Articolo pubblicato il 27 Dicembre 2023 da Bruno Santini
Dopo un decennio in cui i cinecomic sono stati la novità che costantemente albergava nella parte alta delle classifiche box office al cinema, dopo l’arrivo al cinema di Avengers: Infinity War ed Avengers: Endgame sembra che il fenomeno sia stato vittima di un declino. Più che dal punto di vista degli incassi, il vero problema dei cinecomic arrivati al cinema negli ultimi anni, risulta essere la qualità che sembra non esser più curata e messa al centro dell’attenzione come una volta. Se da un lato contribuisce sicuramente la saturazione di un pubblico quasi anestetizzato a prodotti di questo genere, dall’altro ci sono degli spettatori stanchi di film che sembrano non mettere più al centro la storia ma far felici i fan nel vedere un determinato personaggio sul grande schermo. Nell’anno della fine del DC Extended Universe così come lo conosciamo e un tortuoso percorso che ha visto confermata la profonda crisi degli incassi e qualitativa del Marvel Cinematic Universe, non si può far altro che cercare di capire quali sono stati i peggiori cinecomic del 2023.
Quali sono i cinecomic più brutti del 2023?
Fare classifiche per film di questo tipo non è mai semplice. Quali criteri seguire? Una storia scritta male? Personaggi poco approfonditi? Effetti speciali sotto la media? Nell’analisi rientrano, ovviamente, tutti questi elementi ma, soprattutto, l’incapacità di un cinecomic di trasmettere quell’aria epica, leggendaria e mitica che dovrebbe essere un elemento costituzionale di film di questo tipo. Da un certo punto di vista, queste pellicole possono essere definite come una evoluzione moderna di film di intrattenimento epici che avevano come protagonisti personaggi del mito e della leggenda. I supereroi sono diventati i miti della modernità e, proprio per questo motivo, dovrebbero avere il dovere di restituire quello stesso sentimento. Una sensazione che, nei film e nelle serie tv che stiamo per raccontarvi, o non è minimamente accennata o si è persa nel corso della storia in una narrazione non all’altezza. Ma quali sono i peggiori cinecomic arrivati al cinema e in streaming nel 2023?
6) Aquaman e Il Regno Perduto (James Wan)
L’avventura cinematografica del DCEU si conclude alquanto tristemente. Il sequel ancora diretto da James Wan migliora leggermente rispetto al precedente, senza però significativi passi avanti. La pellicola è falcidiata da rimaneggiamenti, riscritture e reshoots; il risultato è un pasticcio di CGI non all’altezza del contesto narrativo, anche se il regista si impegna al massimo per regalare agli spettatori intrattenimento mozzafiato e adrenalinico. Dal punto di vista della scrittura, per salvare capre e cavoli, si rifugia nella derivazioni di quasi tutta la mitologia del cinema commerciale passato, arrivando addirittura a copiare spudoratamente la concorrenza, in più occasioni. Per raggiungere una durata standard per blockbuster di questo tipo, allunga esageratamente la quantità e il minutaggio delle scene d’azione, che alla lunga stancano, anche perché il contenuto narrativo è fin troppo semplice, risolto con facili didascalismi, senza la minima volontà di approfondire le tematiche di base. La sintesi perfetta per descrivere un progetto partito in fretta e furia, per concludersi praticamente allo stesso modo.

5) The Marvels (Nia DaCosta)
Il sequel che avrebbe dovuto riportare sul grande schermo in gloria Carol Danvers non riesce minimamente nel compito che si era prefissato. The Marvels, seguito del primo capitolo del 2019 e team up movie che vede unirsi in battaglia Captain Marvel, Ms. Marvel e Monica Rambeau, si conferma essere quello che molti spettatori avevano già ipotizzato: un film iper secondario del Marvel Cinematic Universe, incapace di creare un legame con i personaggi (tranne Kamala Khan, ben interpretata da una entusiasta Iman Vellani) e ancor meno in grado di motivare alcune scelte di prodotti precedenti che, secondo quanto annunciato dai Marvel Studios, sarebbero state spiegate all’interno del film. La trama dispersiva è salvata solo da qualche momento comico-demenziale ben riuscito condotto da Iman Vellani, unica attrice del cast che sembra realmente credere in ciò che sta portando su schermo. Gli effetti speciali non eccellenti, la regia delle scene action confusionaria e il modo in cui vendono resi ridicoli in modo forzato personaggi (primo tra tutti Nick Fury), rende The Marvels un film che può divertire ma di cui si poteva fare tranquillamente a meno.
