situazioni al limite del grottesco. Un film non del tutto memorabile ma che faceva trasparire una buona attitudine alla commedia da parte di Kilmer, un talento che purtroppo non riprenderà tanto facilmente durante la sua lunga carriera.

9) Madmartigan (Willow)
L’unico excursus fantasy nella carriera di Kilmer è rappresentato dal ruolo del mercenario Madmartigan in Willow, diretto da Ron Howard nel 1988. Un’avventura fiabesca dove Kilmer fa la parte del mattatore al fianco di Warwick Davis, quest’ultimo riprenderà il personaggio di Willow Ufgood nel revival uscito (e successivamente rimosso dal catalogo) nel 2022 su Disney+. Kilmer, al netto della sua prestanza fisica, presenta un personaggio abbastanza stereotipato in un film dai notevoli effetti speciali ma con una storia piuttosto generica. Massacrato dalla critica dell’epoca, Willow è riuscito nel tempo a ritagliarsi l’affetto del pubblico, seppur non si stia parlando di un’opera indimenticabile.

8) Filippo II (Alexander)
Massacrato dalla critica americana ma apprezzato dal pubblico europeo, Alexander segna il ritorno di Val Kilmer alla corte di Oliver Stone in un peplum controverso ma altrettanto affascinante. Kilmer, per l’occasione truccato a dovere, interpreta il padre di Alessandro Magno (Colin Farrell) portando in scena un personaggio egocentrico e sopra le righe. Il ruolo di Filippo II gli valse una candidatura ai Razzie Award del 2004 come peggior attore non protagonista: un riconoscimento (che non vinse) fin troppo severo per un personaggio, in realtà, ben interpretato e assolutamente convincente.

7) Doc Holliday (Tombstone)
La leggendaria sparatoria all’O.K. Corral prese vita al cinema in due opere distinte, uscite a sei mesi l’una dall’altra. Nella prima, ovvero Tombstone del 1993,l’ex dentista malato di tubercolosi Doc Holliday viene interpretato, in maniera a dir poco ottima, da un Val Kilmer in splendida forma. Holliday, spalla del protagonista Wyatt Earp (Kurt Russell) è un giocatore d’azzardo e un abile pistolero: grazie alla sua presenza scenica e alle sue doti attoriali, Kilmer fa parte di un cast di tutto rispetto in un western dal sapore classico, solido nella regia e convincente nel reparto tecnico. La seconda versione della storia, uscita sei mesi più tardi è Wyatt Earp di Lawrence Kasdan. Ad onor di cronaca va segnalata anche l’ottima performance di Dennis Quaid nei panni di Doc Holliday, a fianco del protagonista Kevin Costner.

6) John Henry Patterson (Spiriti nelle Tenebre)
Quel ponte sul fiume Tsavo, in Kenya nel 1898, andava costruito a qualsiasi costo. E chi meglio del colonnello-ingegnere Patterson per adempiere all’arduo compito? Un solo problema: due leoni mangiatori di uomini a seminare morte e distruzione nel villaggio che ospita gli operai. Spiriti nelle Tenebre è un action thriller dove Val Kilmer si allea con uno splendido Michael Douglas, in un’opera avventurosa dal pieno sapore anni ’90. Kilmer e Douglas, insieme, sono dinamite pura: la punta di diamante di un film, purtroppo, poco conosciuto ma dal valore a dir poco inestimabile.

5) Bruce Wayne/Batman (Batman Forever)
“Senza Tim Burton non mi muovo”, così disse Michael Keaton quando la Warner Bros gli propose il terzo capitolo di Batman, con l’intento di renderlo meno cupo dei precedenti. Fu proprio l’interpretazione di Doc Holliday in Tombstone che convinse il subentrato Joel Schumacher a scritturare Val Kilmer come protagonista di Batman Forever. Il resto, come si suol dire, è storia: un tono più scanzonato, al limite del camp, che faceva da contraltare al dualismo del protagonista Bruce Wayne. Nel mezzo due nuovi villain decisamente sopra le righe, una nuova femme fatale e un co-protagonista scapestrato ma coraggioso: Batman Forever è un cambio di rotta per un personaggio comunque complessato, che trova nella rocciosità di Val Kilmer delle spalle larghe e robuste su cui poggiarsi.

