Recensione – I Saw The Devil, il film cult diretto da Kim Jee-woon

Film del 2010, I Saw the Devil è considerato sin dalla sua uscita un capolavoro ed un vero cult del genere, ma è davvero così? Merita la visione?
Choi Min-sik in una scena di I Saw the Devil di Kim Jee-woon

Articolo pubblicato il 4 Febbraio 2024 da Bruno Santini

La recensione di I Saw the Devil, film del regista sudcoreano Kim Jee-woon (Two Sisters, Bittersweet Life) che vede come protagonisti Choi Min-sik (Oldboy) e Lee Byung-hun. Distribuito nel 2010, il lungometraggio è divenuto da subito un enorme cult in tutto il mondo e viene riconosciuto dai più come un capolavoro del genere. Seguono dunque trama e recensione di I Saw the Devil.

La trama di I Saw The Devil, con Choi Min-sik

Come da prassi, prima di passare alla sua recensione, è giusto spendere due parole sulla trama del film che, in questo caso, è estremamente breve e veloce da spiegare visto che l’opera si fonda principalmente sulla messa in scena che sulla narrazione. I Saw the Devil segue le vicende di uno psicopatico che gira il paese in cerca di donne da violentare ed uccidere. Un giorno però si imbatte nella fidanzata incinta di un agente dei servizi segreti ed i ruoli si ribaltano: il serial killer diverrà infatti una vera e propria preda e dovrà scappare dall’uomo in cerca di vendetta.

Lee Byung-hun in una scena di I Saw The Devil, diretto da Kim Jee-woon.

La recensione di I Saw the Devil: Kim Jee-woon ed i soliti estremismi

Nonostante il cinema asiatico sia da sempre uno dei più floridi ed importanti del mondo, solamente adesso lo si sta capendo per davvero – in Italia come nel resto del mondo – ad un livello più mainstream e popolare. A giocare un ruolo decisivo è stato certamente Parasite, il capolavoro di Bong Joon-ho che ai 92esimi Academy Awards fu in grado di vincere 5 premi Oscar, tra cui miglior film, regia e sceneggiatura originale. Una tendenza estremamente positiva ma che, se vogliamo, rischia di spostare il punto di vista da un estremo all’altro, trasformandolo da un cinema poco noto ad uno perfetto ed intoccabile.

Sembra il caso di I Saw the Devil che – 9 anni prima del film con protagonista Song Kang-ho – pose il primo mattone verso questa grande (ri)scoperta del cinema orientale. Il film di Kim Jee-woo è quello che si definisce un instant cult, un’opera che è stata in grado di fare breccia nel cuore di ogni cinefilo ed appassionato, superando i confini nazionali e venendo presto considerato dai più come un capolavoro del genere, ed è facile capirne il perché. Si tratta infatti di un lungometraggio pieno di pregi, con un comparto tecnico eccezionale ma che, grazie alla regia ed alla messa in scena, riesce a spingere a livelli qualitativi ancora più alti. Cosa dire poi di Choi Min-sik, attore a dir poco clamoroso che qui ci regala una delle migliori interpretazioni della carriera. Tutto perfetto dunque, stiamo parlando di un capolavoro. Oppure no? In realtà, qualcosa che scricchiola c’è eccome.

Come detto, il fatto che il mondo stia finalmente aprendo gli occhi e notando il livello del cinema orientale è solo positivo, ma bisogna anche cercare di essere obiettivi, rendersi conto delle differenze di mercato, approccio e cultura che ci sono e non parlare per sentito dire, testando con mano i prodotti e facendosi un’idea propria. È giusto consigliare I Saw the Devil per tutti i motivi sopracitati, ma è anche impossibile non sottolineare come ci sia un piccolissimo problema: il film è scritto malissimo.

Kim Jee-woo è sempre stato così, estro e sregolatezza e le sue opere piene di pregi e difetti, ma con I Saw the Devil questi difetti si sono moltiplicati ed il regista di Seoul non si è voluto limitare alla realizzazione di un film di genere o ad una riflessione nera sulla vendetta, ma ha voluto portare tutto all’estremo con un finale talmente ridicolo da amplificarne ogni sua penuria. Qual è la morale di questo film, che la violenza è brutta e non porta da nessuna parte? Beh, non servivano di certo 144 minuti di continue atrocità tra i due protagonisti per capirlo. Il problema non è e non sarà mai portare su schermo la violenza, ma il come e qui si tratta di una scelta totalmente fine a se stessa. Non è un film col taglio alla Takashi Miike e di certo non ricorda in nessun modo la trilogia della vendetta di Park Chan-wook: è un divertissement di Kim Jee-woon, che qui però pone l’asticella troppo in alto e riesce ad equilibrare la bilancia solo grazie al suo enorme talento. Basta per salvare la pellicola? Secondo la maggioranza degli spettatori parrebbe di sì, ma i difetti sono evidenti e le riserve restano.

3,0
Rated 3,0 out of 5
3,0 su 5 stelle (basato su 1 recensione)
La locandina ufficiale di I Saw the Devil, diretto da Kim Jee-woon ed interpretato da Choi Min-sik e Lee Byung-hun
I Saw The Devil
I Saw The Devil

Da subito considerato un assoluto cult della settima arte, I Saw The Devil è uno dei film più apprezzati del regista sudcoreano Kim Jee-woon e può vantare una strepitosa interpretazione di Choi Min-sik. Ma è davvero il capolavoro di cui tutti parlano?

Voto del redattore:

6 / 10

Data di rilascio:

12/08/2010

Regia:

Kim Jee-woon

Cast:

Choi Min-sik, Lee Byung-hun, Kim Yoon-seo, Choi Moo-sung, Kim In-seo, Yoon Chae-young, Oh San-ha, Jeon Gook-hwan

Genere:

Thriller, Azione, Drammatico, Horror

PRO

La regia di Kim Jee-woon
L’interpretazione di Choi Min-sik
La sceneggiatura di Park Hoon-jung