Articolo pubblicato il 24 Giugno 2024 da Bruno Santini
In una recente intervista, Silvio Orlando ha avuto modo di approfondire diverse tematiche, a proposito del cinema e del suo rapporto con Paolo Sorrentino. Le dichiarazioni più importanti, però, sono state offerte a proposito del #MeToo, definito, da parte dell’attore, un movimento in grado di cambiare e migliorare sensibilmente la dinamica dei set e del cinema in generale. Nell’offrire parole piuttosto coraggiose, in cui ha condannato anche se stesso, Silvio Orlando ha effettuato un paragone con il passato: di seguito si indica di più a tal proposito.
Le parole di Silvio Orlando sul #MeToo
Definendolo sessuo-maniaco, Silvio Orlando ha parlato del cinema e, in particolar modo, dei set ed il lavoro degli anni ’70, in cui la donna era considerata come semplice merce e selvaggina. Al giorno d’oggi, la condizione e naturalmente differente, ma ciò lo si deve soprattutto al movimento del #MeToo, secondo l’attore, che ha dichiarato quanto segue:
“Anche io ho avuto degli sbandamenti sessuo-maniaci. Il cinema allora era d’altronde molto sessuo-maniaco. Per fortuna il #MeToo ha migliorato la qualità del nostro lavoro, i set sono ora luoghi più vivibili, più tranquilli e ci sono poi molte più donne impegnate nella produzione. Sappiamo bene invece com’era il cinema degli anni Settanta, le donne allora erano prede, selvaggina, merce. Era una cosa questa più sottile di ogni violenza fisica, era una legge non scritta, impalpabile: una donna che non stava al gioco diventava un elemento di disturbo nella macchina maschile”
Silvio Orlando sul suo rapporto con Paolo Sorrentino
Le dichiarazioni di Silvio Orlando non si sono limitate al movimento del #MeToo, precedentemente indicato, ma hanno interessato anche il suo rapporto con Paolo Sorrentino, avendo l’attore recitato nel suo nuovo film Parthenope, che finalmente ha una data di uscita anche in Italia. L’attore ha dichiarato quanto segue:
“I napoletani sono il popolo più triste del mondo e i vomeresi, come me e Sorrentino, i più tristi di tutti. Siamo un po’ in un bozzolo, persone che fanno fatica ad esprimere i sentimenti, ma farmi interpretare il professore di antropologia Marotta in Parthenope è stato davvero un gran bel regalo”.