4) Perry Von Shrike (Kiss Kiss Bang Bang)
L’esordio alla regia di Shane Black è un buddy movie dove Val Kilmer regge il gioco ad un Robert Downey Jr in stato di grazia. Kiss Kiss Bang Bang presenta i classici stilemi narrativi del futuro regista di Iron Man 3, una commedia degli equivoci dove a farla da padrona è l’alchimia dei due attori protagonisti. Un giochino che a Black è sempre uscito bene, dalla serie Arma Letale fino allo splendido The Nice Guys (2016). Kilmer, insieme ad un ottimo Downey pre-Marvel Studios, porta in scena forse il suo ultimo grande ruolo prima del lento declino della sua carriera: un investigatore omosessuale che si ritrova coinvolto in un indagine con un partner completamente agli antipodi.

3) Chris Shiherlis (Heat – La sfida)
Una rapina finita male con dei morti ammazzati senza nessun motivo e un investigatore pronto a tutto pur di risolvere il caso. Il capolavoro del Maestro Michael Mann è tutto qui, tre ore di pura adrenalina magistralmente interpretata da due giganti della Settima Arte: Al Pacino e Robert De Niro. E nel mezzo? Sempre lui, Val Kilmer. Mann, che da sempre è un regista che sceglie in maniera eccellente i suoi interpreti, mette Kilmer nei panni del braccio destro del capo Neil McCauley (De Niro), affidandogli un personaggio nervoso, teso e con l’arco narrativo più bello del film. Kilmer, dal canto suo, ripaga il regista de L’ultimo dei Mohicani, Collateral e Ferrari con una performance degna di nota, muscolare ma al tempo stesso profonda e drammatica.

2) Tom “Iceman” Kazansky (Top Gun e Top Gun: Maverick)
Serviva un’altra star sulla cresta dell’onda come controparte del protagonista Tom Cruise, anch’egli sul trampolino di lancio. Chi meglio di Val Kilmer, quindi, per interpretare Iceman, il pilota da caccia nemico/amico di Pete “Maverick” Mitchell? Una rivalità iniziata nel film di Tony Scott del 1986 che sfocerà in una sincera amicizia come visto nel sequel Top Gun: Maverick, uscito nel 2022. L’abbraccio tra Maverick e Iceman in questo legacy sequel dice tutto: “grazie Ice, di tutto”, Maverick/Cruise omaggia l’amico salutandolo definitivamente con un ultimo, grande, gesto. Oggi come quell’abbraccio risulta quasi profetico ed assolutamente simbolico: il giusto tributo ad un grande attore che riporta sulla scena il suo personaggio in maniera delicata, quasi in punta di piedi oseremmo dire.

1) Jim Morrison (The Doors)
La vita e le opere del Re Lucertola, il poeta maledetto del rock: Jim Morrison, leader e frontman dei Doors. Oliver Stone dirige con mano sicura un biopic su una delle icone musicali per eccellenza, tragicamente scomparso a Parigi nel 1971 all’età di 27 anni. Val Kilmer, protagonista assoluto della pellicola, non si limita ad interpretare Morrison: lui è Jim Morrison, sia nelle performance vocali che nell’incredibile somiglianza fisica. Una prova attoriale di tutto rispetto, la migliore in assoluto della sua carriera, ingiustamente snobbata dall’Academy. Al netto di alcune libertà narrative prese da Stone per la realizzazione del film (criticate dai rimanenti membri della band), The Doors rappresenta uno dei punti più alti della carriera di Val Kilmer.