4) Shazam! Furia degli Dei (David F. Sandberg)
Il sequel di Shazam non costituiva certamente una delle esigenze maggiori da parte del pubblico DC, considerando la natura di altri personaggi totalmente sprecati nella gestione editoriale del DC Extended Universe, per cui i presupposti non erano i migliori. Nell’approcciare al film, ci si rende conto del fatto che, benché non si possa parlare di un film estremamente sbagliato come The Flash o Ant-Man and the Wasp: Quantumania, il risultato non è assolutamente sufficiente. Se la narrazione è particolarmente banale nel riprendere, nei fatti, gran parte di quegli elementi che erano stati già propri del primo film con Zachary Levi, la resa tecnica è ancor più ridondante, con strafalcioni estetici che si accompagnano ad una fotografia e ad una scenografia assolutamente anonime. Shazam: Furia degli Dei è, allora, la perfetta sintesi di una gestione passiva, che si è da tempo lasciata sovrastare dagli eventi e che tenta, con un cameo o un easter-egg, di riportare al cinema lo spettatore, evidentemente non riuscendoci.

3) Secret Invasion (Kyle Bradstreet)
Con il ponte che il Marvel Cinematic Universe ha voluto creato tra cinema e serie tv, non si può far altro che citare quello che, per molti fan della saga, è stato forse uno dei più grandi disastri dei Marvel Studios degli ultimi anni. Nonostante un inizio quantomeno promettente, con una atmosfera profondamente politica e che rendeva molto attuale anche dal punto di vista storico l’ambientazione dell’intera serie, negli ultimi 3 episodi, Secret Invasion, prende una deriva che la rende una serie difficilmente salvabile da ogni punto di vista.
Oltre ad un villain poco carismatico, senza un minimo di spina dorsale e incapace di mettere in piedi un piano che possa sembrare quanto meno interessante per il pubblico, Secret Invasion ha quasi totalmente snaturato il personaggio di Nick Fury rendendolo un uomo vuoto, incapace di mantenere il polso della situazione e di fare le mosse a cui aveva abituato il pubblico in quasi 15 anni di franchise. L’obiettivo del villain, lo skrull Gravik, è poco interessante e il tentativo di mantenere un tono serio e compassato diventa quasi una parodia dei thriller di spionaggio a cui la serie originariamente si ispirava. Ad aggiungersi al dramma è un finale di stagione che fa crollare quei pochi elementi interessanti che erano stati seminati a favore degli stilemi più tradizionali (e mal riusciti) del genere cinecomic.
2) The Flash (Andy Muschietti)
Il primo film stand alone del personaggio conosciuto in Justice League (2017) rimarrà nella memoria per i motivi sbagliati. Aldilà delle questioni extra cinematografiche, la prova attoriale di Ezra Miller (qui addirittura in un doppio ruolo) non convince minimamente, dimostrandosi uno dei peggiori casting per un film di supereroi. Nonostante le scene d’azione epiche non manchino, la pellicola è fortemente appesantita da una durata eccessiva, non rapportata al contenuto, farcita con una serie di estenuanti situazioni comiche, per nulla divertenti e mal distribuite, entrando poi in grande contraddizione col finale, improvvisamente serio e strappalacrime. Sulla carta, il multiverso avrebbe potuto aprire scenari interessanti e caratterizzazioni più sofisticate, purtroppo però, si cade ancora una volta nella trappola del superficiale fan service.
1) Ant-Man and The Wasp: Quantumania (Peyton Reed)
Presentato originariamente come il film che avrebbe dovuto cambiare in via definitiva il corso dell’MCU con l’introduzione di Kang Il Conquistatore, Ant-Man and The Wasp: Quantumania oltre ad essere il crollo di tutto il lavoro fatto per rendere i cinecomic un genere di qualità, ha anche la responsabilità di aver fatto morire le aspettative del pubblico Marvel per il prossimo futuro. La pellicola, tanto annunciata e chiacchierata per mesi (se non per anni), è l’insieme di una serie di sbagli che potrebbero essere definiti imperdonabili se fatti da un franchise che ha impiegato anni a costruirsi una propria credibilità. Oltre all’enorme errore di aver introdotto un supervillain della portata di Kang in un film su un personaggio secondario, la pellicola sbaglia l’approccio ai personaggi, la caratterizzazione del villain, che non ha un minimo di quell’aura mitica e terrificante con cui era stato raccontato, e, soprattutto, il modo di gestire i tempi della narrazione. Ant-Man 3 è un film totalmente anticlimatico, incapace di gestire i propri ritmi e che cerca, inutilmente, di salvarsi con quell’ironia che era sempre stata la cifra del personaggio ma che, questa volta, risulta essere scontata e poco ispirata.