Articolo pubblicato il 5 Aprile 2025 da Bruno Santini
Negli ultimi anni, Sydney Sibilia è un regista che si è distinto molto per la sua capacità di dirigere alcuni film e serie televisive di e grande successo nel nostro paese, tra cui la recente Hanno ucciso l’uomo ragno, che racconta la storia degli 883. Tra i film diretti nella sua carriera c’è anche L’incredibile storia dell’isola delle rose, film del 2020 con Elio Germano in Matilda De Angelis protagonisti, nel racconto di Giorgio Rosa e della costruzione dell’Isola delle Rose, una piattaforma artificiale che venne proclamata libero Stato indipendente nel 1968. Ma come finisce il film? Per comprenderlo, di seguito consideriamo tutto ciò che c’è da sapere circa la spiegazione del finale di L’incredibile storia dell’isola delle Rose, oltre che a proposito della storia vera del film.
Come finisce L’incredibile storia dell’isola delle Rose? La trama completa del film con Elio Germano
La prima cosa che c’è da sapere, a proposito della spiegazione del finale di L’incredibile storia dell’isola delle Rose, riguarda come finisce il film diretto da Sydney Sibilia e con Elio Germano protagonista. Per questo motivo, prendiamo in esame la trama completa del lungometraggio che ha inizio a Strasburgo, nell’inverno del 1968, quando un giovane uomo apparentemente sconosciuto sosta al di fuori dell’ufficio del Consiglio d’Europa, dove viene raggiunto dal Presidente, che gli chiede il motivo della sua visita: l’uomo è presente a Strasburgo per esporre un caso di diplomazia internazionale, relativo ad una sua recente creazione. L’azione si sposta a Bologna, nell’anno precedente, nel raccontare la vita di Giorgio Rosa, un uomo particolarmente geniale per le sue idee e creazioni ma, allo stesso tempo, anche incapace di prendersi cura di se stesso e degli altri, tra cui Gabriella, la sua ragazza che tenta in ogni modo di conquistare una certa tranquillità, nonostante il carattere del giovane architetto.
La visione di una piattaforma petrolifera raffigurata su un manifesto pubblicitario ispira Giorgio Rosa nella creazione di uno stato indipendente, al largo delle coste italiane, dove poter vivere al di fuori dell’impianto legislativo italiano: ma come finisce L’incredibile storia dell’isola delle Rose? Il successo dell’isola è importantissimo, tanto da comportare una reazione da parte del governo italiano e, poi, della diplomazia internazionale ma, per comprendere come a termine il film, dobbiamo necessariamente spostarci fino al momento in cui, proprio come osservato l’inizio del film, Giorgio Rosa si trova a Strasburgo per tentare di difendere la sua creatura.
La spiegazione del finale di L’incredibile storia dell’isola delle Rose
A questo punto, possiamo finalmente procedere con la spiegazione del finale di L’incredibile storia dell’isola delle Rose, attraverso il quale notiamo che il dimissionario Leone, convinto da Restivo, firma una dichiarazione in cui si dichiara guerra all’isola, che verrà distrutta dall’incrociatore Andrea Doria. Giorgio tenta di difendere a tutti i costi l’isola, accanto a Gabriella e a tutti coloro che affrontano, fino all’ultimo respiro, quest’atto violento da parte del governo italiano, non solo per un motivo di natura economica, quanto più per un elemento emotivo.
Tuttavia, a seguito di alcuni colpi di avvertimento, l’isola viene fatta saltare in aria, con la fine del sogno di Giorgio Rosa. I titoli di coda del film raccontano la storia dell’Isola delle Rose, con il consiglio d’Europa che si dice incapace di esprimersi sulla questione, dal momento che la piattaforma si trovava al di fuori delle acque territoriali europee ma, per evitare possibili situazioni analoghe e future, l’ONU ha deciso, a seguito di questa situazione, di spostare i confini delle acque territoriali a 12 miglia dalla costa, mentre Gabriella e Giorgio, come mostrato nei titoli di coda, restano insieme fino alla fine per tutta la loro vita.

La storia vera di L’incredibile storia dell’isola delle Rose
L’incredibile storia dell’isola delle rose di Sydney Sibilia racconta la storia vera di una delle creazioni sicuramente più polemizzate e contestate nel corso degli anni, l’Isola delle Rose stessa. Conosciuta anche con il nome di Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose, trattasi di una micro-nazione che venne fondata ufficialmente nel 1958 dall’architetto italiano Giorgio Rosa, costruita su una piattaforma artificiale di 400 metri quadrati e situata nel Mar Adriatico, a 500 metri al di fuori delle acque territoriali italiane. L’isola in questione venne fondata dall’architetto che la autoproclamò anche Stato indipendente con esperanto come lingua ufficiale, un governo, una moneta e un’emissione fiscale. Tuttavia, fu considerata, anche per l’utilizzo che se ne fece, tendenzialmente una meta turistica per aggirare le normative fiscali italiane e non venne riconosciuto da alcun paese al mondo come stato sovrano. La fine dell’Isola delle Rose c’è stata il 26 giugno del 1968 con l’occupazione del micro-territorio da parte delle forze di polizia italiane e con un blocco navale che portarono alla demolizione della piattaforma.