Terrifier 3: come finisce? La spiegazione del finale dell’horror di Damien Leone

Qual è la spiegazione di Terrifier 3? Tutto quello che c’è da sapere su come finisce il film di Damien Leone.
La spiegazione del finale di Terrifier 3

Articolo pubblicato il 3 Novembre 2024 da Andrea Barone

Terrifier 3 ha sfidato il gusto degli spettatori a causa delle sue scene estremamente cruente e disturbanti, senza contare l’iconicità raggiunta da Art il Clown che ormai ha raggiunto livelli di popolarità devastanti. La saga di Terrifier è divenuta una delle saghe horror contemporanee più chiacchierate in assoluto, anche perché Damien Leone non sta soltanto dando le vittime in pasto al clown assassino, ma sta costruendo una vera e propria mitologia che si può connettere a dei capitoli futuri. Come finisce quindi Terrifier 3? A seguire la spiegazione del finale dell’atteso sequel con Art il Clown.

Come finisce Terrifier 3

Nel finale di Terrifier 3, il sangue del corpo di Vicky corrode il pavimento della casa, il quale apre le porte per l’inferno. Dopo aver trafitto Art il Clown, Sienna tenta afferra la piccola Gabbie, la quale rischia di precipitare nel portale. Sienna usa la spada come punto di appoggio per Gabbie, ma la bambina non riesce più a reggersi e finisce in fondo al burrone. Dopo che il portale si chiude, Sienna si gira e non trova più Art, il quale è fuggito via.

Sienna osserva le sue mani dilaniate che lentamente si rigenerano e giura che ritroverà Gabbie qualsiasi cosa accada. Nella scena finale si vede una passeggera di un autobus che sta leggendo un libro, mentre il conducente dice di essere un amante delle commedie romantiche. Art il Clown prende l’autobus, sorridendo alla passeggera che guarda il killer inquietata a causa dei suoi vestiti sporchi di sangue.

La spiegazione del finale di Terrifier 3

Nella spiegazione del finale di Terrifier 3, le mani di Sienna si rigenerano come conseguenza dell’apertura del portale dell’inferno. Il varco è stato sbloccato dalle forze del male che sono decise a distruggere Sienna, unica persona capace di impedire ai demoni di camminare sulla Terra. Non è un caso che l’inferno si sia preso Gabbie, in quanto, come spiegato da Victoria prima di tentare di uccidere entrambe, lei è l’ultima luce che permette a Vicky di avere un briciolo di speranza e la forza per combattere, poiché è l’ultima persona rimasta in vita che davvero tiene a lei, nonché simbolo di innocenza totale.

Quando le mani di Sienna si rigenerano è perché le forze del bene diventano forti esattamente quanto le forze del male accrescono il proprio potere. Essendo Sienna la prescelta, lei viene guarita dagli spiriti benigni che la preparano a quello che potrebbe essere lo scontro finale con Art il clown in Terrifier 4. Nel quarto capitolo Sienna, proprio come la guerriera che rappresenta, cercherà un modo per raggiungere l’inferno o per evocare Gabbie, salvandola da quello che sembra un destino crudele.

Nella scena finale il conducente dell’autobus è interpretato da Tom Savini, uno dei truccatori più importanti del cinema horror (ha lavorato in opere come Zombi di George Romero, Maniac di William Lustig, Venerdì 13 di Sean S. Cunningham, Non Aprite Quella Porta: Parte 2 di Tobe Hooper e Trauma di Dario Argento) che è un punto di riferimento fondamentale per Damien Leone (da qui la battuta ironica di come il personaggio sia fan del genere romantico piuttosto che dello slasher). Il sorriso di Art il Clown nell’ultima inquadratura vuol dire che la passeggera ed il conducente faranno una brutta fine e che il killer sanguinario è pronto a tornare.

Tuttavia il finale di Terrifier 3, con il sorriso di Art, ha anche un’altra spiegazione. Infatti la passeggera osserva il killer mentre sta leggendo un libro e si sta sentendo a disagio. Art, quando le sorride, suona la sua iconica trombetta. L’impostazione visiva della scena è quasi identica a quella di The 9th Circle, il primo cortometraggio in cui è apparso Art il Clown, il quale poi è stato inserito nel film antologico Terrifier: L’Inizio. La scena finale, che omaggia il primissimo momento in cui Art ha agguantato una vittima per la prima volta, è anche un toccante ringraziamento di Damien Leone a questo personaggio, ricordando da dove è partito tutto: chi l’avrebbe mai detto che il killer di un corto costato meno di 3000 dollari sarebbe diventato una delle icone più ricordate del cinema horror?