Articolo pubblicato il 20 Gennaio 2025 da Bruno Santini
Con la sua durata monstre di oltre tre ore e mezzo e con una serie di premi che sono stati conquistati nel corso delle diverse manifestazioni a premi precedenti agli Oscar, compresi i Golden Globe 2025 dove il film ha conquistato la statuetta come miglior film drammatico, The Brutalist è sicuramente uno dei film dell’anno. Per quanto non possa dirsi favorito alla vittoria finale in senso assoluto, il lungometraggio presentato in anteprima al Festival di Venezia 2024 ha fatto parlare tantissimo di sé e, soprattutto, ha ottenuto pareri generalmente positivi. Solo a distanza di diversi mesi dalla sua presentazione in anteprima, però, si è scoperto che c’è un passaggio del film in cui è stata utilizzata l’intelligenza artificiale per perfezionare l’interpretazione di Adrien Brody. Ma in quale punto?
Quando è stata utilizzata l’IA in The Brutalist?
L’utilizzo dell’IA nel cinema è sicuramente uno dei temi che tiene banco nelle ultime settimane e negli ultimi mesi, in cui si parla sempre più di quelle che possono essere le potenzialità offerte dai sistemi di intelligenza artificiale e quali i limiti di un processo che potrebbe sempre più indebolire il potere di attori e addetti ai lavori. Di recente, il regista e sceneggiatore Paul Schrader ha parlato di quanto possa essere positiva l’intelligenza artificiale per scrivere una sceneggiatura, ma queste sue dichiarazioni hanno evidentemente generato grandi polemiche.
Stesso risultato lo si ha con The Brutalist, il film di Brady Corbet con Adrien Brody protagonista che ha fatto tanto parlare di sé soprattutto in virtù della magistrale interpretazione dell’attore, unita ad una concezione di cinema assolutamente straordinaria. C’è un punto del film in cui, però, viene utilizzata l’IA per migliorare la performance di Adrien Brody: ma quale? Stiamo parlando del momento in cui l’attore – che interpreta nel film il visionario architetto László Tóth – legge ad alta voce la lettera scritta a sua moglie, utilizzando naturalmente la lingua ungherese.
Le dichiarazioni del montatore di The Brutalist sull’uso dell’IA nel film
Per quanto il suo utilizzo sia comunque molto esiguo nel film, essersi serviti di intelligenza artificiale in The Brutalist potrebbe comunque essere un fattore non da poco per il film, che si prepara ad affrontare la sua tornata agli Oscar, dove si tiene conto di ogni fattore per la votazione finale (specie nelle categorie maggiormente discusse, come quelle di miglior film e migliori attori). A svelare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in The Brutalist è stato il montatore, Dávid Jancsó, alla sua terza collaborazione con Brady Corbet. Ha dichiarato che servirsi dell’IA è stato necessario per abbattere i tempi di produzione e semplificare il processo di lettura della lettera che, altrimenti, avrebbe richiesto una grande padronanza dell’ungherese da parte di Adrien Brody:
“Sono madrelingua ungherese e so che è una delle lingue più difficili da imparare a pronunciare. È un linguaggio estremamente unico. Se si proviene dal mondo anglosassone, certi suoni possono essere particolarmente difficili da afferrare“. Il processo di registrazione con l’IA è stato realizzato utilizzando una traccia vocale di Adrien Brody che è stata poi sottoposta al sistema per la rimodulazione delle frasi, in genere sostituendo delle lettere o delle vocali di difficile pronuncia per un non ungherese, tramite il software di Respeecher.
Fonte: TheWrap